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      Sono andato a scuola di porno ed è stato un disastro

      November 5, 2013

      Di Aleks Eror, foto di Isabelle Andarakis


      Angel Wicky, una delle performer del Leicester Porn Weekender.

      Quanto spendete in porno? A meno che masturbarvi non vi piaccia veramente molto, è probabile che la risposta sia "nemmeno un euro". Di fatto, i siti di hosting video gratuiti hanno costretto i membri del business a ricorrere all'inventiva nel tentativo di continuare a trasformare il sesso in denaro. Steve Steele, regista di film porno e creatore del Porn Weekender, è uno di questi.

      Porn Weekender è una forma interattiva di consumo di materiale porno che offre agli spettatori la possibilità di stare sul set e osservare, dirigere e partecipare direttamente alle riprese. L'evento attira molti aspiranti attori, mentre tanti altri sono persone comuni per cui l'idea di starsene a casa da soli a guardare film porno è semplicemente insoddisfacente.

      Di solito questi weekend si svolgono a Praga, dove per un po' più di 1.000 euro ci si assicura un posto sul set per tutta la durata dell'evento. Ma dal momento che la maggior parte dei clienti di Steve arriva dal Regno Unito, quest'anno il regista ha pensato di semplificare le cose e spostare il tutto nella madre patria, permettendo così di ridurre anche i costi (fino ad arrivare a 170 euro per un sabato pomeriggio). Qualche settimana fa sono stato alla giornata di apertura del Porn Weekender per farmi un'idea di com'è guardare del porno dal vivo insieme a un nutrito gruppo di sconosciuti.


      Steve Steele sul set.

      Incontro Steele in uno studio fotografico alla periferia di Leicester, e vengo subito presentato a due scozzesi aspiranti registi porno (per caso anche loro di nome Steve). Incontro anche una delle attrici, la pornostar della Repubblica Ceca Angel Wicky.

      In attesa degli altri ospiti, Steele mi parla della sua carriera. "Sono entrato nell'industria per caso," ricorda. "Lavoravo in Repubblica Ceca, dove mi occupavo della gestione delle telecamere di servizi di sorveglianza. Una delle società per cui lavoravo è finita in bancarotta e non mi ha pagato. Per recuperare mi hanno offerto una quota in uno studio porno. Quando ne parlavo alla gente nel Regno Unito non facevano che chiedermi, 'Dici che è possibile incontrare gli attori?'."

      Come risultato, Steve diede il via a un'iniziativa di breve vita chiamata "I party with pornstars". In pratica, come per il Porn Weekender, Steve metteva insieme modelle ceche e clienti paganti per stappare bottiglie di champagne a bordo di limousine. Come prevedibile, molti degli stessi clienti ambivano a entrare nell'industria. Ma dato che si trattava per lo più uomini avanti con gli anni e privi dei contatti giusti, i loro sogni erano praticamente impossibili da realizzare. Ispirato da questi principi e deciso a offrire a tutti una possibilità, Steve ebbe l'idea per il Porn Weekender.


      Lo Steve scozzese, lo Steve patrigno, un uomo nudo, "l'uomo in sedia a rotelle" e il suo amico.

      È mezzogiorno e i partecipanti stanno lentamente affluendo. Il primo a presentarsi è un duo composto da patrigno e figlio di Leicester, Steve e Rick. Steve-patrigno è un aspirante stallone che descrive la carriera nel porno come "il sogno di ogni uomo." Un quinto Steve arriva poco più tardi, seguito da un'altra coppia, "l'uomo in sedia a rotelle" (questo il suo nome da pornoattore, presumibilmente perché si sposta in sedia a rotelle) e l'amico dell'uomo in sedia a rotelle, che mi dice di voler rimanere anonimo.

      Tutti i presenti sono uniti dal desiderio di scoprire come sia il porno vero, dietro le quinte. Purtroppo, fin dall'inizio è chiaro che non sarà una giornata da fuochi d'artificio: l'altra attrice, Chantelle Fox, è in ritardo perché non trova una babysitter. Come se non bastasse, la modella di riserva ha cancellato l'appuntamento, Steve-patrigno è sparito e l'altro potenziale attore risulta irraggiungibile.

      Nell'attesa, per movimentare un po' la situazione e risollevare gli animi, Steve suggerisce ad Angel una scena di masturbazione. Dopo aver seguito le operazioni pre-riprese, come la verifica dei certificati sullo stato di salute e la copia dei documenti della performer, ci viene concessa l'opportunità di studiare la costruzione della scena passo dopo passo. Nel frattempo, lo Steve-scozzese più grosso viene mandato a tirar fuori lo Steve-patrigno da qualsiasi problema non erettile si sia cacciato.


      Angel con lo Steve-patrigno.

      Ci viene chiesto di scegliere il sex toy da far usare ad Angel. A nostra disposizione c'è un vasto assortimento di falli di gomma e una specie di trapano con un dildo sulla punta. Sorprendentemente, il gruppo opta per quest'ultimo attrezzo. Dobbiamo inoltre decidere se la scena sarà una specie di gonzo senza fronzoli o avrà una sua trama, al culmine della quale Angel si imbatterà in un dildo sotto al cuscino e deciderà di combinarci qualcosa. Anche qui, sorprendentemente, vince lo stile gonzo.

      Fino a questo momento il clima è piacevole e amichevole, ma non appena Steve urla "azione!" una sgradevole cappa di tensione sessuale si deposita sul pubblico. Nonostante l'impiego di lubrificanti e l'uso inventivo di strumenti da carpenteria, è impossibile non arrivare alla tragica conclusione per cui starsene in piedi accanto a sconosciuti mentre una donna si masturba ha ben poco di eccitante. 

      Dopo circa un quarto d'ora in cui tutti cercano di evitare il contatto visivo la scena si conclude e vieniamo invitati ad avvicinarci al buffet (che consiste in una serie di piatti con cumuli di sandwich dall'aria poco invitante). Alla fine Chantelle non verrà, deve rimanere a casa col figlio.

      Steele si scusa più volte e promette rimborsi a chiunque non si ritenga soddisfatto per poi lanciarsi in una critica delle attrici inglesi. "È per questo che evito di lavorare con le inglesi, non hanno la minima professionalità," commenta. "Abbiamo un buono standard di vita in confronto ad altri paesi, quindi le giovani non hanno bisogno di darsi al porno. O sono delle porcone, e questo mi sta bene, o sono rovinate. Nell'Europa dell'est non ci sono questi pregiudizi, molte considerano il porno un'opportunità economica al pari di altre. Qui le migliori finiscono in America, e a noi resta il fondo del barile."

      Tre ore dopo l'inizio dell'evento si presenta finalmente il secondo attore, "Eddie Sharpe". L'altro Steve ha rinunciato, quindi le nostre speranze sono riposte nell'ultimo arrivato e nelle sue capacità di mantenere l'erezione. Si mette in disparte per fare rifornimento di Cialis, dopodiché viene ammanettato alla testiera del letto. Sfortunatamente per Eddie, se la chimica può aiutare in caso di disfunzione erettile, non sembra avere lo stesso effetto nel contrastare la pressione psicologica esercitata da dieci paia di occhi puntati sui tuoi genitali in attesa di un po' di azione.

      Eddie si allontana un attimo dal set, e sui presenti cala il silenzio. Alcuni cercano di fare coraggio all'attore, mentre i due Steve scozzesi brancolano per la stanza e Steele fa avanti e indietro massaggiandosi le tempie e lanciando occhiate al cielo per verificare che Dio non abbia deciso di pisciare sulla sua giornata.

      Nel tentativo di risollevare la situazione mi chiedono di offrire ad Angel una spalla su cui piangere, e poco dopo cerchiamo di chiamare Steve per convincerlo a tornare tra noi per la sua performance. All'improvviso Steele irrompe attraverso la porta col dildo-trapano in mano. Trascina Eddie sul letto, lo mette faccia a faccia con la vagina di Angel e gli spiega come maneggiare l'attrezzo, come un padre che insegna al figlio a infilare un ago. È una scena a dir poco inquietante.

      Un orgasmo simulato più tardi otteniamo il nostro finale da Hollywood, con la certezza che qualcuno lascerà il set sentendosi profondamente cambiato. "Vedere come funziona il dietro le quinte non ti eccita," spiega lo Steve-patrigno abbattuto dalla dura realtà del set porno. "Sono sorpreso di come riescano a trasformare il tutto quando è su pellicola. Ma d'ora in poi se mi capiterà di guardare porno rifletterò indubbiamente su quello che ho visto."

      Rick, il figlio, ha un'opinione un po' diversa: "Prima pensavo che il porno avesse un che di denigratorio, qualcosa fatto per ragazze senza troppa autostima. Ma ora ho cambiato idea. Ho il massimo rispetto per la ragazza che è stata qui con noi oggi. È un'attrice che fa il suo lavoro, e lo fa bene."

      In conclusione, è stata una giornata strana. C'è qualcosa di estremamente singolare—e singolarmente deprimente—nell'assistere ai piagnucolii di un gruppo di uomini intristiti perché la donna che avrebbe dovuto masturbarsi davanti a loro è rimasta a casa a badare al figlio. Steele dovrebbe essere il primo ad ammettere che è stato un disastro. Ho visto i video degli eventi di Pragra e tutto ha più senso quando accade a chilometri e chilometri di distanza da Leicester.

      Non posso fare a meno di pensare che il porno dal vivo sia un concetto che non sta in piedi. Tutti sanno che è una finzione, quindi perché voler mettere a nudo questo mito? 

      Segui Aleks su Twitter: @slandr

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      Tag: Porn Weekender, porno, Steve Steele

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