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      I gatti sono spie mandate dagli alieni?

      April 10, 2013

      Di Austin Considine


      Quei grandi occhi stanno forse registrando ogni vostra mossa per i loro padroni alieni? Secondo alcuni cospirazionisti, la risposta è sì. Immagine di Keith Kissel via Wikimedia Commons.

      Attenzione, amici dei gatti. Su internet circola una teoria con la quale dovrete fare i conti. Non parlo dell'idea per cui i parassiti nella cacca di gatto possano trasformarvi in gattare pazze, anche se si tratta sicuramente di un motivo di allarme. È molto peggio.

      I gatti domestici potrebbero essere sentinelle aliene, inviate per spiarci e per riportare le loro scoperte alla nave madre. O, come l’hanno messa alcuni teorici, una sorta di registratori alieni che seguono ogni nostra mossa.

      Be’, forse. Gli umani hanno una strana passione per le teorie cospirazioniste, e c’è una buona possibilità che questa sia solo una delle tante. Come rivela un sondaggio pubblicato non molto tempo fa, il 51 percento degli americani crede che l’omicidio di JFK fosse una cospirazione; il 15 percento pensa che “il governo o i mezzi di comunicazione aggiungano tecnologie per il controllo della mente ai segnali TV”, e il quattro percento è convinto che dei mutanti rettiliani controllino il governo.

      Senza un adeguato sistema di sondaggio è impossibile sapere quanto sia diffusa la teoria dei gatti-spie-aliene (se esiste, contattatemi). Ragionevolmente, saremmo portati a pensare "molto poco". Ma tornando ai dati di cui sopra, il quattro percento è molto più alto di quanto uno si aspetterebbe per la teoria degli uomini lucertola, e lo stesso vale per il 29 percento convinto che gli alieni esistano e il 14 percento che pensa esista Bigfoot, quindi chi può dirlo?

      Come per la maggior parte delle teorie della cospirazione, quella dei gatti-spie-aliene è basata su un fondo di verità e di autentica ambiguità. Quanto? Ho deciso di esaminare alcune delle prove a supporto, una a una, a partire dalla lista pubblicata da un utente sulla bacheca di Digital Kaos, forum inglese sulla tecnologia. Me ne sono appropriato (dopo averla leggermente rivista in favore di stile e chiarezza), con i punti originali in grassetto.

      Esaminate le prove e decidete voi stessi:

      1. Non c’è alcuna documentazione precedente all’Antico Egitto che menzioni l’esistenza dei gatti. E nell’Antico Egitto, questi animali erano adorati come doni degli dei.

      Come per molti di questi punti, la frase è principalmente vera, ma contemporaneamente discutibile. Per scoprire di più a proposito dei ritrovamenti fossili ho scritto a Ryan Haupt, un paleontologo dell’Università del Wyoming che, come dichiarato in una precedente intervista, “studia le vite dei moderni mammiferi per capire meglio cosa facessero nel passato i loro parenti estinti.” Mi ha spiegato che l’Egitto è “l’ipotesi più probabile” per l’origine delle specie di felini domestici, ma ha sottolineato che “sono stati ritrovati degli scheletri di gatto in siti più antichi.”

      Secondo Wild Cats of the World, un libro di Mel e Fiona Sunquist, esportare gatti domestici era illegale nell’Antico Egitto. Ciò potrebbe spiegare perché i gatti non appaiano nelle testimonianze di altre civiltà fino a migliaia di anni dopo i primi documenti egizi. E il fatto che degli scheletri di gatto più antichi siano stati trovati da altre parti non fornisce “prove del fatto che fossero o meno addomesticati,” continua Haupt, che aggiunge, comunque, che “probabilmente” non lo erano.

      “Guardando dei semplici scheletri è praticamente impossibile determinare quando hanno smesso di essere selvatici.”

      Per quanto riguarda l’adorazione dei gatti, la situazione è un po’ più complessa di come la dipingono i teorici della cospirazione. I gatti erano senza dubbio venerati dagli antichi egizi, scrivono le Sunquist. Erano adorati come animali domestici; venivano compianti come membri della famiglia quando morivano; venivano imbalsamati e seppelliti; a loro erano dedicati appositi cimiteri lungo le rive del Nilo; la pena per l’uccisione di un gatto era la morte. Ma non erano semplicemente visti come doni degli dei. Alcuni dei egizi erano gatti, come Bastet, dea della gioia e dell’amore. Un antico papiro egizio rappresenta Ra, il dio sole, come un gatto maculato che brandisce un coltello.

      Ho cercato di contattare attraverso Twitter e via e-mail Giorgio Tsoukalos, teorico di Ancient Aliens e fondatore della Legendary Times Books, per avere la sua opinione, ma non ha risposto.

      2. La scienza è incerta di fronte alle fusa dei gatti, e non riesce a capire come venga prodotto questo suono. (Feedback, forse?)

      Non sono completamente sicuro di cosa significhi “Feedback forse?”, a meno che voglia dire che le fusa dei gatti sono una sorta di feedback di trasmissione, simile a un cellulare quando viene tenuto vicino a qualcuno che parla. Ma l’affermazione generale è, ancora una volta, parzialmente vera.

      Ho cominciato con un po’ di ricerche su internet. Che la scienza non sappia perché i gatti fanno le fusa viene spesso dato per scontato, ma questa è soltanto una parte della storia. È vero che i gatti non hanno nessun organo in particolare per fare le fusa. Ma la scienza sa una o due cose. Come sottolinea un articolo di WebMD:

      Un'oscillazione neuronale ritmica e ripetitiva [nel cervello] invia dei messaggi ai muscoli della laringe, facendo sì che essi si contraggano a un ritmo che va da 25 a 150 vibrazioni al secondo (Hz). Questo causa un’improvvisa separazione delle corde vocali, sia durante l’inalazione che durante l’esalazione—il singolare vibrato felino.

      “Cantare l’opera per gatti,” così lo chiama l’etologa Karen L. Overall, dottoressa in veterinaria. Ma le fusa hanno solitamente un tono così basso che tendiamo a percepirle solo quando le sentiamo.

      Ho contattato il Dott. Ken Simpson, del Monon Animal Hospital di Indianapolis, per conoscere gli ultimi sviluppi della scienza veterinaria. (Ah, è anche mio zio.) Mi ha spiegato che la “fisiologia rimane un piccolo enigma,” ma ha sottolineato che i veterinari negli anni hanno imparato un paio di cose affascinanti sulle fusa.

      “Per me, sono un metodo di comunicazione che potrebbe essere prodotto quando le pieghe della laringe sono gonfie di sangue a causa dell’eccitazione dovuta alla stimolazione,” mi ha scritto. Quando l’aria passa attraverso le pieghe, ha luogo una vibrazione che crea il rumore. Ho anche sentito che il movimento del diaframma contro i tessuti gonfi dei polmoni contribuisce alle fusa. Secondo la mia esperienza, un gatto con l’asma e con i polmoni rigonfi fa delle fusa leggermente più profonde.”

      Ci sono inoltre prove del fatto che sia un comportamento che viene appreso. Mi ha descritto un gatto sordo, per esempio, che non ha mai fatto le fusa. Un altro gatto suo paziente aveva avuto la meningite da cucciolo e di conseguenza presentava dei problemi di apprendimento; nemmeno lui ha mai fatto le fusa. Casi come questi danno sostegno alla teoria secondo la quale le fusa dei gatti hanno senza dubbio origine nel cervello, e il Dottore ha detto che non vedeva “ragione per mettere in dubbio” la teoria dell’“oscillazione neuronale.”

      Tuttavia si arriva a un determinato punto in cui la conoscenza si ferma: che cos’è esattamente l’oscillazione neuronale? Perché esiste precisamente? E perché, in termini comportamentali, i gatti fanno le fusa? Queste domande rimangono un po’ un mistero. Biotecnologie aliene? Trasmissione di segnali? È improbabile, considerato che anche alcuni felini selvatici, come i ghepardi, fanno le fusa.

      3. Se tenete indietro le orecchie di un gatto e descrivete quello che vedete, corrisponde perfettamente al classico “alieno grigio,” con i suoi occhi a mandorla e la bocca e il naso di piccole dimensioni.

      Ovviamente è vero. Vedete sotto. Prossimo punto.


      Da sinistra e destra, immagini via Flickr e Wikimedia Commons

      4. Un gatto vede notevolmente meglio di voi. Cosa che rende evidente che debba essere più avanzato a livello evolutivo. Come?

      La versione ricavata da questo punto, che ho raccolto da altri detriti online sui gatti-spie-aliene, dice che i gatti ci fissano con quei grossi occhi perché sono in effetti delle telecamere aliene, che registrano e trasmettono le nostre azioni agli alieni grigi che li hanno messi qui. Non riesco a trovare prove di nulla che non sia un comune circuito neuronale, ma non si può mai sapere. Noi umani siamo riusciti a costruire un computer di cellule viventi, chissà quale tecnologia aliena potrebbe essere nascosta nel cervello felino?

      A parte questo, l’idea che gli occhi di un gatto siano “notevolmente migliori” e che ciò costituisca la prova di un’evoluzione irrazionalmente avanzata è, ovviamente, assurda. 

      Gli occhi dei gatti hanno più “bastoncelli” che “coni”—i primi sono responsabili delle immagini in bianco e nero, che li rende fondamentali per la visione notturna; i secondi aggiungono colore e ci aiutano a distinguere i dettagli. I gatti, perciò, hanno una migliore visione notturna, ma “vedono meglio” solo in base alla nostra definizione. A me piace vedere a colori, quindi se all’improvviso mi venissero dati degli occhi da gatto, non definirei affatto la mia vista “migliore.”

      Gli occhi dei gatti hanno un secondo vantaggio per quanto riguarda la visione notturna. Come spiega questo articolo del New York Times:

      I gatti hanno delle pupille ellittiche che si aprono e chiudono più in fretta e possono diventare più grandi delle nostre, tonde. Inoltre, questi e altri animali notturni presentano una membrana a specchio dietro agli occhi; si tratta del tapetum, che riflette la luce che passa attraverso i bastoncelli e la fa tornare indietro al loro interno nella direzione opposta. Questa “doppia esposizione” permette ai gatti di vedere bene nell’oscurità quasi totale.

      Ma immaginiamo di voler ammettere che i gatti abbiano una vista “migliore” perché vedono meglio in alcune maniere. Questo significherebbe che, sì, i loro occhi (ma non tutto il gatto) sarebbero “più avanzati a livello evolutivo.” Ma i cani hanno un olfatto migliore del nostro. E così anche le api e i topi, se è per questo. I ghepardi corrono più in fretta, gli uccelli volano meglio e gli elefanti spaccano di più in generale. Sono anche loro alieni? Poco probabile. Se c’è una specie che presenta una vera anomalia siamo noi, con i nostri cervelli enormi, in proporzione tre volte più grandi di quello che la natura concede solitamente ai suoi animali. Per la crocanca, vorrei aggiungere che se c’è qualcosa di legato agli alieni, probabilmente siamo noi. 

      5. Mai visto un gatto svegliarsi da un sonno profondo e correre in un istante fuori dalla stanza? È in arrivo una trasmissione dalla navicella madre, e devono essere da soli.

      È un fenomeno a cui abbiamo assistito tutti, senza trovarvi risposta. Prova di una collaborazione aliena? Mettetela nella colonna dei “forse”.


      Un gatto in trasmissione aliena. Immagine di renedepaula via photopin

      6. Tutto ciò che proviene dai gatti è completamente innaturale. (Non di questa terra.)

      Anche questo è assurdo. Le palle di pelo sono disgustose ma assolutamente naturali, posto che i gatti sono pelosi e non fanno altro che stendersi in giro e leccarsi. E per quanto riguarda la loro urina e gli escrementi, non vedo in che modo siano differenti da quelle di qualunque altro mammifero, oltre all’odore particolarmente ripugnante.

      7. I gatti sopravvivono a situazioni da cui qualsiasi animale terrestre non potrebbe uscire vivo. Come fa un gatto a cadere all’indietro da un palazzo di quattro piani, e ad atterrare in piedi? (Proprietà anti-gravità.)

      Questo in parte è vero. I gatti sono grandi cacciatori, e probabilmente sopravvivrebbero più a lungo di noi umani se ci ritrovassimo improvvisamente tutti spiaggiati su un’isola deserta e inesplorata o in una situazione post-apocalittica. Ma lo stesso vale per molti animali selvatici. A prescindere dallo scenario dell’atterraggio-in-piedi (trovate altro in proposito qui sotto), è difficile concepire una situazione naturale in cui i gatti possano sopravvivere sempre meglio di “qualsiasi animale terrestre.”

      Eppure quella cosa dell’atterraggio-sui-piedi non è uno scherzo. È pazzesco. Quelli del canale YouTube di Smarter Every Day hanno fatto un fantastico filmato a rallentatore di un paio di cadute feline usando una videocamera ad alta velocità. Come spiega il conduttore, il problema del gatto che si rovescia è un mistero da tempo immemore. Oggi i fisici ne sanno molto di più, e quello che hanno osservato nei gatti che si ribaltano ha contribuito a far capire agli scienziati come migliorare i telescopi spaziali. 

      Come sottolinea il conduttore della serie Destin Sandlin, ingegnere meccanico e collaudatore di razzi, in apparenza un gatto sembra violare la legge fisica della conservazione del momento angolare. “Ho studiato corpi in caduta libera—il mio, in effetti—in molti ambienti diversi, e una volta che avvio la mia rotazione angolare in una direzione, non riesco a fermarla,” dice. 

      Ma rallentando la caduta libera del gatto è chiaro che questa non viola nessuna legge. È soltanto molto, molto agile. In termini fisici è complicato, ma ha tutto a che fare con il modo in cui l'animale inarca la schiena, allunga e ritrae le zampe, e, nel farlo, ruota il suo corpo lungo due diversi assi di rotazione.

      Quindi, per quanto la teoria delle proprietà antigravitazionali sia sicuramente attraente, non ha, possiamo dirlo, nessun peso.

      8. In caso di morte, il vostro gatto vi mangerà. Non è esattamente un collegamento tra i gatti e gli alieni, ma è comunque piuttosto raccapricciante.

      In ogni caso, è vero. Nel 2010, per esempio, circa una dozzina di gatti sono stati trovati nel nord-ovest della Pennsylvania mentre mangiavano il cadavere di un uomo.

      Ma come sottolinea Chris Gayomali in The Week, i gatti non sono gli unici animali che mangiano i loro padroni dopo che questi sono morti. L’articolo di Gayomali include esempi di cuccioli di maiale, pitoni, un ippopotamo addomesticato, lucertole e altri, compresi un paio di carlini del Nebraska sopravvissuti per due settimane cibandosi del corpo del loro padrone dopo che lui si era ucciso.

      Questo potrebbe essere un buon momento per fare una rivelazione un po’ più giornalistica dicendo che io sono, in effetti, un tipo da cane. Crederei con gioia che i gatti sono gli unici animali che mangiano i loro padroni, se costretti a farlo. Ma non è vero. Brian Palmer in questo articolo per Slate fa notare che la storia è piena di esempi di cani che mangiano umani morti. (Apparentemente, dice Palmer, c’è anche una teoria diffusa tra alcuni studiosi secondo la quale il corpo di Gesù sarebbe stato mangiato da dei cani e “i suoi seguaci avrebbero inventato la storia di un seppellimento reverenziale come una sorta di meccanismo per affrontare l’evento.”)

      I nostri amici della teoria cospirazionista hanno ragione nel dire che è raccapricciante, senza dubbio. Ma difficilmente prova che i gatti siano dei droni alieni.


      E se non sono spie, i gatti sanno fare comunque un sacco di cose:

      Gatti indifferenti in porno amatoriali

      Ciao, Miao - Bevo il tè coi gattini in Giappone perché sono un timidone

       

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      Tag: gatti, spie, alieni, cospirazione

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