©2014 VICE Media LLC

    The VICE Channels

      I molestatori sessuali in Egitto vengono marchiati con le bombolette

      November 20, 2012

      Nonostante le campagne e l'attenzione mondiale riservata al fenomeno, l’approccio dell’Egitto all’effettiva risoluzione dell’epidemia di molestie sessuali è purtroppo stato piuttosto indolente, con la polizia che sembra ignorare la situazione mentre i pervertiti continuano indisturbati a colpire. Forse allora non sorprende che i gruppi anti-molestie al Cairo si siano mobilitati, prendendo quello che è rimasto della legge nelle loro mani e pattugliando le strade per combattere loro stessi la diffusione delle molestie.

      I membri di una delle campagne anti-molestie più radicali—Estargel, "sii un uomo"—hanno fatto pattugliamenti durante le recenti celebrazioni per la festa di Eid al-Adha, armati di bombolette di vernice nera e bianca, attaccando, immobilizzando e marchiando arraffatori e palpeggiatori con le parole “Sono un molestatore.” Per lo più uomini anche loro, gli attivisti indossavano dei gilet fluorescenti coordinati con “Prevenzione molestie” scarabocchiato sul retro in arabo. Ho parlato con Muhammad Taimoor, capo e fondatore della campagna, a proposito delle loro controverse tattiche.

      VICE: Ciao Muhammad. Puoi dirmi qualcosa a proposito di quello che è successo nelle scorse settimane?
      Muhammad Taimoor: Sì, abbiamo combattuto contro le molestie tramite la nostra campagna, “Estargel”. Un grande problema qui è che le carrozze per sole donne nella metropolitana vengono invase da uomini che poi molestano le passeggere a bordo, quindi abbiamo lavorato su quello. C’è stata la festa del sacrificio un paio di settimane fa e ci aspettavamo che sarebbe stato un momento particolarmente cruciale per le molestie. Durante i tre giorni di festa a cui ho preso parte, abbiamo agito su circa 300 casi di molestie—sono 100 al giorno.

      Wow, ottimo lavoro. Come avete “individuato” tutti questi casi?
      Le nostre tattiche questa volta erano piuttosto violente, e un sacco di gente si è risentita perché non apprezzava quello che stavamo facendo. Fondamentalmente, attaccavamo i molestatori e marchiavamo con la vernice le parole “Sono un molestatore” su chiunque cogliessimo sul fatto. La polizia non è stata affatto d’aiuto per quello che cercavamo di fare e non erano chiaramente pronti a garantire la sicurezza delle donne egiziane durante i festeggiamenti, quindi abbiamo fatto tutto il lavoro da soli.

      Perché avete scelto come tattica quella di marchiare con la vernice spray?
      Perché nella nostra società, una ragazza incolpa se stessa quando viene molestata. Quando ne parla con i componenti della sua famiglia, a volte sono loro stessi a darle la colpa. Allora, quando il nostro gruppo attacca il molestatore, la ragazza si sente sicura di sé. Sente di aver ragione, sente che la gente la sostiene. Avrà la sicurezza per camminare per la strada senza paura e non avrà paura di parlarne se dovesse ricapitare. 

      Come avete coinvolto le persone per la campagna durante l'Eid?
      Ci siamo fatti pubblicità su Facebook e in quei tre giorni si sono unite a noi dalle 30 alle 50 persone. Penso che abbiamo fatto un ottimo lavoro. Solo tra di noi abbiamo preso 300 molestatori. Se tutti in Egitto facessero quel che facciamo noi e proteggesse le donne nelle loro città, la situazione migliorerebbe moltissimo, perché alla polizia non importa affatto. Un po’ di giustizia è meglio che nessuna giustizia.

      Cosa ha da dire la polizia a proposito di quello che fate?
      Pensano che non stiamo facendo un buon lavoro, che dovremmo collaborare con loro e che non dovremmo attaccare la gente per strada. Io sono stato arrestato assieme ad altre persone che attaccavano i molestatori, ma vedendo il lavoro pessimo che fanno nel tenere le donne al sicuro dalle molestie, qualcuno deve intervenire.

      La polizia o il governo ha mai fatto qualcosa per combattere le molestie?
      Il governo non dà alla cosa l’attenzione che merita. Le prime ricerche sulle molestie sono state fatte solo sette anni fa e i ricercatori sono stati accusati di slealtà e sovversione. La pubblicità e la trattazione dell’argomento sono nuove in Egitto—anche la polizia mantiene l’idea egiziana di incolpare la ragazza—quindi penso ci vorrà un bel po’ prima che le cose si muovano come si deve.

      Com’è essere coinvolto in questa campagna quale uomo?
      È un onore. Credo che il primo passo per sconfiggere questo fenomeno nella nostra società sia non avere paura, come uomo, a riconoscerne l’esistenza. Non mi spaventa dire che la mia società stia diventando più maschilista, dando molti più diritti agli uomini di quanti ne dia alle donne, e che uno dei più grossi problemi è proprio che la gente sembra negarlo.

      Ci sono mai stati problemi con la gente in generale?
      No, non direi. Ho lavorato con il gruppo per circa un anno e, anche se abbiamo avuto diversi problemi con la polizia, non abbiamo così tanti problemi con gli altri membri della società. Un sacco di persone ci riconoscono il merito per quello che facciamo. Comunque, credo che proteggere le ragazze sia più importante di rispettare la legge, quindi non vorrei davvero cambiare nulla.

      Ci sono tensioni tra voi e gli attivisti meno violenti?
      Sì, gli attivisti non violenti hanno criticato quello che facciamo. Loro vogliono lavorare sulla prevenzione delle molestie, ma non so come potrebbero occuparsene così. Vorrebbero anche portare i molestatori alla polizia, piuttosto, ma non penso che funzionerebbe perché è difficile convincere la ragazza ad andare dalla polizia per confermare quello che è successo.

      I media egiziani hanno provato a dipingerci come un gruppo violento, ma non lo siamo. Quello che abbiamo fatto durante l’Eid è stato un’eccezione; a mali estremi, estremi rimedi. Quindi sì, un sacco di gente non è contenta della maniera in cui affrontiamo la cosa, ma è semplicemente il modo migliore di farlo. Arrestare il molestatore per poi rilasciarlo dopo un paio di giorno non risolve nulla.

       

      -

      Tag: Egitto, molestie

      Commenti