Ho parlato col creatore di Pornostagram

Di Maxime Lelong

Nel corso della mia giovane vita, soprattutto da quando ho iniziato a esplorare il mio nuovo corpo di adolescente, ho avuto più volte l'occasione di interrogarmi sulla vera ragione dell'esistenza di internet. Approfittando della scarsa sorveglianza dei miei genitori e della fortuna di avere un computer tutto per me, sono anche riuscito a diventare discretamente esperto in materia di porno, e durante le mie peregrinazioni web-erotiche mi sono imbattuto in pagine talmente assurde da iniziare a credere che non ci siano limiti.

Eppure, nonostante tutte le idee scaturite dal mio cervello ormai spossato, solo e prostrato, con un occhio sullo schermo e l'altro sulla porta della mia stanza, non ho mai avuto l'idea di Quentin Lechemia. Come per molte altre iniziative diffusesi negli ultimi anni, il 23enne Quentin ha infatti pensato di unire uno dei social network più utilizzati al mondo al business più succoso dopo il traffico d'organi e la vendita d'armi.

L'idea in questione è Pornostagram, la versione porno dell'app basata su filtri e immagini scattate nell'illusione di sublimare il momento compreso tra la fine del pranzo e l'abbandono della tavola su cui il pasto stesso è stato consumato. Secondo i dati dell'ormai filiale di Facebook, a gennaio Instagram ha raggiunto i 90 milioni di utenti attivi, assicurando di ricevere circa 40 milioni di foto al giorno. Un sacco di potenziali utenti Pornostagram, quindi. Anche se il servizio di Quentin non è ancora stato lanciato, chiunque lo desideri può richiedere un invito per testare in anteprima l'app. 


Questo è Quentin di fronte al computer su cui ha creato l'Instagram dei pervertiti.

VICE: Allora, da dove nasce l'idea di Pornostagram?
Quentin Lechemia: Uso molto Instagram, e lo stesso vale per i siti porno. In più conoscevo Boobstagram, e il principio di base mi piaceva molto. Con le mie fidanzate mi capitava spesso di scambiarmi foto di nudo o fare del sexting, e mi sono reso conto che ognuna di queste azioni comporta una buona dose di vergogna. Ho pensato che, per farla scomparire, una possibile soluzione poteva essere quella di proporre agli utenti la possibilità di applicare filtri, effetti sfuocati e via dicendo. Di nascondersi mostrandosi, insomma. Ed è così che mi è venuto in mente Pornostagram.

E pensi che ti farà diventare ricco?
Be', sarebbe bello! Mi permetterebbe di finanziare altri progetti. E poi è un ambito che mi interessa. Il porno è una miniera d'oro, potenzialmente, ma ci sono così tanti siti che i rischi di toppare sono molto alti.

Cos'ha detto tuo padre quando gli hai detto della tua idea?
Era stranamente fiero di me. La sua professione lo porta spesso a dover parlare di sesso, di conseguenza aveva per la testa un sacco di idee sul tema, ma non le ha mai sviluppate. È quello il motivo per cui mi ha spinto a non rimanere anonimo e a lanciare Pornostagram.

Di questi tempi sono frequenti le critiche ai siti e i servizi che potrebbero proporre un'immagine negativa della donna. Non credi che il tuo servizio potrebbe correre questo rischio?
Non credo che Pornostagram potrebbe mai passare per qualcosa di maschilista. La piattaforma è aperta a tutti, e le donne non sono le uniche a volersi mostrare.

A questo proposito, qual è il filtro più adatto a far risaltare un pene?
Credo che il modo migliore per scoprirlo sia provare.

Come la mettiamo con quest'idea per cui tutti gli sviluppatori di siti iniziano a sperimentare con i codici partendo da un sito porno?
Non saprei proprio, e ad ogni modo per me non è stato del tutto così.

In che senso "del tutto"?
Il primo sito che ho creato si chiamava "La première fois que", la prima volta che. Non era granché, e dentro c'era anche del sesso, tuttavia non si trattava soltanto di quello. Gli utenti potevano raccontare la loro prima volta, a letto e in ogni altro aspetto della vita. 
Poi, molti sviluppatori sono attratti dal porno per l'aspetto finanziario. Ma come dicevo prima, è un po' un mito, perché molti siti di quel genere non valgono niente.

Credi che Instagram potrebbe farti causa?
Spero di no. Comunque non ne vedo il motivo. Tutti i filtri che uso sono stati interamente riprogrammati, ed è quello il motivo per cui c'è voluto un bel po' di lavoro. Ok, c'è il suffisso "stagram", ma è un problema?

Vedremo. Visto come sono andate le cose tra Facebook e Instagram, magari un giorno Sexbook cercherà di assorbirti.
[ride] Perché no, ma voglio almeno un miliardo di dollari. 


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