Buongiorno peccatori... con Warren Ellis

Il prezzo da pagare per poter portare un'arma

Di Warren Ellis

Warren Ellis è un pluripremiato autore di fumetti, romanzi e serie tv. In questa rubrica, Warren prenderà spunto da notizie recenti per trasformarle in visioni su un futuro più o meno prossimo con un livello di accuratezza che si aggira intorno al 99 percento.

Ecco la spiegazione che i sostenitori della libertà di portare armi mi hanno offerto a sostegno della propria teoria, venerdì pomeriggio. Qualcuno, con la sua migliore espressione da idiota, mi ha detto che “una bella pallottola” avrebbe risolto tutto, a Newtown. Cioè, se più Cittadini Responsabili della Buona Vecchia America avessero detenuto armi da fuoco all’interno di una scuola (diciamo), l'assassino sarebbe stato neutralizzato dai suddetti Cittadini Responsabili prima di poter portare a termine il massacro.

Non mi interessa fare il nome di chi me l'ha detto, non citerò la fonte. In ogni caso, è una posizione molto diffusa e spero sia chiaro che non mi sono inventato un fantoccio contro cui scagliarmi. C’è sempre qualcuno che la tira fuori. Magari voi la pensate diversamente, e vi invito a smettere di leggere se c'è qualcosa che vi infastidisce nelle mie parole. Io vengo pagato in ogni caso.

Di primo acchito, tale frase potrebbe aprire un dibattito. Ma perché un'affermazione del genere funzioni anche a un esame approfondito, è necessaria una condizione. Una condizione imprescindibile deve realizzarsi perché la tesi stia in piedi. E cioè, la chiaroveggenza. Per prevenire una strage di vite innocenti, un Cittadino Responsabile deve trovarsi nel posto giusto dieci secondi prima che l’assassino apra il fuoco. Altrimenti, la strage non si può evitare, e non è di questo che stiamo discutendo.

Stiamo discutendo, invece, del prezzo che siete disposti a pagare per avere la libertà di procurarvi armi senza infrangere nessuna legge. Se siete d'accordo con quella persona, state dicendo che per voi va bene che qualcuno finisca ammazzato, perché pensate che un certo lassismo nelle leggi sugli armamenti garantisca che non tutti finiscano ammazzati. 

Mentre scrivo queste righe, sta venendo fuori che l'arma principale del massacro di Newtown è stata un fucile d'assalto di solito utilizzato dalle forze speciali degli eserciti dislocati per il mondo. Ora, io capisco che ci siano stati una dozzina di avvistamenti di orsi, vicino a Newtown, nel corso dell'ultimo anno. Io, sicuramente, non sono un esperto. Cioè, io sono inglese. Anche noi avevamo gli orsi in Gran Bretagna, ma li abbiamo mangiati tutti più di mille anni fa. Ma non posso fare a meno di pensare che un fucile Bushmaster AR-15 calibro .233 Remington sia un'arma eccessiva per difendersi dagli orsi in un contesto normale.

Quello che chiamate prezzo accettabile del diritto di portare armi è che un ragazzo con un’arma da forze speciali può entrare in una scuola e uccidere delle persone--perché quello stesso diritto legittimerebbe, in teoria, qualcun altro a tirar fuori una pistola e uccidere lui. Dopotutto il Federal Gun-Free School Zones Act è relativamente debole (nel 2012 Ron Paul ha addirittura cercato di farlo abrogare). Potrebbe anche succedere, no? 

Ma non è mai successo. Questa linea sembra suggerire che i controlli sulle armi debbano essere più lassi, in modo che circolino più armi e si creino più possibilità che qualcuno sia lì per caso a salvare la situazione. Quello che non capisco proprio è come, così facendo, si potrà evitare che ogni allievo e ogni maestra americani girino armati. Perché questa logica funzioni è necessaria una bacchetta magica. E affidarsi alla magia non è proprio una risposta adulta.

Nel Regno Unito le persone che possiedono armi devono avere il porto d’armi. In genere, sono membri di uno shooting club o sono comunque tiratori, oppure collezionisti di avancariche o di armi a colpo singolo. Oppure sono agricoltori che danno la caccia ai giovani che si imboscano per far sesso nei loro campi d’estate (sì, c’è del rancore). Derrick Bird, che ha ucciso una dozzina di persone nel 2010, aveva un regolare porto d'armi per la sua pistola e il suo fucile a otturatore girevole. Ancora non sappiamo con certezza se sia vero che provò, senza riuscirci, a entrare in un ospedale psichiatrico prima di dare completamente di matto, ma anche con una semplice occhiata non professionale al suo passato si capisce che quest’uomo non avrebbe mai dovuto possedere armi. Ebbene sì, accade anche qui. 

Nel 1996, un essere di nome Thomas Hamilton entrò in una scuola di Dunblane con due 9millimetri e due 44 magnum e scaricò un centinaio di proiettili su 17 persone. Anche lui deteneva legalmente quelle armi. Il porto d’armi di Hamilton, noto alla gente del posto per essere un pazzo paranoico con un debole per i ragazzini in costume da bagno, non avrebbe mai dovuto essere rinnovato così tante volte. In tutti i sistemi c'è una falla. 

Ma dopo il caso di Dunblane, sono state emanate delle leggi sul controllo delle armi—leggi che impedivano che Bird Derrick possedesse un fucile d'assalto, nel 2010. Leggi che—insieme all'obbligo di presentare almeno un referto di salute mentale—assicurano che questi episodi non avvengano più volte l'anno.

I crimini con armi da fuoco non si azzerano con un semplice divieto. Le armi illegali sono sempre in circolazione. I crimini a mano armata sono diminuiti molto dopo la strage di Dunblane, ma a quanto pare è ancora possibile comprare una bomba a mano, a Manchester, per 50 sterline. Certo che non è un sistema perfetto.

Ma la società, che è quella che fa pressione sul governo di turno, ha stabilito che la libertà di possedere armi da fuoco ha un prezzo insostenibile.

Considerando i circa 30.000 morti all’anno in seguito a scontri a fuoco negli Stati Uniti, rispetto alla cinquantina del Regno Unito, e considerando che la popolazione degli Stati Uniti è cinque volte maggiore della popolazione del Regno Unito, sono evidenti le conseguenze del sostenere la completa libertà di armarsi.

Ma questo, negli Stati Uniti, non ve lo faranno notare.

Perciò, spegnete il notiziario. Scrivete due righe ai vostri amici americani. Chiamateli. Dite loro che gli volete bene e che li pensate spesso. Perché un giorno, al notiziario, nella cronaca, ci saranno loro. O, più probabilmente, i loro figli. È davvero così semplice. Perché non esiste la magia. E non esiste nemmeno "una bella pallottola" che prenda il bersaglio giusto.

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