MONO NEON
Southern Visionary
Autoprodotto
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Un disco che chiamare assurdo è poco. Immaginatevi un John Cage funky di colore che con le chitarre microtonali di Fred Frith su basi hip-hop con il basso scordato, che imita vocalizzi di cantanti soul a caso. Insomma suona esattamente come si veste, cioè con cappelli da giullare e colori acidi improponibili. Il futuro della musica, tanto si sa che i neri si sono inventati tutto loro.
MALNATO MALCAGATO
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BROADCAST
Berberian Sound Studio OST
Warp |
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Berberian Sound Studio è cinema sul cinema, un film metalinguistico che confonde anche i piani sonori (diegetico ed extra-diegetico) oltre a quelli visivi e di realtà. Per non farsi mancare nulla, a musicare il film nel film sono stati—letteralmente—richiamati dall’oltretomba i Broadcast, che non sono i Baustelle e infatti questo è un grande album. Se poi avessi voglia vi spiegherei anche cosa significa diegetico, ma evidentemente non ne ho.
ENRICO STIGHEZZI
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HAIR POLICE
Mercurial Rites
Type |
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Mezzo mondo del noise si è oramai dato alla techno, peraltro con profitto, l’altro mezzo si divide tra chi fa l’intellettuale e chi si è dato a robine pop senza buco del culo che vomitano merda dalle orecchie. Gli Hair Police no, hanno deciso di continuare a fare burdello nero più convinti che mai, contorti come in preda a spasmi industriali mentre fanno di tutto per non frantumarsi in mille pezzi. Sembra la versione migliorata di Certainty Of Swarms, ed ha altrettanto senso, se non ancora di più.
FRAN LACURVA
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MY BLOODY VALENTINE
Back To Mono
Mute
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Quanta pazienza ci vuole a tenere in ibernazione per vent’anni un album né brutto né bello, che se fosse uscito ai tempi sarebbe stato un tracollo di carriera? Di fatto ha vinto Shileds: appena postato ha subito generato un paio di guerre civiili, qualche atto di terrorismo e diversi tafferugli. Insomma, fotti l’hype prima che fotta te, possibilmente senza muovere un muscolo. A me del disco in sé non potrebbe fregare di meno, ma almeno servirà a fare un po’ di pulizia etnica.
GUTTER GURU
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CALCUTTA
Forse...
Geograph |
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Il 90 percento dei cantautori crede di avere un sacco di cose da raccontare, poi li vedi tutti i giorni fare shopping per non sentirsi vuoti dentro, e ti tocchi le palle. Invece Calcutta, come tutti i grandi poeti, neanche si impegna a raccontare storie che abbiano una consistenza che vada più in là dei cazzi suoi, ma di colpo si trasformano in delle incudini di verità. Spero solo di non incontrare mai l’Enrico della canzone omonima, che si direbbe una persona alquanto irritante.
BRADIPO ASCOLANO
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NATE YOUNG
Regression: Between Worlds
Black Moss
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L’autopsia del cadavere rivela un delay a nastro al posto dello stomaco, e un riverbero a molla a posto del fegato.
LUCIGNOLO FULCI
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BACHI DA PIETRA
Quintale
La Tempesta
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Non mi da fastidio il fatto che si siano trasformati in un gruppo hard rock becero con problemi ormonali, anzi sarebbe stat proprio una bella idea non fosse che anche i testi hanno preso lo stesso andazzo, però pigliandosi sul serio quanto prima, e finisce che i pezzi fanno tutti tanto ridere. Soprattutto “Fessura” e “Ma Anche No” sono roba da carcere duro.
JESUIT JUNKY
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