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      La sindrome del one-night stand

      February 19, 2013

      Di Dott.ssa Mona Moore

      Cari lettori, è la dottoressa Mona Moore che vi parla. Ovviamente si tratta di un nome fittizio, ma non temete, sono un medico in tutto e per tutto. La cosa importante, ad ogni modo, è che sono qui per dispensarvi qualche consiglio sulla salute, che si tratti di droga o masturbazione sperimentale.

      Avete presente quella sensazione di quando avete bevuto così tanto che al risveglio il dolore è superato solo dalla vostra nauseante vergogna? Quando notate che c’è un corpo nudo di fianco a voi e non avete idea di chi sia? Quando i peli delle sue gambe strofinano contro le vostre cosce nude e nonostante questo non sapete se dare del tu o del lei allo sconosciuto? Bene, è quello che succede ogni singola notte a quest'uomo, e non perché lui sia uno sciupa femmine.

      “Questa non è mia moglie. Mia moglie è morta. Portatela via!” urlava in sala d’attesa del pronto soccorso a una donna dall'aria sciupata che cercava disperatamente di chiuderlo nel suo abbraccio.

      È stato lo psichiatra del pronto soccorso a parlarmene. Un uomo di mezza età aveva detto a tutti i colleghi dell’ufficio che la moglie era morta due mesi prima. Una mattina, non sentendo la sveglia, non si è alzato in tempo per andare a lavoro, così un suo collega preoccupato ha deciso di fargli visita. Ad aprire la porta al visitatore è stata la moglie, chiaramente non morta. Sorpreso dalla resurrezione della donna, il collega dell’ufficio è stato obbligato a spiegarle che, ehm, a lui avevano detto tutt'altro.

      Quando la moglie ha fronteggiato il marito a proposito della sua morte, lui si è agitato e arrabbiato. Lei ha chiamato un’ambulanza, ma quando è arrivata il marito si era già calmato, ha salutato educatamente i paramedici e, indicando la moglie, ha detto, “Questa donna è entrata in casa mia e sostiene di essere mia moglie. È una illusa e, temo, un pericolo per se stessa.” A quel punto la donna ha iniziato ad urlare—sempre un’ottima reazione quando la tua salute mentale è messa in dubbio. I paramedici erano perplessi su chi dei due fosse fuori di testa, ma alla fine la moglie ha confermato le sue generalità lanciando una foto del matrimonio al suo autoproclamatosi vedovo.

      Quando lo psichiatra gli ha parlato, lui ha nuovamente iniziato a sostenere che si trattasse di una truffa, anche se non aveva problemi a riconoscere altri membri della famiglia e non presentava ulteriori psicosi. L’uomo era convinto che dopo che sua moglie se n’era andata, quella donna, che pure ammetteva essere molto somigliante alla “vedova”, avesse iniziato a vivere in casa sua fingendo di essere la consorte. Il paziente aveva fatto del suo meglio per evitare le avance: la moglie ha ammesso che non avevano rapporti da settimane. Pensava fossero semplici problemi coniugali. E invece no.

      La sindrome di Capgras è una convinzione patologica delirante per cui una o più persone sono percepite dal paziente come se fossero state sostituite da un sosia. Nessuno ne conosce le cause precise. Credo faccia sentire come se foste gli eroi di un film in cui il mondo sta tramando contro di voi per convincervi a copulare con una donna/demonio. 

      Qualche volta sono gelosa dei medici psichiatri. Mentre io continuo a infilare le dita nei buchi del sedere altrui e ad affrontare ubriachi violenti, loro si fanno una chiacchierata con persone il cui pensiero è fuori dallo spettro convenzionalmente accettato, che per definizione li rende più interessanti del solito assalto di mondanità e ripetizione. La gente viene all’ospedale per lamentarsi o morire. A volte, un pizzico di follia può essere ristoratore.

       

      Cose che succedono al pronto soccorso:

      Quanta coca è troppa?

      La porta sul retro

       

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      Tag: sindrome di Capgras, psichiatria

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