La New York Fashion Week... Sotto acido!

Di Jamie Lee Curtis Taete

Ogni cosa è più pazza quando sei sotto acido, giusto? Jimi Hendrix diventa Barack Obama… sotto acido; l’occhio sinistro di Thom Yorke diventa l’occhio destro di Thom Yorke… sotto acido; la pioggia diventa una doccia… sotto un SACCO di acido; potrei andare avanti all’infinito. Per provare la veridicità di questo mezzo cliché giornalistico, un mio amico ed io abbiamo deciso di fare un sacco di cose spaventose sotto acido. In questa puntata: la settimana della moda di New York!

Questo è il mio amico Tyler. E quella roba bianca sulla sua lingua è un acido con mentine parzialmente masticate.

Questo è lui un po’ più tardi, mentre aspettiamo un taxi che dovrebbe portarci a una sfilata della settimana della moda di New York. Tyler mi dice che inizia a “fluttuare” e a sentire i suoi polpastrelli “formicolare verso l’alto.”

La conferma che è in trip mi arriva quando, dal taxi, passiamo accanto a questo palazzo. Secondo lui è “tutto vorticoso, con vortici vorticanti dentro altri vortici.”

Il trip si intensifica quando arriva il momento di pagare la corsa, e sembra chiaro che il nostro autista non sia familiare col concetto di taxi.

Mentre cerco di pagarlo, lui mi sorride e mi dice “è gratis,” prima di allungarmi un biglietto da visita bianco con caratteri che sembrano braille. Insisto, ma lui continua a sorridermi e a indicare il mio telefono dicendo, “No, no, no.”

È una di quelle cose che sembra accadere solo quando sei troppo sballato per poterle gestire. Tyler si guarda attorno nervosamente. Quando vede il biglietto da visita inizia a ridere di gusto, prima di chiedere al tassista, “Che succede? Sono in trip?”

Alla fine il tassista mi permette di dargli 15 dollari e ci dirigiamo verso la sfilata. La location è questo pontile.

Fuori ci sono miliardi di persone che si muovono in fretta. La maggior parte sono fotografi. Forse lo sapete già, ma stare in mezzo alla folla è più o meno l’ultimo posto in cui vuoi essere quando sei sotto acido. Seguito dal farsi scattare foto. Tyler non fa eccezione. “Maledetti paparazzi… Sono ovunque… È un incubo,” dice prima di correre verso l'ingresso, superandoli. 

Una volta entrati dobbiamo recuperare i nostri pass per la stampa, cosa che è stata abbastanza difficile anche per me—e io ero sobrio. Abbiamo qualche problema con i nostri nomi e la lista (dato che non c’erano), e ci vuole un quarto d'ora per convincerli a lasciarci entrare. Ogni volta che guardo Tyler, lo trovo a fissare il pavimento con un’espressione molto cupa. Più tardi mi confida, “È stato orribile. C’erano così tante persone e tutte indossavano roba in pelle. C’era tanta, troppa pelle ed era tutta schiacciata contro il mio corpo. Orribile.”

Dato che eravamo lì come giornalisti, ho detto a Tyler che avrebbe dovuto intervistare tutte le persone importanti che avremmo incontrato. Il primo che vediamo è Nicola Formichetti. Anche se Tyler mi prega di non intervistare nessuno perché teme di non essere capace, viene fuori che è un talento naturale. Riesce a strappare questa ESCLUSIVA intervista:

VICE: Quindi... sei... eccitato per la sfilata?
Nicola: Sì.

Ok. Grazie. Ciao. 

Mentre ci facciamo strada lungo il corridoio che porta alla passerella, Tyler mi dice, “So che ti sembrerà banale, ma mi sento come se fossi in una sorta di rapimento ispirato a Zoolander.” Immagino che l’acido alteri la percezione di cosa sia e cosa non sia "banale". 

A bordo passerella c'è ressa. La gente corre e spinge e urla. Ci sono tantissimi italiani, tutti intenti a mandarsi baci e stringersi le mani in maniera molto aggressiva. Come potete vedere, Tyler se la sta spassando. 

Non abbiamo alcun posto a sedere riservato. Si aspettavano che stessimo in ultima fila come una coppia di patetici e inutili signori nessuno, quindi sgattaioliamo dietro al tizio che controlla i biglietti e ci accomodiamo in due posti vuoti. Sembra che Tyler si inizi a rilassare, mi dice, “Ti prego, non farmi più alzare e camminare in mezzo alla gente. Sto così comodo qui.”

Quindi ci rilassiamo e aspettiamo la sfilata.

Poi le luci si spengono per un secondo e l’enorme impianto di illuminazione al neon che pende sopra le nostre teste si solleva di qualche metro. Dopo una risata isterica, Tyler mi sussurra, “Questo deve essergli costato un sacco di soldi… Mi sembra quasi che il tema della settimana della moda sia ‘trepidazione, ma senza motivo’.”

Mentre le modelle iniziano a sfilare in passerella, “Born Slippy” degli Underworld parte in sottofondo.

Quando stavamo entrando, Tyler mi ha detto che prevedeva che la musica sarebbe stata “qualcosa di intenso, con un sacco di colpi sordi.” Quando gli chiedo se è contento di aver indovinato la musica, un Tyler visibilmente scosso mi risponde, “I colpi… Sono perfino più intensi di quello che mi aspettavo.”

In qualunque momento mi volti, Tyler è lì a fissare la nuca della donna davanti a lui invece che gli abiti. Quando gli chiedo il motivo, mi spiega, “Ci sono un sacco di persone che mi stanno toccando. E la donna di fianco a me continua a scattarsi foto con il cellulare. Mi sta davvero facendo incazzare, quindi mi devo concentrare sulla schiena di questa donna. È l’unico modo che ho per non incazzarmi con tutti. Non voglio avere problemi con nessuno.”

“In più, il modo in cui i suoi capelli si confondono con la giacca... è davvero… wow.”

Poi qualcosa oltre la passerella cattura la sua attenzione. Comincia a ridacchiare. “Quei cappelli da deficienti,” dice indicandoli. “Sono davvero molto... British?” Non sono sicuro di cosa intenda Tyler, ma l’espressione del ragazzo alla destra dei cappelli è piuttosto eloquente.

Poi la sfilata si conclude. Chiedo a Tyler cosa pensa dei due o tre look che hanno effettivamente attirato la sua attenzione, e tutto quello che dice è, “Così tanti cinturini, troppa pelle.”

Mentre ci facciamo strada verso l’uscita, Tyler si ferma di botto davanti a una modella. “È vera?” mi chiede, guardandole il sedere e la vita. “Com’è possibile che qualcuno sia così? Non è nemmeno vagamente umanoide… giusto?”

Poi viene improvvisamente distratto da Olivier Zahm, redattore di purple e personificazione della frase "bleargh.”

Gli dico che dovremmo provare a intervistarlo, ma lui mi risponde, “Non posso farcela. E non credo che la sua giacca sia di vera pelle. Sembra plastica. Anche lui sembra di plastica. Possiamo andarcene?”

Stanchi della folla, attraversiamo il tendone e finiamo in una specie di backstage, dove Tyler si infila in un bagno chimico, completamente buio all’interno.

Ci rimane dentro così a lungo che inizio a preoccuparmi che abbia avuto un attacco d’ansia. Ma poi ne esce dicendomi, “È stato così bello stare lì. Avevo solo bisogno di isolarmi da tutto per un minuto. C'era troppa gente che mi stava toccando. Non mi piace essere toccato in generale, ma sotto acido? Cazzo!”

Una volta fuori, la folla di fotografi rimette Tyler in modalità panico.

“Qualcuno dovrebbe fare un blog di street-style in cui i fotografi di street-style fotografano solo altri fotografi di street-style. Probabilmente già esiste. Forse qualcuno potrebbe fare un blog di street-style in cui i post sono tutti post del blog di street-style in cui il tizio street-style fa foto di ragazzi street-style. Aspetta, di cosa stavamo parlando?”

Volendo lasciare Tyler in pace per un altro po' ci ritiriamo in un “fashion lounge” che Target ha assemblato in mezzo alla strada. 

Tyler mischia i due tipi di caffè che ci offrono, prende un sorso e decide che sono “Oh… semplicemente… tremendi.”

Quando gli chiedo di riassumere la sua esperienza alla settimana della moda, mi dice, “È stato frustrante… Ma per me, è stato interessante—quanto è stato frustrante. Capisci? E c’era pelle ovunque.”

Mentre ci prepariamo ad andarcene, Tyler cattura il seme di un soffione che galleggia nella stanza. Cerca di esprimere un desiderio e soffiarlo via, ma lo schiaccia fra le dita.

Ha espresso il suo desiderio, ma il soffione è caduto sul pavimento, piatto e spezzato.

Non sono sicuro di cosa voglia dire, cosmicamente parlando.

 
 
 
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