
Dal momento che le introduzioni fanno piangere, cerchiamo di limitare questa ai dati essenziali. Poltronette sarà una rubrica auspicabilmente bimensile e tratterà dei vostri due argomenti preferiti nel mondo: comodità e cinema. CINEMA CINEMA CINEMA. Mi è anche stata offerta una scelta; mi hanno detto, "Puoi fare una rubrica in cui si parla di cinema o una rubrica in cui si parla di ragazze", io ho risposto, "Quella in cui si mangia di più".
Comunque, poiché questa sarà una rubrica di tipo "alto" e parlerà della settima arte, dell'immagine in movimento e degli interstizi tra un fotogramma e l'altro, e poiché sarebbe bello creare aspettative ingiustificate sull'Infaticabile Post Dei Trailer delle prossime settimane, iniziamo parlando di un film.
Film: Mission: Impossible 4. UNA NUOVA MISSIONE PER IL BRAVISSIMO AGENTE ETHAN HUNT! Altre persone celebri che appartengono al campo semantico della caccia: Helen Hunt, Holly Hunter, Hunter, Lorena Cacciatore di Agrodolce.
M:I 4 era una promessa già a partire dal trailer, che includeva: esplosioni del Cremlino, Shaun di Shaun of the Dead che fa la bocca a O, Hawkeye, tette riprese con ampi e sapienti movimenti di macchina, Eminem e Pink (eh?), e l'ingombrantissimo sinonimo—proposto con un font truzzo—di Niente Sarà Più Lo Stesso: "regia di Brad Bird". Brad Bird è quello dell'animazione. È il regista de Gli incredibili, di Ratatouille e del purtroppo dimenticato Il gigante di ferro. Questa è la prima volta che il regista con il nome orecchiabile si trova a lavorare con attori in carne e ossa. Ma, ehi, a pensarci bene, quando sullo schermo compare la scritta “a Tom Cruise production” ci si smette di concentrare sulla carne e sulle ossa e si inizia a cercare l'E-meter tra gli incredibili marchingegni dell'IMF.
Comunque, si diceva, Brad Bird. Il regista con la conformazione facciale di Philip Seymour Hoffman e l'amicizia fraterna con John Lasseter ha preso in mano un franchise che piangeva miseria sin dal secondo titolo (che pure è il guilty pleasure di molti, es.: io) e ha deciso di realizzare uno di quei film di azione in cui i protagonisti si spostano per località esotiche. Emirati Arabi! India! Repubblica Ceca! Russia! Un sacco di divertimento per la seconda unità di Brad Bird.

In foto: "Prima viaggiavo con la fantasia ora viaggio con gli aerei"
E insomma, forse soggiogato dall'ansia da prestazione o dalle limitazioni imposte dal mondo reale o da un simpatico duo di sceneggiatori cane, Bird se ne è uscito con un filmetto da manuale in cui Simon Pegg fa ridere un po'. Ancor peggio, gli inseguimenti in auto sono montati da uno studente di regia a cui piacciono la camera fissa, il primo piano, e le lunghe conversazioni davanti a un tè caldo. Non mancano, questo è certo, le sequenze di grande movimento, in cui è come se qualcuno, lì dentro, si svegliasse e dicesse, "Uh abbiamo un budget, possiamo fare QUESTO!", e stiamo parlando di un film in cui un tale scala a mani nude il Burj Khalifa, alt:

Il Burj Khalifa, si diceva, e poi Dubai viene avvolta da una tempesta di sabbia. Fine spoiler. Ma, tutto sommato, il film rimane un filmaccio con qualche colpo di genio e un regista talvolta attento. Ci vediamo prossimamente per parlare dei cinemas.

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