INTERVISTE DI ELENA VIALE, FRANCESCO ALESSANDRI E GIORGIO VISCARDINI
FOTO DI ANTONIO CIVITA, ILLUSTRAZIONE DI RATIGHER

Che si parli di Grigi, Rettiliani, o Alf, la prima domanda da farsi è: che cavolo vogliono ‘sti alieni da noi? Secondo Hollywood, le opzioni sono tre: farci fuori (Independence Day), rimpiazzarci (Essi vivono) o diventare nostri amici (E.T.). I primi non sono un problema, hanno sistemi informatici che manco la Microsoft nei primi anni del 2000; per i secondi basta un tizio con una buona mira e la battuta pronta; il vero problema, quindi, sono i terzi, dato che alla fine più che amici vorrebbero farci loro concubini. Per gli alieni la Terra è un po’ come la Thailandia, un paradiso di incontri facili, e Fucecchio, paesello in provincia di Firenze, è Bangkok. Per due giorni è stato il set di un convegno dedicato alle diverse teorie su alieni, extraterrestri, massoneria, poteri occulti, esoterismo, e tutte le altre minchiate che piacciono alla zitella alcolizzata che gioca a burraco con vostra zia.
A Fucecchio l’amore c’è, è evidente. Militari del futuro in cerca di innesti alieni, Rettiliani al comando di stagiste pronte all’uso, extraterrestri in lotta per il controllo delle nostre anime—chiaro, no? Nell’aria c’è talmente tanto amore che qualcuno dichiara di non vedere l’ora di essere rapito. A parte per il misterioso e inutilizzato campo di equitazione, la location è perfetta: statue, arcate e manufatti esoterici sparsi qua e là, il tutto condito da un impareggiabile campagna toscana completamente deserta. Abbiamo intervistato gli esperti chiamati a spargere il loro sapere durante il convegno e, dato che c’è gente che pensa che il Salvatore del mondo sia figlio di una vergine e di un essere di luce che l’ha ingravidata a distanza, abbiamo riservato a questi simpatici freak la stessa pazienza che mostriamo verso i nostri nonni cattolici.
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FEDERICO BELLINI
Blogger di Coscienza Aliena, giornalista per X-Times e vittima di dozzine di rapimenti da parte dei piccoli omini grigi, Federico Bellini è un po’ il capo della situazione. Di lui parlano tutti, e a lui tutti fanno riferimento. Secondo Federico, molto semplicemente, siamo tutti alieni. Gli alieni che non vivono sulla terra sono “animali”, corpi senz’anima che voglio appropriarsi dell’anima di chi ce l’ha. Piccolo dettaglio: non tutti gli umani ne hanno una, però alcuni, tipo Federico Bellini, ce l’hanno.
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VICE: Mi puoi parlare dei tuoi rapimenti?
Federico Bellini: È una storia lunga, ma ho sempre avuto a che fare con gli alieni, sin da piccolissimo. Ha riguardato me, mia madre e mia nonna.
Ne avete mai parlato in famiglia?
Sì, ma non in termini esatti. Mia nonna era contadina e i suoi racconti parlavano di un demonietto notturno che le faceva visita. Mia madre invece è morta più di dieci anni fa di una malattia rarissima, di cui in Europa si ammalano solo quattro persone l’anno. Di esperienze particolari ne ho avute tante. Da piccolo mi svegliavo in compagnia di un affarino dalla testa enorme. Il soffitto si apriva e la stanza veniva illuminata da una luce fortissima.
Come vivi oggi queste esperienze?
Prima ne ero vittima, adesso se viene qualcuno e non ho voglia di interagire, posso semplicemente dirgli “ripassa un’altra volta”. [ride]
Storie di coppia. Cosa succede quando “ti va di interagirci”?
L’interazione è particolare. All’inizio, quando sei schiavo, sono loro che interagiscono “su di te”. Da quando cominci a ribellarti, gli si accende un campanello d’allarme. Quando si accorgono che sei in grado di manipolare la loro realtà, cominciano a osservarti, senza interferire, o quasi. Di sicuro non ti aiutano. Nessuno di loro mi ha mai regalato un milione di euro. Ho sempre pochi soldi.
Si parla spesso di “2012”, cosa c’entrano gli alieni? Quanto manca alla fine del mondo?
Non manca molto. Tutti parlano del 2012. Alcuni parlano del 2014. Quel che è ovvio è che se una coscienza mondiale si concentra su una data, qualcosa succederà. Il 2012 potrebbe essere l’inizio di un processo.
Di che tipo?
Ci sono varie possibilità. O può andare bene-bene o può andare male-male. Dipenderà da noi, ma non solo. Parlo di una guerra, una guerra tra alieni che avrà ripercussioni anche sulla Terra.
Tu dici che gli alieni usano le anime come fonti di energia. Sarà come una guerra per il petrolio?
Esatto. Come noi lottiamo per i beni principali del nostro pianeta, loro lottano per un bene primario universale.
Quindi siamo tutti uguali.
Esattamente. Siamo tutti figli di questo universo. Siamo tutti figli delle stelle.
Ma chi ci ha creato?
La parte animica, ovvero dove sta l’anima, inserita all’interno dell’esistenza e utilizzata come catalizzatore di un processo creativo universale.
E chi l’ha inserita?
Chiamalo Dio, coscienza o come ti pare. Non ha nulla a che fare con il Dio della Chiesa cattolica o delle altre religioni monoteiste. Si tratta di un’entità creatrice che genera universi per perpetuare la propria memoria con un percorso di vita e morte. La stella muore, la sua materia si propaga e va a creare altra vita. Così Dio muore e crea, propagandosi nello spazio e ponendo in essere nuovi universi, portatori a loro volta delle componenti del Dio. Un effetto a catena. Ad ogni passaggio, Dio eleva la propria coscienza. Più universi ci sono, più la sua coscienza aumenta.
Parlando di vita e morte, in un’altra vita tu e Russotto [il relatore n. 2] eravate fratelli, non è così?
Sì. Gianluca è stato mio fratello. Ero uno sciamano guaritore, ero alto due metri. Avevo un potere enorme, che poi mi si è ritorto contro. È un ricordo molto vivo. Fui cacciato dal villaggio e venni ucciso. Mi ricordo anche di altre vite. Tutte brutte. Sono stato un inquisitore, un compositore del Settecento morto in manicomio dopo aver ucciso una prostituta e un inuit morto sprofondato nel ghiaccio durante una battuta di caccia. Sono sempre stato un pezzo di merda. In questa vita non si sa, vedremo come andrà a finire.
Che rapporto hai con la scienza tradizionale?
Non ho mai avuto problemi, anzi, ultimamente sono stato contattato da alcuni studenti interessati alle mie ricerche. Non me l’aspettavo. Il mio nome circola in ambienti universitari, chissà perché. A me interessa instillare il dubbio. Non voglio convincere nessuno, più verità ci sono, meglio è. In fin dei conti ho cominciato ad occuparmi di queste cose solo di recente. Mi potrei definire un “animico anarchico”. Non posso dire di essere un esempio da seguire, anche perché, ad essere onesti, spesso le cose non vanno bene. Guarda oggi, hai visto anche te quel che è successo. Al termine del mio intervento una ragazza ha avuto un attacco di panico e un’altra è svenuta. Faccio questo effetto.






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