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      LE MIGLIORI LEGGENDE METROPOLITANE DAI TEMPI DELLA SCUOLA

      April 12, 2011

      Di it

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      Oggigiorno tutti sanno cos’è internet. Ma se siete nati prima del 1990, ci sono possibilità che ricordiate come andavano le cose prima del suo sopravvento. Come si facevano i dispetti i ragazzi prima che cominciasse il cyberbullismo su Facebook? Leggende metropolitane. Le leggende metropolitane erano il collante che teneva unita la società.

      Ecco alcune dell stronzate che io e i miei amici ci raccontavamo quando eravamo bambini, che non includono le più sputtanate come “BENVENUTO NEL MONDO DELL’AIDS” e “SI È SVEGLIATA IN UNA VASCA DI GHIACCIO IN THAILANDIA SENZA UN RENE.”

      SUPERMAN KETAMINOSO

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      La leggenda: “L'amico drogato di mio fratello lo scorso weekend ha preso un casino di questa roba chiamata ketamina ed è impazzito. Si è spezzato le braccia cercando di saltare su delle macchine, fino a quando una non l’ha colpito e gli ha rotto le gambe, ma si è rialzato comunque e ha iniziato a picchiarsi con tutti. Alla fine si è ritrovato con un mucchio di gente attorno a lui stesa al tappeto e ci sono voluti dieci poliziotti per buttarlo a terra.”

      Problemi con questa leggenda: Mentre è vero che la ketamina è abbastanza potente da sottomettere temporaneamente il sistema nervoso, è difficile immaginare un ragazzo che riesca a menare tutti senza alcun arto funzionante. Per una versione alternativa del mito, cerca “Il collega tossico di mio cugino ha preso un acido e ha provato a sbucciarsi come una banana,” o : ”Il figlio del collega di mio padre ha preso una pastiglia e non gli è mai sceso l'effetto”.

      LA TAVOLETTA DEL CESSO CHE TI LASCIA INCINTA

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      La leggenda: “La mamma di Tania e il suo nuovo fidanzato hanno fatto sesso sul gabinetto, Tania ci si è seduta poco dopo ed è rimasta incinta!”

      Problemi con questa leggenda: Questa sembra la classica storiella d’avvertimento per teenager, sul crollo del tradizionale gruppo familiare, dal momento in cui è presente la figura del "nuovo fidanzato”. Sono sicuro che un dottore possa trovare un trilione di ragioni per cui lo sperma non può sopravvivere sulla porcellana e saltare nella tua vulva, ma per me la cosa più malata del tutto resta l’idea di una coppia che scopa sul cesso di casa loro.

      ASSASSINIO SUL TRENO

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      La leggenda: “La mia amica doveva prendere il treno per andare a scuola e quando tornava tardi a casa dopo gli allenamenti, una volta c'era un tizio seduto di fronte a lei, e la fissava mentre aveva un braccio sulle spalle della moglie. Quando si è alzato per scendere dal treno la donna è caduta in avanti. Aveva un coltello conficcato nella schiena ed era morta. Quella non era sua moglie, ma una donna che aveva ucciso.”

      Problemi con questa leggenda: La tua amica è una stronza bugiarda che si inventa storie ridicole da raccontarti perché pensa che se non lo fa perderesti interesse nei suoi confronti e gli amici con i quali vai a scuola ogni giorno ti “porterebbero via da lei”. E poi, perché mai un assassino dovrebbe lasciare il coltello conficcato nella schiena? Ci rimarrebbero le impronte sopra.

      IL CAMPO ASSASSINO

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      La leggenda: “L’estate scorsa una ragazza del mio paese stava giocando con i suoi amici in un campo di girasoli ma è rimasta intrappolata e il sole aveva scaldato a tal punto i petali che è morta bruciata.”

      Problemi con questa leggenda: A partire dal fatto che su internet non si è mai letto nulla di simile, ho come l’idea che qualche papà con una fervida immaginazione si sia inventato tutto per non far giocare i bambini sotto il sole. È probabilmente lo stesso papà che ha detto che quando il camioncino dei gelati suona, è perché ha finito i gelati.

      BANANA STUPEFACENTE

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      La leggenda: “Fumarsi una buccia di banana ti fa più di una canna.”

      Problemi con questa leggenda: Il tizio che l’ha inventata ha ammesso che era una cazzata risalente al 1970. In assenza di un aggancio per dell’erba buona, un tredicenne che ha letto The Anarchist Cookbook ha continuato a inseguire in eterno questo falso mito. (La "banandina" non esiste. Prova piuttosto a fregare l'inalatore di epinefrina al tuo fratellino asmatico.)

      L’UOMO SUL BUS

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      La leggenda: “La mia amica era sul bus e a un certo punto un tizio seduto dietro di lei ha iniziato a giocherellare con le dita sbattendole sul retro del suo sedile. Pensava stesse giocherellando col suo arnese quindi ha lanciato uno sguardo, ma non si stava facendo una sega, anzi, aveva un coltello ed era letteralmente ad un millimetro dall'oltrepassare la plastica e colpirle la schiena!”

      Problemi con questa leggenda: Ho già detto tutto sulla tua amica dice un mucchio di cazzate. Non credere neanche a una parola di quello che le esce dalla bocca, specialmente se è qualcosa che ha a che fare con i trasporti pubblici o i coltelli.

      KEV KHARAS

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