Gazeby, Baby!

Di Virginia Ricci, foto di Elena Viale

Sono abbastanza convinta del fatto che tutto ciò che viene detto dai politici in campagna elettorale sia da buttare nel cesso. Onestamente non ho ancora sentito parlare un candidato leader senza che i suoi proclami o parte di essi mi provochino effetti collaterali che vanno da eruzioni cutanee a nausee mattutine a gravidanze isteriche. Andando a fondo di questo mio problema, mi trovo di fronte a un bivio: ritirarmi per sempre in un eremo e dimenticarmi completamente della classe politica che ci governa oppure tentare scendere a un compromesso e dare un senso al mio diritto di voto. La mia riflessione prosegue così: il sistema partitico è molto più complesso del solo àmbito di palazzo, c'è una vita dei partiti, una militanza, che a quanto pare arriva fino alla strada: sto parlando di persone che detengono una tessera di partito e scelgono volontariamente di andare per strada e rappresentarlo. Queste persone mi affascinano perché sono all'opposto della mia condizione attuale, dal momento che non so più se credere nella politica.

So che fino all'ultimo non saprò con certezza chi/come votare, e non ho assolutamente intenzione di mettere i miei dubbi in mano a conferenze di politici o programmi elettorali che sembrano redatti scegliendo concetti a caso del dizionario di retorica, quindi ho deciso di fornire un servizio a me stessa—e a tutti coloro che non hanno voglia o tempo—e di andare in giro per la città a cercare i gazebi dei partiti, per sottoporre i miei dubbi ai gazebisti, ovvero a coloro che stanno volontariamente a fare turni di lavoro per un partito in cui credono.

Ovviamente, siccome la mia disillusione è super partes, ho deciso di interrogare i rappresentanti di tutti i partiti che andavo incontrando, senza discriminare in questa ricerca nemmeno coloro che onestamente non avrei mai avvicinato e spero di non incontrare in giro mai più (non faccio nomi, ma credo che potrete capire di chi parlo).

Approdo al presidio del PD con un entusiasmo paragonabile solo alla fantasia di colori con cui ero vestita, mi rivolgo prima agli onesti signori di una certa età presenti nel gazebo, come questo gentile ometto che vedete nella foto sotto, il quale ci ha tenuto a segnalare la targa affissa fuori dalla storica sede del Piccolo Teatro, che così recita: "Qui tra l'otto settembre 1943 e il 25 aprile 1945 hanno subìto torture e trovato la morte centinaia di combattenti per la libertà prigionieri dei fascisti" e ad affermare che lui c'era, lui ha vissuto quell'epoca e che qui c'era la peggiore feccia dei fascisti, che se osavi guardarli in faccia ti portavano lì dentro e ti sparavano. Questa, afferma, è la storia vissuta e non quella raccontata dai libri.

Successivamente i responsabili del gazebo, notando la mia giovane età (grazie, tutta apparenza) mi rimbalzano ai giovani del Partito, appena arrivati con una delegazione di giovani democratici provenienti da altri Paesi d'Europa. Ecco che vengo inviata da Giacomo, il boss dei Giovani Democratici, che acconsente a rispondere a un paio di domande.

VICE: Ciao Giacomo, ci spieghi qual è la tua attività per il partito?
Giacomo: La mia attività è una propaganda davanti alle scuole, per strada, abbiamo un banchetto in cui stiamo ogni venerdì sera dalle 9 alle 2, tutto questo senza guadagnarci nulla, anzi ci spendo anche dei soldi…

Da quanto sei iscritto al PD? Credi negli ideali di questo partito?
Sono iscritto al PD da due anni; per quanto riguarda gli ideali, io faccio filosofia, quindi credere in qualcosa mi risulta un po' difficile, diciamo che riconosco che nel Partito Democratico c'è un clima per cui le ideologie sono un po' tramontate e si riesce ad avere una visione relativa delle cose in cui forse c'è posto anche per gli "eretici" come me. Sto qui perché penso che sia un cantiere, una buona situazione di partenza per i giovani che vogliono fare politica.

Credi che tra te e Bersani ci sia una distanza insormontabile? Quanti anni hai tu?
25. Be', c'è almeno una distanza di una trentina d'anni.

Cosa ti piace del tuo leader?
Mi piace il suo metodo, la sua personalità, è una persona pacata, seria, timida. Per il momento che stiamo vivendo meglio uno così che non un Berlusconi di sinistra che si atteggia a fare il capo-popolo. Certo è che per questo momento di emergenza è giusto che vada Bersani al governo, poi mi auguro che il PD operi un rinnovamento interno per stare al passo coi tempi.

Alle Primarie avevi votato Bersani?
Sì, avevo votato lui. Non è il momento di fare salti nel vuoto, abbiamo bisogno di un leader sicuro.

Perché voterai PD?
Perché è l'unica alternativa valida di governo. Non solo un'alternativa alla destra, ma anche alle esperienze precedenti di governo di sinistra.

Non sei preoccupato per le possibile derive centriste (democristiane) che il tuo partito potrebbe prendere, una volta al governo?
Sono preoccupato, sì. Per questo spero che il PD vada bene, cosicché possa rimanere saldo nella sua alleanza con SEL e coltivare un vero governo di sinistra. 

Grazie Giacomo.
Grazie a voi.

Continuo a camminare tranquilla per le vie del centro in cerca di gazebi da intervistare, quando mi imbatto in LUI: nella storica piazza San Carlo tradizionalmente c'era il gazebo di Alleanza Nazionale, e ora giustamente c'è il neonato movimento Fratelli D'Italia (L'Italia s'è destra… mica male questa). Per la regione Lombardia uno dei candidati è il buon Riccardo De Corato, ex vicesindaco di Milano, ex assessore alla sicurezza, che si è occupato di chiudere varie cose. Incredibilmente De Corato in persona è presente nel suo gazebo. Quindi, con molta gioia, mi accingo a parlargli.

VICE: Buonasera sig. De Corato.
Riccardo De Corato: Buonasera.

Come mai è qui?
Sono qui a spiegare i motivi per cui mi sono candidato e ovviamente a cercare di distribuire materiale elettorale.

Mi parli di questa nuova esperienza con Fratelli D'Italia.
È un nuovo partito che è nato un paio di mesi fa e che si pone come partito che non vuole più accordi con la sinistra. Noi diciamo "mai più con la sinistra," crediamo che i condannati in primo grado non debbano essere messi in lista e siamo per restituire l'IMU non come dice Berlusconi, ma facendo un BOT decennale. Abbiamo messo nel programma anche l'impignorabilità della prima casa.
Nel frattempo qui raccogliamo anche delle firme di solidarietà con i Marò, nessuno ne parla e noi esprimiamo solidarietà.

Nessuno ne parla.
Poi anche per quanto riguarda la sicurezza nelle strade.

È importante.
Uno dei punti su cui ci batteremo sarà quello per cui la regione deve dare un maggiore aiuto ai comuni, alle polizie locali, perché Milano vive un momento molto difficile e complicato dal punto di vista della sicurezza, soprattutto le fasce più deboli: donne, anziani, bambini, c'è una fascia che soffre molto il fatto di aver disattivato a Milano una serie di presidi di sicurezza che erano carabinieri, militari, polizie.

Quindi lei vede un peggioramento da quando non è più assessore.
Be' non lo vedo solo io, lo ha detto il Ministero degli Interni, ha detto che Milano è la città più a rischio d'Italia. 

Addirittura.
Dati elaborati dal Sole 24 Ore per conto del Ministero dell'Interno. Ha il più alto numero di reati rispetto alla popolazione residente. E poi il console americano non è che abbia scritto una lettera ai suoi residenti per caso: ha avvertito i residenti a Milano che Milano è una città pericolosa. Non l'hanno mai fatto i suoi predecessori.

Ma secondo lei Milano è più pericolosa di una qualsiasi città americana?
No, io dico che Milano è pericolosa in Italia. Il numero dei reati sta aumentando.

Cosa si aspetta dalle prossime elezioni?
Intanto abbiamo un grosso problema che riguarda la trasparenza degli atti della regione, il contrasto alla criminalità organizzata, il contrasto anche alla corruzione, devono essere questi i principali segnali… L'eliminazione del rimborso ai partiti. La legislatura dei prossimi cinque anni dev'essere per molti versi di cambiamento rispetto a quanto è stato fatto fino ad oggi. Non c'è da buttare il bambino e l'acqua sporca. La regione Lombardia è una delle regioni che in termini sanitari ha più eccellenze di tutta Italia, vengono tutti qui a farsi curare. Però c'è stata una fase che si è conclusa con questo mandato di Formigoni, adesso con il nuovo mandato bisognerà affrontare temi come la presenza della ndrangheta. 

E per il governo cosa si auspica?
Io mi auspico che il centrodestra riesca a farcela, perché è chiaro che il governo di sinistra, in un Paese che viene da una cura da cavallo come quella che è stata fatta da Monti che ha impoverito il ceto medio perché oggi abbiamo molti più poveri di qualche anno fa. C'è bisogno di una politica di sviluppo e il centrodestra la può garantire.

Lei ha fiducia in Berlusconi?
io ho fiducia nel centrodestra, anche perché Berlusconi non è il candidato premier. Ho fiducia in persone nuove, come la Meloni, che possono dare quell'impulso fondamentale per un governo che ritorni a parlare di sviluppo e non solo di tasse. Soprattutto che non sia un Paese a direzione tedesca, perché Monti fa e agisce per conto della Merkel ma ancora peggio per conto delle banche tedesche, e questo Paese è a sovranità limitata, come abbiamo visto. Anche in queste ore sia Obama sia la Merkel sono entrati a gamba tesa nella nostra campagna elettorale dicendo agli italiani di votare Monti, il che non mi sembra un bell'esempio di amicizia. Votiamo da mezzo secolo, non abbiamo bisogno di suggerimenti.

Cosa pensa dello sviluppo di questi movimenti a forte impronta popolare?
È chiaro che in un momento di crisi in cui la politica ha dato un brutto esempio, è fatale che poi nasca una fascia di protesta. Il problema è che questo Paese ha bisogno di essere governato da persone oneste soprattutto, ma anche capaci. Grillo sa fare molto bene la protesta, ma poi bisogna governare, perché con la protesta non si mangia. Non ho visto elementi in grado di governare. Il sindaco di Parma viene dal Movimento 5 Stelle ma Parma è ferma. Provate a chiedere a Parma cosa ha fatto il nuovo sindaco grillino. Le aspettative erano molte, ma a un anno dall'elezione non è successo niente.
Poi i parlamentari di Grillo sono scelti attraverso Internet.

Che non è uno strumento democratico, secondo lei?
No no, democratico è democraticissimo. Ma io come faccio a sapere se quella persona è quella che dice, è in grado di governare e di dare garanzie?

Be' questo potrebbe valere anche con altre modalità.
Infatti una classe politica si sceglie attraverso una conoscenza diretta, attraverso Internet è molto difficile capire se una persona è in grado. Lui sta scegliendo anche gli assessori così. Ci si deve parlare, ci si deve confrontare, ci si deve interloquire, non è che via internet si può capire la persona. 

Ma neanche con una conoscenza personale si arriva a capire fino in fondo una persona.
Ma invece la conoscenza personale è l'unico modo, per questo io sono qui, chi passa di qui mi saluta, parla con me come state facendo voi in questo momento.

Come sta andando la sua attività nel gazebo?
Abbastanza bene, nel senso che vedo molta gente avvicinarsi, esprimere la loro soddisfazione; di questi tempi per uno che fa politica non è semplice. Io sono trent'anni che faccio politica e non ho mai visto un periodo così difficile, complicato e con molta gente che ha problemi di vita, di mettere insieme il pranzo con la cena, non è facile tenere aperta una finestra sulla città. 


Continua nella pagina successiva, con grillini e altri.

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