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      La spazzatura spaziale sarà la nostra fine

      November 5, 2012

      Di Bruno Bayley

      EU Managing Editor

      Immagine per gentile concessione della NASA.
       
      L’umanità non impara mai: prima ha cosparso ogni centimetro di terra, acqua e aria di rifiuti disgustosi e maleodoranti, e ora ci prova con lo spazio. Lo spazio vuoto che circonda il nostro pianeta si sta riempiendo di spazzatura e detriti. Se continuassimo a scagliare là fuori la nostra merda al ritmo attuale, causeremmo enormi problemi, tipo impedire alle navi spaziali del futuro di ‘bucare’ la coltre di rottami
      e detriti, rendendo molto più difficile, se non impossibile, l’esplorazione della galassia. La prospettiva di restare bloccato sulla Terra mi terrorizza, e dato che le probabilità che questo accada aumentano ogni giorno, ho parlato con l’astrofisico della NASA Don Kessler—che per primo ha ventilato il problema della spazzatura spaziale e dei suoi effetti sull’orbita terrestre—per scoprire esattamente cosa ci attende.
       
      VICE: Nessuno ha pensato che la spazzatura potesse diventare un problema nel momento in cui si è deciso di lanciarla nello spazio?
      Don Kessler: In realtà no, a quel tempo le persone credevano nella teoria del “Big Sky”—lo spazio è grande, buttiamoci tutto. Erano convinti di lanciare i detriti direttamente nello spazio interplanetario, ma in realtà non facevano altro che ammucchiare spazzatura nell’orbita terrestre.
       
      Il pericolo, se ho capito bene, è che la situazione possa raggiungere un punto di non ritorno, rendendo impossibili i viaggi nello spazio.
      Sì, è un rischio a lungo termine, e per fortuna non ci siamo ancora arrivati. Il fatto è che ogni collisione di oggetti volanti ad alta velocità produce qualcosa come 100 nuovi frammenti di dimensioni sufficienti a rompere altri satelliti. E quando un satellite si rompe, i frammenti più piccoli possono arrivare a danneggiare le navicelle spaziali. 
       
      Cosa intendi per "piccolo"? Tipo un dado o bullone?
      Oh, ancora più piccolo. Hanno dovuto sostituire un finestrino della STS-7 perché una scheggia di vernice di circa un decimo di millimetro lo aveva colpito, creando un foro di circa quattro o cinque millimetri, abbastanza a rendere l’intera struttura inaffidabile per il lancio successivo.
       
      La gente è convinta che lo spazio sia un luogo tranquillo, in cui gli oggetti fluttuano pacificamente. In realtà questi detriti raggiungono velocità molto elevate, giusto?
      Sì. Solo per rimanere in orbita un oggetto deve viaggiare a sette chilometri al secondo. Il fatto che questi detriti circolino in direzioni diverse significa che le collisioni capitano a una velocità da zero a 14 chilometri al secondo. Prendi la collisione dell’Iridium 33 e del Cosmos 2251 nel 2009, i due satelliti si incrociarono ad angolo retto, un po’ come due auto a un incrocio. L’incidente attirò l’attenzione di molti, eppure era il genere di evento che avevo predetto già nel 1978.
       
      Come potremmo evitare di restare intrappolati per sempre sulla Terra?
      Il discorso è molto simile alla questione del cambiamento climatico: più a lungo non si farà nulla, più sarà difficile prevenire il peggio. Potremo continuare a comportarci così per i prossimi 100 anni, ma dopo il problema diventerà molto serio. Questo è il momento giusto per agire.

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      Tag: universo, spazzatura, NASA, Iridium 33

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