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      BALOTELLI!

      February 12, 2013

      Di Daniele Manusia e Tim Small

      Dalla rubrica 'Stili di gioco'

      Quando il passaggio di Balotelli al Milan si è concretizzato nell'ultima finestra di mercato ho pensato immediatamente a una persona che, più di ogni altra, sarebbe stata felice: Tim Small. Tim è stato direttore e Head of content di VICE Italia fino a qualche settimana fa, ha prodotto la serie Italica (che include il bellissimo “Tre giorni di guerra”) ha una sua casa editrice, The Milan Review, e potete leggere i suoi pezzi un po' dappertutto: su Rivista Studio, su IL, e in teoria dovrebbe cominciare presto una rubrica generalista qui su VICE. Ma questi sono affari suoi. Il punto è che oltre a essere un amico, immediatamente dopo l'arrivo di Balotelli al Milan ha comprato la maglia rossonera col numero 45 e ha twittato: “È davvero strano vedere il mio giocatore preferito del mondo con la maglia della mia squadra. Non mi sembra vero.”  Tim ha acconsentito a questo scambio di mail su più giorni per aiutarmi a ragionare sulle conseguenze calcistiche e culturali (calcistiche e quindi culturali) del ritorno di Balotelli in Italia.

      Daniele Manusia
       
      Dato che si è parlato a lungo di Balotelli come acquisto da campagna elettorale, o tuttalpiù come compenso lussuoso a una tifoseria che ha visto partire i suoi giocatori migliori la scorsa estate, credo sia doveroso cominciare dicendo che Balotelli oggi come oggi è il giocatore più importante per la Serie A. Il giocatore da mettere in copertina, quello di cui verrà notato e super-interpretato qualsiasi gesto dentro e fuori dal campo, quello di cui probabilmente verrà venduto il più alto numero di magliette (a proposito, il Psg si aspetta di vendere 150K maglie col numero 32 di Beckham, per un guadagno complessivo di 15 milioni di sterline nei cinque mesi di contratto).
       
      Non è sul piano sportivo che gente come Cavani ha qualcosa meno di lui (anzi), ma sul piano del carisma. Cavani è uno di quei bomber da 20 gol l'anno il cui fascino consiste principalmente nel sembrare impossibile da fermare. Guardarlo correre verso la porta avversaria con la palla tra i piedi è l'equivalente calcistico di assistere a una slavina che scivola a valle comodamente seduti in tribuna sulla montagna di fronte. Cavani verrà venduto, se verrà venduto, a una cifra pazzesca a una delle squadre più forti al mondo, continuerà a segnare e vincerà dei trofei importanti; ma Balotelli è (già, senza aver vinto quasi niente) Balotelli.
      Per una serie di ragioni diverse che solo in parte hanno a che fare con il campo da calcio, Balotelli deve ancora compiere 23 anni e ha raggiunto un livello di fama a cui di solito un calciatore arriva dopo o durante una carriera brillante coronata da qualche successo individuale e di squadra (alla sua età Cristiano Ronaldo stava per vincere il suo primo Pallone d'Oro e l'anno prima era arrivato secondo, col Manchester United aveva vinto due Premier League e una Champions).
       
      Di conseguenza Balotelli si comporta come un giocatore molto più famoso degli altri. Balotelli (seguimi) è già famoso quanto Batistuta. Il mito di Batigol a Firenze è forgiato anche in quel dito portato alla bocca ad azzittire il Camp Nou, ma aveva una lunga storia alla spalle che glielo permetteva. Inoltre aveva segnato in semifinale di Coppa delle Coppe, non su rigore all'Is Arenas di Cagliari (con tutto il rispetto). Quindi secondo me la cosa interessante ora è sia capire se Balotelli butterà una volta per tutte il proprio talento dalla finestra, se tutta questa fama cioè non finirà semplicemente in un “Balotelli è un giocatore sopravvalutato”; sia capire cosa Balotelli sceglierà di fare di questa fama, se userà il proprio carisma per continuare a farsi odiare da giocatori e tifoserie avversarie o magari per esprimere in maniera più compiuta quella personalità che affascina il pubblico così tanto. 
       
       
      Tim Small
       
      Discorsi su Berlusconi in quanto milanista non amo farne, non mi pare corretto, sarebbe come rompere le palle agli interisti con gli affari sporchi della Saras o rompere le palle agli juventini con la FIAT (che sono ottant'anni che fotte l'Italia). Delle elezioni di Berlusconi non mi interessa, oggi, oppure diciamo che non mi interessa parlare del rapporto tra Berlusconi, calcio e politica in un pezzo che parla di Balotelli. Ne parlerei, ma solo in un articolo di 25 mila battute intitolato "Berlusconi: calcio e politica", con dentro un sacco di fonti e di ricerca e mesi di lavoro. Se no stai solo facendo altro rumore senza senso e senza direzione e non aggiungi niente ai milioni di banali tweet e status update di facebook pieni di battute facili su Balotelli e le elezioni/erezioni.
       
      Detto questo, quello che dici su Balotelli è vero: è il giocatore più famoso della Serie A (quindi, lettori, andate fuori, trovate un amico milanista, e ringraziatelo di aver ridato valore a un campionato che ormai stava diventando la battaglia dei centrocampisti di Conte contro le provinciali). Balotelli è un personaggio enorme, mille volte più grosso del campo che lo contiene, è, come dice Brian Phillips, MARIO BALOTELLI!!!, ma è anche il volto di un'Italia nuova.
      Ricordiamoci che è quello che ha fatto una doppietta alla Germania davanti a due miliardi di persone. Balotelli è una .gif. Cavani, secondo me, in Cina, sanno a malapena chi è. Se devo fare un pronostico sportivo, eccolo: secondo me Balotelli se gioca titolare in una squadra della quale è la stella, per una stagione intera, diventa capocannoniere della Serie A e uno dei giocatori più famosi del mondo. 
       
      Invece vorrei correggere una cosa che hai detto tu. Tu dici che la cosa interessante è vedere se Balotelli “butterà una volta per tutte il talento dalla finestra”. Non sono d'accordo. La cosa interessante sarà vederlo diventare il campione di livello mondiale che è destinato a diventare. E poi un'altra cosa: la vera domanda non è se Balotelli continuerà a farsi odiare, ma perché la gente lo odia.
      Io, personalmente, lo amo, lo adoro. Ma non da ora: lo adoravo dai tempi dell'Inter. È il giocatore più figo dai tempi di Best e Cruyff e Maradona: il vero genio ribelle. E io sono fottutamente fiero di vedere che uno così figo è il centravanti della nostra nazionale. Sul perché la gente lo odi, io una teoria ce l'ho: è razzismo. 
       
      E con questa, ti ripasso la palla. 
       
       
      Daniele Manusia
       
      Esatto, l'esultanza di Balotelli è diventata un meme mentre Cavani dovrà cambiare squadra e vincere una Champions League con una tripletta in finale per sperare che qualcuno si ricordi di lui fuori da Napoli. Anzi, forse sarebbe ancora meglio se la vincesse col Napoli l'anno prossimo, sempre però con tripletta in finale (o pensa a un giocatore con un carisma simile ma molto più forte: Radamel Falcao). Allora forse si parlerebbe di lui anche in Cina. È anche vero però che i requisiti necessari per diventare meme non sono esattamente gli stessi per fare una buona carriera calcistica. 
       
      Balotelli è venuto a salvare il calcio italiano, sono d'accordo, ma solo a patto che diventi il calciatore che tu dici è “destinato” a diventare e che io semplicemente spero diventi. Per il momento, anche per colpa di una cattiva gestione da parte di Mancini (un modo molto italiano di interpretare il ruolo di allenatore professionista: ti dico che sei come un figlio per me e ti metto le mani addosso se fai qualcosa che non mi piace, ti sostituisco SEMPRE a 20 minuti dalla fine tanto sei giovane o ti metto in panchina perché “così impari”), ha dato lui stesso in più di un'occasione segno di voler buttare il suo talento dalla finestra. 
       
       
      Tim Small
       
      Indipendentemente da come l'abbia trattato Mancini (e lì si vede la scuola Inter, quella del padrone-proprietario-padre, es. Recoba) il problema è che ci sono tanti Balotelli. Ogni volta che parli di Balotelli dovresti definire il Balotelli al quale ti stai riferendo.
      Per parafrasare di nuovo Phillips, c'è MARIO BALOTELLI!!! (che è il meme), c'è il Balotelli che è un fortissimo attaccante italiano di appena 23 anni che non è mai stato titolare in nessuna squadra, c'è il Balotelli di Chi che mette incinta la Fico e va alle feste, c'è il Balotelli che è ormai preda di se stesso che appena prende una multa per sosta vietata gli fanno una gallery sul deplorevole sito della Gazzetta, e poi ovviamente c'è il Balotelli simbolo dell'Italia multi-etnica, quello che bacia la mamma agli Europei
       
       
      Daniele Manusia
       
      Io sto parlando del Balotelli autodistruttivo che si brucia casa coi petardi e del Balotelli che durante un'amichevole estiva contro il Los Angeles Galaxy da solo davanti al portiere anziché segnare fa una giravolta svogliatissima sul pallone e manda la palla fuori di tacco (e Mancini lo toglie al 31' del primo tempo). Voglio dire, era un'amichevole, d'accordo, ma Balotelli sta mancando di rispetto a tutti i tifosi che al posto suo romperebbero la porta. Sembra che Balotelli faccia di tutto per farsi odiare dalla gente (come zittire il pubblico avversario alla prima partita in trasferta) e che stia anche dicendo che il suo talento potenziale è troppo grande per essere assoggettato a un'idea di calcio come professione o anche solo gioco collettivo in cui il compagno ti fa un bel passaggio e tu segni da solo davanti al portiere. E invece se Balotelli è arrivato a giocare quella partita deve essere per forza di cose anche grazie a gol di quel genere o segnati a porta vuota. Il suo talento deve essere passato di lì. 
       
      Una cosa così decadente io non l'avevo mai vista in una partita di calcio. Balotelli non è un poeta che può salire sul palco a ricevere il premio ubriaco, Balotelli su quel palco ci deve scrivere le sue poesie, non so se mi spiego. Ti dirò di più, comportandosi così, o giocando con quell'atteggiamento svogliato che in molti gli rimproverano (all'Europeo però è stato quasi ineccepibile da questo punto di vista), come se per lui fosse tutto facile, Balotelli conferma un'idea di talento piovuto dal cielo.
      Che i calciatori non fatichino abbastanza, che siano dei bambini viziati a cui Nostro Signore ha dato un'innata capacità di giocare a calcio, e basta, è già di per sé un pregiudizio forte (basta vedere la lettura del caso Zeman vs giocatori della Roma da parte di alcuni), ma quello degli atleti di colore “naturalmente” dotati dal punto di vista fisico come se non lavorassero duro quanto gli altri è un pregiudizio ancora peggiore. Balotelli sembra fortissimo senza sforzo (grazie al fisico e al talento) e senza neanche, in realtà, volerlo essere.


      Continua nella pagina successiva.

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      Tag: Balotelli, Milan, stili di gioco

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