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      La follia del museo creazionista di San Diego

      March 25, 2013
      Jamie Lee Curtis Taete

      Di Jamie Lee Curtis Taete

      West Coast Editor

      Negli Stati Uniti ci un sacco di musei, e una piccola parte di questi è dedicata al creazionismo. Se qualcuno vuole farsi delle domande ok; io ho semplicemente deciso di agire, e lo scorso fine settimana ho fatto una gita al museo di San Diego, che si chiama Museo della Creazione e di Storia della Terra. Ho portato con me una macchina fotografica così che possiate riderne comodamente da casa vostra, senza essere costretti ad avere a che fare con persone strane.

      Arrivato al museo c’è stato un fugace momento in cui ho pensato che avrebbe potuto essere davvero un luogo divertente. C’erano un sacco di modelli di dinosauri all’esterno, e dentro, vicino all’ingresso, avevano una di quelle cose al plasma in cui le scariche elettriche seguono le tue dita quando le tocchi. E quelle piacciono a tutti. (Malgrado, come tutte le cose dei musei che sono lì per essere toccate dai bambini, fosse rivestita di una qualche sorta di sostanza appiccicosa che odorava di McDonald's.)

      Ma poi ho girato l’angolo e mi sono ritrovato nella piazza centrale della Città del Pisolino. Da lì in poi, ogni singola stanza del museo aveva questo aspetto: una parete ricoperta di piccoli cartelli.

      Chi ha creato questa cosa è mai stato in un museo della scienza? Sono FANTASTICI! Ci sono trombe d’aria, operazioni di salvataggio di finte navette spaziali, robot capaci di interagire autonomamente con i visitatori… Ti lasciano anche guidare uno stramaledetto treno. Questa è la concorrenza. E il Museo della Creazione e di Storia della Terra pensa di affrontarla con una parete piena di roba da leggere?

      E l’inondazione di testo non si limita ai cartelli. Dappertutto ci sono questi foglietti, chiamati "Insight...," vicino a ogni sezione, da portare a casa per approfondire l’argomento.

      E se ANCORA non avete letto abbastanza, ci sono i codici QR a rivelarvi ANCORA PIÙ informazioni.

      Ho letto quasi tutto. (Per lo più fotografando ogni cartello per consultarlo poi a casa. Sinceramente non credo che ci siano abbastanza ore in una giornata per leggere tutto mentre si è lì.) Qui trovate un riassunto di quello che ho imparato sulla loro versione della storia:

      - Dio ha creato l’universo in sette giorni.
      - Non esistevano cose negative al mondo finché quel coglione, Adamo, non ha mangiato una mela.
      - L’arca di Noè era vera, ed è incastrata in cima al Monte Ararat… ma nessuno riesce a trovarla.
      - I dinosauri sono morti nel diluvio universale.
      - Il Gran Canyon dimostra che il diluvio c’è stato.
      - Gli scienziati sono degli stupidi ipocriti perché nel corso della storia globale (in tutti i suoi 6'000 anni), hanno avuto opinioni che differivano sulle cose.
      - La datazione al carbonio è una stronzata.
      - Le diverse razze e lingue sono il risultato della fuga di massa dalla Torre di Babele.
      - I pipistrelli e un paio di altri animali non hanno prove della loro evoluzione nelle testimonianze fossili, e questo dimostra che c’è stata una creazione intelligente. (Non sono certo di che cosa provino i fantastiliardi di altri fossili, invece.)
      - Darwin era un imbecille.
      - Cose su Dio.

      Che è più o meno tutta la roba creazionista standard. E potrebbe essere riassunta in quante, diciamo, 1.000 parole distribuite su dieci cartelli? Con tutti i soldi risparmiati sulle stampe avrebbero potuto creare un parco a tema sui dinosauri, incentrato sulla Genesi o su qualcosa capace di fare breccia in qualche giovane mente.

      Ma no, il museo è fatto di cartelli pieni di parole, una sala dopo l’altra.

      E non sono neppure testi concisi e facili da assimilare. Sono assurdità completamente indigeribili che bisogna leggere diverse volte per capire.

      Vi basti questo esempio: lo slogan del museo è “Il Museo della Creazione, un Luogo in cui l’Osservazione Rende il Creatore una Questione Ineluttabile.”

      Ma che cavolo, uno slogan dovrebbe essere tipo "Just Do It" o "I'm Lovin' It" o un “Don't tase me, bro," non una cosa che devi leggere quattro volte per capire. È come se per realizzare i cartelli si fosse passati attraverso Google Translate in giapponese e poi di nuovo in inglese.

      Quasi mi dispiace per loro. Qualcuno con una laurea in inglese può contattarli e offrirsi per dare una mano? O anche soltanto qualcuno che sappia parlare? 

      Tutto ciò arriva a creare un’atmosfera dcisamente poco divertente per i bambini. Ovunque guardassi c’era un adulto che leggeva attaccato a una parete mentre il figlio cercava in tutti i modi di non morire di noia.

      La fotografia qui sopra è stata scattata vicino all’uscita. Il bambino sul pavimento che viene tirato su dal suo papà ha cercato di fuggire, ma è stato beccato prima che riuscisse ad arrivare alla porta. Appena prima che la scattassi è stato riportato dentro, mentre cercava di aggrapparsi alle pareti lungo tutto il tragitto gridando “NOOOOOOOOOOOO!” Povero piccolo.

      Quella bambina sul fondo, invece, ha delle discrete possibilità di raggiungere la libertà.

      Credo che abbiano tentato di renderlo divertente per i bambini disseminando installazioni del genere in giro. Almeno, è l'ipotesi migliore che posso formulare. Sto guardando questa foto da dieci minuti ormai, cercando di capire cosa significhino quegli oggetti, e sono più confuso di quando ho cominciato a guardarla.

      Sto facendo crowdsourcing. Se qualcuno è in grado di decifrarne il significato può spiegarmelo nei commenti qui sotto?
       

      C’era anche della roba molto strana e assolutamente superflua. Come questo: “Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà.”

      Pensavo che ci fosse un accordo tra tutti i cristiani per negare che ci siano affermazioni scomode nella Bibbia. Tipo, come possono esserci dei tizi che si tatuano la bandiera dei confederati (“Non vi farete incisioni sul corpo per un defunto, né vi farete segni di tatuaggio.”–Levitico 19:28) che gridano agli omosessuali di quanto essi siano abominevoli (“Non avrai con maschio relazioni che si hanno con donna: è abominio”–Levitico 18:22)?

      Credo che avrebbero potuto semplicemente evitare di appendere questo cartello, magari non avrebbero fatto scappare metà dei visitatori. Per esempio, com’è che non hanno trascritto anche i versetti della Bibbia che dicono di non indossare fibre sintetiche?
       

      Sui cartelloni in cui menzionano la visione opposta alla loro, la rabbia è evidente al punto che non puoi proprio prenderli sul serio. Tipo questo, che spiega l’età della Terra dal punto di vista cristiano (“Dio ha creato la Terra e l’universo con uno scopo”) e poi dal punto di vista scientifico (“La vita si è formata spontaneamente dalla non-vita, e per lunghissime ere si è evoluta tramite processi naturali e possibilità casuali per dare luogo a tutta la biodiversità sul pianeta, compreso l’uomo”). Sembra di vederli che alzano gli occhi al cielo e digrignano i denti mentre scrivono la parte della scienza.

      È come una madre appena divorziata che cerca di mettere i figli contro il padre. Potrà anche dire cose valide, ma non sarà molto credibile finché continuerà a riferirsi a lui come “il Fallito”.

      Poi, stranamente, il museo comincia a diventare un museo normale. La transizione inizia qui, dove la linea del tempo va dalla Torre di Babele (rappresentata sopra a destra, boiata inventata) alla Porta di Ishtar (rappresentata sopra a sinistra, fatto storico).

      Poi ti trasporta attraverso l’Antico Egitto e la Grecia fino ai Padri Fondatori.

      A metà tra una e gli altri, la trasformazione dalla finzione ai fatti è la parte più folle del museo.

      Come gli adepti di Scientology prima di loro, sembra che i creazionisti siano stufi di provare la loro versione e stiano ormai cercando di sfatare quella della concorrenza.

      “Il darwinismo ha fornito a Hitler i fondamenti logici e scientifici per il suo perverso piano di sterminio,” dice questa sezione del museo, dedicata a illustrare le “conseguenze del pensiero evoluzionista.” Che, apparentemente, sono Stalin, gli aborti e l’Olocausto.

      Sfruttare l’Olocausto per promuovere i propri fini non è esattamente il massimo.

      E poi, all’improvviso, sparisce ogni traccia di assurdità creazioniste e il tutto si trasforma in un museo del corpo umano.

      L’intera sezione (che occupa più di metà del museo) non fa riferimento a Dio o alla creazione o all’evoluzione o a niente di ciò. Sono soltanto informazioni sulla biologia umana. Ho cercato su Google alcuni dei testi alle pareti, e sono presi parola per parola da un’enciclopedia medica (pigroni). In più, la cosa non può che confondere.

      Ho diverse teorie sul perché esista questa parte del museo:

      1. Ci hanno messo solo cose vere così che uno dica, “Be’, tutte queste cose sull’Egitto e sui polmoni corrispondono, quindi immagino che Darwin abbia davvero inventato gli aborti.”

      2. Come trappola, per attirare le gite scolastiche.

      3. Per distruggervi mentalmente. Per bombardarvi con parole e informazioni al punto da farvi perdere la testa, in modo che vi convertiate alla loro causa. Come i soldati americani che pompavano “These Boots Are Made For Walking" come forma di tortura.

      (Penso potrebbe essere una combinazione delle tre.)

      Inoltre, non sono del tutto sicuro che le persone che hanno fatto la mostra sul corpo umano comprendano il significato delle parole “fun” e “facts”. Ogni sezione aveva una di queste tabelle alla fine. Come vedete sopra, questa particolare serie di “fun facts” contiene una cosa che non è un "fatto", e cinque cose che non sono divertenti.

      E poi è finita. Sono stato dentro diverse ore, bombardato senza tregua dalle informazioni. Mentre vagavo frastornato ed esausto per il negozio del museo, ho aperto a caso un libro sull’evoluzione e sulla razza e mi sono imbattuto in questo capitolo, che mi ha causato uno attacco di risa che è andato avanti—con qualche pausa—per quasi 48 ore. Non sono neppure mai riuscito a leggere oltre e a scoprire se la maledizione su Cam ha qualcosa a che fare con i prodotti per bambini.

      In conclusione: non andate al Museo della Creazione e di Storia della Terra. Nemmeno per riderne. È una TRAPPOLA—è come se due milioni di libri molto noiosi fossero esplosi in un edificio pieno di pareti appiccicose.


      Vi piacciono i musei?

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      Tag: creazionismo, museo, dinosauri, CAM

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