NEGOZI DI DISCHI: MANUALE DI SOPRAVVIVENZA

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Oggi, sabato 16 aprile, è il Record Store Day. Il Record Store Day è un'iniziativa di internet: una cosa nata qualche anno fa nella quale s’è iniziato a pensare che almeno un giorno all’anno avrebbe avuto senso celebrare la (sempre più difficoltosa osteggiata e romantica e bla bla bla) resistenza dei negozi di dischi indipendenti nell’era dei megastore e del digitale e di tutte quelle cose che ci piacevano quand’eravamo ragazzini. Essendo una cosa di internet, il pubblico dell’iniziativa è composto all’ottanta per cento dai partecipanti attivi, quelli che scrivono un post sulla cosa o quelli che ne parlano su un forum o chissà che altro, quindi in linea di principio il Record Store Day è un’iniziativa abbastanza stupida.

D’altra parte investire sul concetto di “negozio di dischi” come ultimo baluardo dell’amore ai tempi di amazon.it è una cosa che può funzionare giusto per un giorno all’anno, nella segreta speranza che non si diffonda come un virus. I negozi di dischi non sono romantici. Sono un simbolo della grettezza dell’individuo, una minuscola società della discriminazione e del malumore generico gestiti da persone che ne rappresentano al meglio i principi cardine.

L’unica cosa per cui ancor oggi i negozi di dischi (e quindi il RSD) hanno senso di esistere è che entrare in uno di questi negozi significa entrare in quella tipica durezza di cuore anni ‘90, nella quale è necessario SAPERE LA MUSICA anche senza Google a portata di mano. In poche parole, comprare al negozio di dischi è una cosa che richiede centinaia di ore di esperienza sul campo. O in alternativa, la perfetta conoscenza dell’agile manualetto in cinque punti che vi andiamo a sfoderare qui sotto.

IL LESSICO
Per "negozio di dischi" si intendono i negozi di dischi. I negozi di abbigliamento con dischi, le librerie con dischi, i bar da aperitivo con dischi e gli spacciatori di crack con dischi non rientrano nella categoria. Il negozio di dischi è tendenzialmente gestito da una singola persona che alla prima occhiata puoi identificare lombrosianamente come qualcuno che nella vita non avrebbe potuto fare nient'altro. I supermercati di settemila metri quadri con un angolo dischi non sono negozi di dischi. Le catene tipo FNAC e Virgin non sono negozi di dischi. Ci sarebbe un'altra categoria da escludere, vale a dire i negozi di dischi non specializzati, le stamberghe malsane che vendono solo dischi da alta classifica e/o compilation jazz, ma il darwinismo del mercato ha già provveduto a purgarli tramite selezione naturale.

L'INGRESSO
Il negozio di dischi non è Amazon. Se entri in un negozio di dischi con la ferma intenzione di comprarti il nuovo dei Todd senza comprare nient'altro e/o andartene via a mani vuote se il disco non è disponibile, lo stai facendo sbagliato. Ti sarebbe convenuto non uscire di casa, ordinarlo da qualche servizio online con carta di credito e impiegare il tempo risparmiato per tirartene una.  Se entri è per fare un'esperienza e godere della soggettività di un archivista/rivenditore. Entrando, la prima cosa da NON FARE è una domanda al gestore. Spesso il gestore non ha nemmeno bisogno di un ciao, spesso sta cazzeggiando su internet mentre la gente sta girovagando per gli scaffali. Quello che invece devi fare è renderti conto di dove ti trovi, prendere possesso dello spazio fisico.

PERIZIARE
Voce del verbo. Al negozio di dischi ci si va per curiosare tra gli scaffali. Un buon modo per non sembrare uno stronzo che è finito lì dentro per sbattere mezz'ora in attesa dell'aperitivo è sfoggiare un metodo: un negozio di dischi di mestiere contiene più dischi di quelli che un appassionato riesca a considerare in un’oretta, serve quindi di scegliere il modo più fruttuoso e impressionante. Il mio suggerimento: si parte dalle novità, per dare l’idea al negoziante di non essere un fan dei Tangerine Dream (categoria temutissima) e di essere probabilmente passato altre volte al negozio. Secondo posto gli usati: roba per gente che ascolta la musica invece di collezionarla. Da lì in poi si va sui generi preferiti, ad oltranza. L’unica cosa da tener conto è una proporzione matematica di base tra tempo passato nel negozio, età dell’avventore e numero di dischi comprati. Se hai quarant’anni, passi tre ore al negozio ed esci comprando un solo disco in nice price sei un potenziale esibizionista da giardini pubblici. . Se ne hai diciannove, fai una scrematura di tre minuti ed esci comprando dodici dischi senza battere ciglio è probabile che sulla tua carta d’identità ci sia scritto Silvio Maria De Profundis Terzo e che il negoziante voglia spararti un colpo di fucile in bocca per puro principio.

L'ESBORSO
Un compratore di dischi tira sul prezzo. Lo fa per puro spirito di sopravvivenza: meno soldi, più dischi, più felicità, più aria nei polmoni. Il che naturalmente non significa essere disposti—a qualsiasi titolo—a rinunciare alla qualità. La mia tecnica è la seguente: mi avvicino alla cassa con, poniamo, cinque dischi. Magari hanno tutti il cartellino col prezzo, ma chiedo comunque al "quanto mi fai per questi?" anche se ogni disco ha il prezzo stampato sopra a caratteri cubitali. Il negoziante spara una cifra cumulativa che spesso è incredibilmente più bassa della somma dei cinque prezzi singoli. Nel caso in cui succeda, si pone un problema etico: se hai un conto di quaranta euro per cinque dischi che pensavi ti sarebbero costati cinquanta, puoi scegliere di essere felice e sborsarne quaranta o essere più felice e sborsare cinquanta aggiungendo un altro disco al conto? In realtà un acquirente DOC non si pone mai questo problema e punta con gioia allo scaffale death metal.

JAZZ
Tutto il resto è deputato all'estro del singolo e all'improvvisazione. Si funziona bene in gruppo a patto che ognuno sappia suonare al meglio il proprio strumento. Non raccontategli la storia della vostra vita, specie il sabato pomeriggio. Non fate i fenomeni con le vostre bizzarrie. Nemmeno a me piacciono i Beatles, ma dirlo ad alta voce in un posto come quello può farvi linciare. Ascoltate quello che ha da dirvi, date una sentita ai dischi che può consigliarvi, chiedete che disco è quello che ha messo in sottofondo. Non date l'impressione di sapere tutto: non è vero.

Salutare mentre uscite non vi ucciderà.

FRANCESCO FARABEGOLI

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