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Come non diventare uno stagista di VICE

Di Lorenzo Mapelli

Ogni cinque-sei mesi circa, qualcosa di magico accade nel nostro ufficio: viene pubblicata una normale ed educata richiesta per potenziali stagisti, in cui vengono usate, forse in maniera naive, espressioni come "gran lavoratori", "persone sveglie" o "non dei coglioni totali", sperando che vengano recepite nel modo giusto e attraggano la tipologia di persona che effettivamente andiamo cercando. Quello che di solito succede, invece, è che una marea di curriculum ed email più o meno a caso—spesso caratterizzate da un mal celato senso di disperazione—vanno a ingolfare l'inbox di jobs@vicemagazine.it.

Alcuni però sono talmente belli (pessimi) che abbiamo pensato valesse la pena condividerli con voi. Ecco i nostri preferiti:

Fare una richiesta di stage e domandare nella riga successiva come poter migliorare il proprio CV è una mossa di rara brillantezza. 

 

A volte l'insistenza può avere effetti controproducenti. Anche l'essere "frocio" e il possedere un "portfolio" sono qualità tutto sommato non troppo rare ed eccezionali. 

Se lo stile è da attribuire alle parole, questa è una delle mail meno stilose che ci siano mai arrivate.  

Questa foto, invece, (accostamento pantalone-divano compreso) è un esempio di vero stile. La lettera scritta a mano con la calligrafia di un bambino delle elementari, al contrario, fa pensare più a una richiesta di supporto psichiatrico che a un potenziale stagista. 

Non c'è bisogno di fare uno stage nel nostro ufficio per potersi "assettare". A pensarci bene, stiamo giusto cercando un/a segretario/a di redazione (chi fosse interessato scriva qui. Non è uno scherzo).

No.

Menzione d'onore per questo CV—o meglio CM. 

Se siete persone normali e, soprattutto, se avete intenzione di mandarci email e CV normali, sapete dove contattarci.

Segui Lorenzo su twitter: @sexypeople

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