©2014 VICE Media LLC

    The VICE Channels

      Il free sharing a pagamento di Facebook

      November 7, 2012

      Sia che passiate intere giornate connessi, sbirciando senza meta fra i profili di perfetti sconosciuti, o che non abbiate un account e lo facciate notare a più persone possibili (siete i peggiori!), saprete perfettamente che Facebook è uno dei siti più famosi mai creati. È il secondo più visitato dopo Google, e vanta 800 milioni di utenti attivi—più del 10 percento della popolazione mondiale.

      Con questi numeri, non vi sorprenderà sapere che la società è valutata una tonnellata di soldi. Eppure, quelli di Facebook non sembrano poi così felici del guadagno di quest’anno, e adesso vogliono una tonnellata di soldi in più. Ricordate quando il fondatore Mark Zuckerberg disse che la sua missione per Facebook era di “[fare] cose che aiutassero la gente a collegarsi e a condividere ciò che gli stava a cuore”? Ovviamente si era dimenticato di aggiungere: “Oh, fintanto che potrò fargli sborsare un sacco di soldi.” 
       
      La scorsa primavera, gli utenti hanno notato una forte diminuzione del volume delle sottoscrizioni alle loro pagine fan di facebook. In parole povere, tutti quelli con una pagina fan—blogger, gruppi indie del cacchio, celebrità minori—stavano perdendo visite al proprio profilo. Dove prima un post sarebbe stato visto dal 100 percento degli utenti iscritti alla pagina, oggi il numero delle persone effettivamente raggiunte corrisponde a una quota di gran lunga inferiore. Lo stesso per gli utenti individuali: anche se la vostra timeline continua ad essere inondata di foto di ragazze con faccia da oca e ragazzi che mostrano i muscoli, probabilmente vi è stata negata la possibilità di guardare il trailer di un film figo o di leggere un articolo postato da un amico che frequentate anche nella vita reale. 
       
      Questo succede perché il sito ha introdotto una nuova politica, per cui sponsorizzare i propri post comporterà una spesa di qualche euro, con cifre molto più elevate per le pagine fan. Uno dei vari mantra della società è “Facebook è gratis e lo sarà sempre” e il tutto è promosso come una rete di condivisione sociale; solo che adesso non è più gratis e loro, in un certo senso, credono che gli utenti saranno disposti a pagare per il privilegio di avere qualche persona che guardi il video da loro consigliato. La cosa potrebbe anche avere senso per quei ragazzini che postano quintali di immagini accompagnate dalla frase “Condividi e metti mi piace, se anche tu ritieni che nessun bambino al mondo dovrebbe essere ucciso”, ma sembra proprio che al quartier generale del social network non abbiano fatto abbastanza ricerche di mercato sul resto dei loro utenti, a cui non importa un tubo di chi legge l’articolo dell’Economist che hanno postato. 
       
      La cifra da pagare per un post sponsorizzato varia a seconda dei “Mi piace” che la pagina riceve. Dopo qualche calcolo, ho stimato che per poter raggiungere tutti gli utenti iscritti, una pagina fan con circa 50.000 "Mi piace" verrà a costare 156 euro. Se quell’utente pubblica 10 post al giorno, ogni giorno, e li sponsorizza tutti, dovrà pagare più di 500 mila euro l’anno. Oltre ad offendere le mie povere tasche, questo è anche indice di un'azienda decisa a piantare profondamente i piedi nel capitalismo dei social media (che senza dubbio è una brutta cosa).

      In un pezzo comparso sul New York Observer viene riportata la seguente dichiarazione del responsabile advertising di Facebook Gokul Rajaram: se si vuole comunicare con l'80 o l'85 percento degli utenti iscritti a una pagina, "sponsorizzare i post è importante." E la cosa è assolutamente accettabile se siete Tim Cook e potete permettervi di pagare, ma le piccole aziende, con fondi per l'advertising già limitati, verranno lasciate completamente allo sbando, con l'eventualità di non poter raggiungere tutti quanti i propri clienti per pubblicizzare l'uscita di un nuovo prodotto.

      Praticamente qualunque sito gestito da persone minimamente coscienti del mondo circostante usa widget facebook o box per commenti—potenzialmente in grado di orientare un bel po' di traffico sulla loro pagina web, contribuendo al tempo stesso ai buoni risultati di Facebook—ma ultimamente il meccanismo sta perdendo la sua reciprocità. È come inserire un amico in lista per venire a vedere la vostra band e fargli pagare il biglietto completo.

      Facebook mi piaceva. Ora, nonostante continui a cliccare sul collegamento rapido al mio profilo ogni volta che apro il browser, il mio atteggiamento è ambivalente. Ma se Zuckerberg continuerà a riempirsi le tasche con i soldi ottenuti dalle piccole aziende e da tutti quei comunissimi utenti che gli garantiscono una copiosa busta paga, il suo social network finirà dritto nella discarica dell'internet, lasciato a marcire mentre MySpace, Bebo e hi5 gli raccontano che andrà tutto bene.
       

      Leggi anche:

      Ecco come finirà Facebook

      Ciao Facebook, grazie e vaffanculo

       

      -

      Tag: facebook, sponsorizzare

      Commenti