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      Valentina Nappi, la pornonerd contro le femministe

      July 12, 2013


      Una foto di Valentina, via.

      L’industria del porno italiano è in coma cerebrale. Per capire perché basta vedere un qualsiasi porno prodotto nel nostro paese negli ultimi dieci anni. Hanno la non invidiabile caratteristica di contenere sempre le ultime due (o più!) persone al mondo che chiunque vorrebbe vedere scopare in HD. Se il porno fosse una partita di calcetto gli attori italiani verrebbero scelti per stare in porta, anzi probabilmente chi porta la palla la pugnalerebbe per non fargliela toccare. Sì, la cosa è così grave e orribile. I film porno italiani sono meno esercizio erotico e più futuristico/distopico. Descrivono un futuro in cui solo le bidelle di terza media e i tassisti di Matera con la schiena pelosa possono fare sesso—a tutti gli altri è proibito per legge. Non c’è quindi da stupirsi se l’iconografia porno italiana richiede ancora Moana & Rocco & Cicciolina, le uniche persone che l’uomo della strada è capace di identificare, anche se l’uomo in questione probabilmente era a una dozzina di anni dalla pubertà quando questi tre nomi hanno iniziato la loro carriera.

      Recentemente è arrivata però alla ribalta un nuovo nome: Valentina Nappi—una ragazza di 23 anni di Pompei, lanciata non a caso da Rocco Siffredi un paio di anni fa. A differenza delle sue colleghe italiane, oltre ad avere una presenza umana, sembra interessata a voler battere la strada già percorsa da Sasha Grey, quella, cioè, di crearsi un Personaggio Pensante. Da quando è attiva ha partecipato a un “fondamentale” festival sulla filosofia, scrive spesso saggi sulla condizione dell’uomo e la donna e soprattutto ha una opinione su Vittorio Sgarbi.

      Qualche giorno fa ha pubblicato, invece, un video diventato subito virale, condiviso decine di migliaia di volte su Facebook, e subito rimosso da Vimeo. In un bagno, assumendo la posizione Yoga del Loto della Depilazione, Valentina lancia un messaggio agli spettatori. A prima vista sembrerebbe una di quelle provocazioni stile Femen, in cui si usa la nudità per portare alla ribalta una delle tante questioni femminili da risolvere, ma immediatamente vira e si trasforma in un criptico messaggio contro il femminismo. Abbiamo quindi contattato Valentina Nappi a Los Angeles per saperne di più.

      Il video di Valentina "Violenza sulle donne" rimosso da YouTube e Vimeo (attenzione, contenuto esplicito):

       

      VICE: Che cosa volevi fare girando questo video?
      Valentina Nappi:
      Sto lottando per la parità fra i sessi, la vera parità fra i sessi. Sto lottando contro un certo tipo di femminismo che vuole colpevolizzare gli uomini e punirli quando hanno i loro normali impulsi maschili. È pazzesco che molti uomini mi scrivano timorosi perché sono eccitati. Ormai ti contattano tutti dicendo “scusa, sai, non se se vorresti”. Hanno paura di essere additati come maniaci ormai. Per me questa è violenza di genere. Le femministe devono vivere male la loro vita, come quei cristiani che pensano che le donne siano tutte troie. La loro è solamente un altro tipo di repressione sessuale.

      Mi puoi fare qualche esempio di questa “discriminazione femminista”?
      Per esempio, perché esiste la differenza fra soft e hard nel porno? Perché gay è hard e lesbo è soft? Perché manca la penetrazione di un uomo. Bisogna abbattere questo genere di differenze nella collettività. Vagina e pene non devono essere diversi e avere importanze diverse. Perché la vagina è femminista e il pene scandaloso?

      Anche le FEMEN utilizzano il loro corpo per protestare. Cosa pensi dei loro metodi e delle loro lotte?
      Non condivido i loro temi, loro sono contrarie alla prostituzione e al porno per esempio, perché non capiscono quanto possa emanciparti e liberarti il porno come donna. Però sono sicuramente ragazze con le palle.

      La vita nel porno in California com’è?
      Qui c’è una intera vallata dedicata al porno. Le star in cima possono guadagnare fino a 2000 dollari per scena. Mi trovo molto bene, l’unica cosa è che sono un po’ delusa dal fatto che mi tocca girare sempre con gli stessi partner maschili. Ero entrata nel porno per essere promiscua e alla fine mi ritrovo in una specie di fidanzamento allargato. Uomini in gamba che reggono i ritmi ce ne sono pochissimi.

      Perché invece in Italia è scomparsa l’industria del porno?
      Il porno in Italia è morto perché non c’è la giusta mentalità. Ti faccio un esempio: mi sono esibita in qualche strip club a Roma, praticamente gratis. È stato tutto piuttosto squallido. Le ragazze non avevano nulla di erotico, perché in Italia si crede che basti avere la figa per avere a disposizione una miniera d’oro. Se sei apatica e pensi che basti aprire le gambe, non lo fare questo lavoro! Manca la professionalità nelle sex worker italiane, insomma se sei brava lavori, altrimenti dovrebbero cacciarti. Questo non avviene.

      Quando hai visto il tuo primo porno?
      Sono passata dai manga agli hentai, la loro evoluzione porno. Ricordo che li scaricavo sul mio PC per vedermeli di nascosto. Questo a 11 anni. Verso i 12 ho cominciato a strusciarmi sui cuscini e a guardare i porno online. A 16 anni frequentavo le chat e mi esibivo in webcam. Mi divertivo a sfidare i vecchi a venire senza una erezione.

      Com’erano invece i tuoi?
      Ho avuto la classica madre iperprotettiva, piena di paure, che mi avrebbe voluta vergine all’altare. Mi ha anche consigliato di non fare sesso subito perché altrimenti poi mi sarei scocciata.

      Mi sembra che la tua sessualità sia stata completamente plasmata grazie alla Rete, saresti la stessa persona oggi senza una connessione?
      Nessuno sarebbe la stessa persona senza Internet.

      Quando hai cominciato a vedere i porno online hai pensato subito che quella sarebbe stata la tua vita?
      Ho sempre desiderato fare parte di questo mondo. Mi piace definirmi “pornonerd”. Ma all’inizio pensavo che la mia vita sarebbe stata troppo scomoda se l’avessi fatto sul serio. E in effetti è stato poi così. I primi tempi, quando ancora non sei famosa, ma riconosciuta solo come troia, la tua vita è piuttosto dura. Ricevevo, per esempio, spesso minacce di morte via mail o telefono dalla gente del mio paese. Ancora adesso mi capita, ma ormai ho intrapreso la mia strada e sono felice. In questo periodo sto avendo degli orgasmi che non ho mai provato nella mia vita. Il mio corpo sta cambiando.

      Credi che il porno ti permetta di esprimerti come persona in modo tale che, se non lo facessi, sentiresti una mancanza nella tua vita?
      Quello che mi preme non è Valentina Nappi, non è un problema di esprimersi. Ho bisogno di conoscere attraverso il porno. Sto imparando un sacco di cose sulla sessualità. Annie Sprinkle parla del suo corpo come di un laboratorio sessuale, io voglio fare la stessa cosa.


      Segui Matteo su Twitter: @bknsty

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      Tag: Valentina Nappi, porno, pornonerd, femen, violenza sulle donne

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