Guide
La guida di VICE alla musica classica

Se credete che la musica classica sia un genere che ha perso la corsa agli armamenti evolutivi, un farmaco generico del Valium, o semplicemente una roba museale scritta da stronzoni, suonata da stronzi e ascoltata da stronzetti in un universo parallelo dove non esiste M.I.A... avete ragione! vi state sbagliando. La musica classica non è seria come vogliono farvi credere i telegiornalisti, o almeno non più seria di quanto siano mai stati Thurston Moore o Jay-Z in tutto quello che fanno. Dipende solo da cosa volete ascoltare.
È vero piuttosto che le credenziali di superficie esibite da questo genere sono sempre due estremi ugualmente repulsivi: o santi imbalsamati, o gente che neanch’io saprei definire altrimenti che la versione iper-stronza del Pitchforkiano Perfetto. Ma oltre la poltrona di Don Fabio Fazio e la testa di Franco Battiato c’è una terza via: questa guida vi aiuterà a scalfire la crosta dei luoghi comuni sulla classica. Così, la prossima volta che qualcuno vi dirà che Chopin "is so fucking romantic", o che la musica contemporanea "non esiste, tranne Stockhausen" potrete picchiarlo duramente e correggerlo usando argomenti efficaci, il più potente dei quali è: "Me l’ha detto VICE."
MOVIMENTO I - LES AUDITEURS
Chi, nell’autunno del 2012, ascolta ancora quella pippa antica della musica classica?

Il simpatetico - Vede il trailer di Halo 3 su Youtube e chiede "What’s the stunning song in the background?" Qualcuno gli risponde "Chopin Raindrop Prelude n. 15!" Lui va su un video a caso del "Preludio n. 15" di Chopin e commenta: "Halo 3 brought me here!"
Poi mette Chopin sull’iPod, si rilassa, si addormenta, fa bei sogni e la mattina dopo va a scuola, all’università, al lavoro se gli dice bene.
Il puttaniere - La specie più pericolosa è il cliente che si innamora: le fangirl di Twilight che cadono sotto l’incantesimo del "Chiaro di Luna" di Debussy. Poi c’è il puttaniere sofisticato, come Wes Anderson, l’uomo che ha deciso di tweezzarci tutti, nonché di oscurare l’hip hop dalle nostre menti sostituendolo con la musica francese di inizio Novecento. Nella scena in cui Owen Wilson dice I’m on mescaline, in sottofondo c’è il brano considerato "The Most Relaxing Music Ever" ai limiti del chillout da ristorante finger food: la "Gymnopedie n. 1" di Erik Satie. In realtà Satie—un hipster che viveva nei cabaret—aveva concepito il pezzo, breve e fatto da tipo dieci note, come una sfida al mercato che pompava solo musica sinfonica. Oggi Lana del Rey ha vendicato il mercato, nel finale di questo video. Ma grazie comunque Wes, per essere un puttaniere sofisticato e ricordarci che Erik Satie, un tempo, era dei buoni.
Il complessato - Se parla di musica classica, lo fa sempre sottintendendo che se è arte non è per tutti e se è per tutti non è arte. Per lui tutto il resto è merde. Se un amico gli chiede se ha mai visto Cats, è come se l’avessero portato nella cucina di un ristorante cinese dove tutti i gatti randagi del quartiere stanno lì a scongelarsi. L’integralista complessato non ti dice che ama la dimensione temporale dell’opera lirica, dilatata e allucinata—dove una donna può metterci, a morire, sei minuti e mezzo. E che il musical ha delle leggi molto diverse. Dice solo che è il musical è per subumani.
L’open-minded - È un complessato con il passaporto falso. Convinto che la classica sia come l’arte, una disciplina in cui non si torna MAI indietro, vi persuaderà con gentilezza che l’avanguardia DEVE prendere sempre il passato a spadate col cazzo. Vi dirà che solo punk e hardcore hanno la stessa dignità della classica. Se gli piace pure Frank Ocean è ok. Se dice troppe volte Stockhausen è un bluff.
MOVIMENTO II – LA MUSICA CLASSICA E LA POLITICA DA BAR, o Richard Wagner e il Sieg Heil
Obama ce l’ha fatta di nuovo, ma state attenti: è NAZISTA! La lobby neo-con di ebrei americani che ha prodotto il video qui sopra, infatti, utilizza in sottofondo la "Marcia Funebre di Sigfrido"—il lamento funebre adottato dal Terzo Reich—composta da Wagner... nel 1876. Sì, Wagner, il PROFETA DEL GERMANESIMO (è d’obbligo un marmoreo CAPS LOCK). Il video scommette sul fatto che alla parola ‘Wagner’ un bug nel nostro cervello fa spuntare svastiche come margheritine di campo. Ma è giusto considerare un mucchio di note composte 136 anni fa come nazista ‘in sé’? Facciamo il gioco del contrario. Prendete "Frana la curva sulla polizia italiana", pezzo oi! di appena venti anni fa: la cantano gli Erode sul palco prima dell’inno della DDR, eppure la potete sentire anche ai campi di Forza Nuova. Perché allora Wagner bisogna sempre e solo immaginarselo a mangiare salsicce essiccate con Nietzsche, Leni Riefenstahl e Arno Breker mentre chiacchiera di darwinismo sociale? Se l’antisemitismo in vita deve essere una condanna perpetua post-mortem, allora dovremmo tutti pisciare su Voltaire.
MOVIMENTO III – I SOLITI STRONZI
Secondo il Paradosso dei Soliti Stronzi, alcuni compositori raggiungono un livello di fama talmente pervasivo che coincide con l’oblio. Se citi il loro cognome, di qualcosa starai parlando, ma di certo non è la musica.
J.S. Bach - L’autrice di Cinquanta Sfumature di Grigio ha realizzato un’antologia musicale da accompagnare alla lettura del libro. Nella playlist c’è molto Bach: vuole forse dirci che le cantate sacre del compositore-matematico luterano inducono le mamme di tutto il mondo a fantasticare di essere inculate dal consulente finanziario di famiglia? Può darsi, e non sarebbe la prima a mettere Bach in posizione del loto—o se volete, a pecora: ci aveva già abituato Pasolini. Forse la famosa "Aria sulla Quarta Corda" di Super Quark non allude a una corda del violino ma a una fune per il BDSM.
Chopin - Dopo la morte di Sciopàhn—così lo chiamano i critici musicali italiani in crisi di identità—qualcuno si è accorto che diminuendo i bpm ai suoi pezzi si rimorchiava di più: e così una musica che parlava di nevrastenia, esilio, e botte di adrenalina è diventata la colonna sonora perfetta per leggere la posta del cuore di Natalia Aspesi, o per sentirsi un dandy nato prima del 1914. Non è vero?
Beethoven - Chuck Berry pregava Beethoven di andarsene affanculo e lasciare spazio al rock’n roll. Kubrick ha trasformato l'"Inno alla Gioia" nell’inno dei sociopatici. Malcom X poi, in uno slancio creativo sotto acido, sosteneva che Beethoven fosse africano. Negli anni Novanta chi aveva un San Bernardo lo chiamava Beethoven. Il suo One Hit Wonder "Per Elisa", che a livello neuronale non può collegarsi a nessun ricordo piacevole in nessun essere umano, è stato campionato da un rapper in declino, in un pezzo molto retorico: "I Can" di Nas. Insomma, regna l’imbarazzo.
Mozart - Se la vita sulla terra fosse stata creata da Harold Bloom e non dal caso, allora sì che ascoltare Mozart sul seggiolone avrebbe reso tutti i bambini mostruosamente geniali. Invece, una ricerca condotta dai ricercatori de L’Uomo Vogue ha dimostrato che se siete superintelligenti la colpa è di qualunque musica vi piaccia, ascoltata ripetutamente. Grazie al cielo i bambini sono salvi. Perché quello che le mamme non sanno è che il Marchese De Sade, prima di penetrare nel boudoir di qualche servetta e scatenarvi l’inferno, le adescava così.
MOVIMENTO IV – I SIGNORI DELLA TRUFFA

Anche la musica classica ha i suoi Green Day, crudeli manovratori che godono di appoggi segreti per trasformarci tutti in ‘bambini speciali’.
Yann Tiersen: Nel favoloso mondo delle ragazze che sanno ancora sognare, lui è un ‘polistrumentista’ e un compositore ‘minimalista’. Non me la sento di confutare Wikipedia sostituendo ‘dilettante’ a polistrumentista e ‘marchettaro’ a compositore, ma sono certo che lo stesso Yann Tiersen lo farebbe, se potesse. Lui per primo sa che quell’estetica da ‘Parigi anni Venti’ a livello dei barboncini è una truffa. Ma si sacrifica. Continua a s-comporre. Sa di essere un servizio sociale: se lui non esistesse, le scopate tristi delle adolescenti rimarrebbero sprovviste di una colonna sonora.
Giovanni Allevi: Ogni pianista ha un rito scaramantico con cui si dà la carica prima di ogni esibizione pubblica. Per me quello di Allevi è un verso di Noyz Narcos, che Il Genio ripete fra sé e sé nel backstage prima dell’ovazione: "Prega Santa Maria, Madre de Dio, nessuno droppa mmerda come faccio io". Dove la merda—priva di qualunque senso metaforico scatologico—è da intendersi come matasse di sterco secco concretamente scrostate dalla suola delle Converse del Genio e scagliate, dal Genio in persona, all’indirizzo degli anziani a cui sta rubando il 20 percento della rata della pensione.
MOVIMENTO V – I VIOLONCELLI CASTRATI NELL'INDIE-POP ITALIANO
Quando Scott Walker era giovane il mondo aveva ancora un debito con la musica classica: i tappeti di archi arrotolati attorno alle canzoni forse avevano un senso. Poi però i Belle and Sebastian hanno adottato un cucciolo di violoncello: per insegnarci a piangere bastava solo quello. Piccolo, addomesticato come un gattino, coccolato nel boudoir, quanto ci sta bene in sottofondo! E allora, visto che ha funzionato, propongo: perché non facciamo che tutte le canzoni italiane abbiano un cucciolo di violoncello in sottofondo? Metà già ce l’hanno, e funziona alla grande: una canzone brutta diventa del tutto imbarazzante bella. Va bene anche una viola, un violino, le trombe, l’ocarina, il toy piano... anzi, se avete un amico bravo ve li suona tutti quanti, tanto si sa, quelli che hanno studiato sanno suonare tutto, si sa, pure il theremin sanno suonare quelli là.
MOVIMENTO VI – BASTARDI SENZA GLORIA

BONUS – LE COPERTINE DEL MENGA
Grazie per essere arrivati in fondo alla guida! In premio vi offriamo un’opportunità di lavoro: al ramo Classica delle case discografiche cercano un grafico bravo.

Un monarca illuminato. Dall’Effetto Lente di Photoshop.

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