Tea's Tacos

Approcci professionali

Di Tea Hacic-Vlahovic

Di solito scrivo questa rubrica il mercoledì sera, ma nelle ultime settimane non sono stata così puntuale (scusa, VICE) e ora è giovedì, e sono qui a scrivere perché ieri c’è stata una festa in un negozio in Galleria, nel posto precedentemente occupato da McDonald’s (R.I.P.). Ci sono andata perché avevo bisogno di una scusa per procrastinare, e perché mia madre dice che dovrei iniziare a socializzare con “gente normale”, ovvero “chiunque, tranne quel barista che ti regala il cioccolato e dopo ti dà della cicciona.” Così sono andata alla festa, ho bevuto, ho mangiato, ho chiacchierato e proprio prima di tagliare la corda ho notato un uomo che sembrava un principe Disney (non lo stronzo della Sirenetta, ma il tipo bello di Biancaneve). Ho finito di ciancicare il mio mini-whatever e mi sono rivolta al suo amico per sapere se fosse per caso gay (una precauzione indispensabile, a Milano). Sorprendentemente, non lo era. Gli ho passato un drink aggiungendo che lo trovavo sexy. Lui ha detto di volermi provocare un orgasmo da 30 minuti, e io ho risposto che sono i maiali ad avere orgasmi lunghi 30 minuti. Poi mi ha toccato il culo e chiesto il mio numero. È stato facile. È facile! Non per me, non perché sono carina o affascinante o ho un buon profumo (ho davvero un buon profumo); è facile perché l’unico trucco di cui ha bisogno una ragazza per rimorchiare è fare la prima mossa. Quindi so di non aver rimediato un appuntamento perché sono speciale (sono davvero speciale). Semplicemente, sono veloce.

Le donne hanno due vantaggi sugli uomini: innanzitutto possiamo nascondere cose dentro di noi senza necessariamente sporcarle di cacca, e poi, scopiamo ogni qualvolta lo desideriamo. Certo, veniamo anche coperte di vergogna per quello stesso motivo, quindi è un po’ come piazzare una bambina in un negozio di caramelle e dirle che può mangiarne quante ne vuole, con la condizione che se lo farà i suoi amici non giocheranno più con lei. All’inizio la bambina esita, magari prende qualche caramella di nascosto e poi nega, ma alla fine, se tutto va bene, si riempie le tasche di lecca-lecca strillando, “al diavolo tutti, io faccio quello che voglio!” Perché una volta superata la fase del fregarsene se la gente scherza sul “far l'amore con te è come buttare un salame nel corridoio” (grazie, commentatori di VICE) e smesso di considerare “puttana” un insulto, si può proseguire senza troppi intoppi. 

Ma dove sta il divertimento in tutto questo? Ok, è davvero divertente, ma a volte vorrei essere un uomo, e per due ragioni: innanzitutto per poter schiaffeggiare la gente col mio pisello, e poi, per sperimentare la soddisfazione che si prova nell’abbordare le ragazze.

Con gli uomini non succede altrettanto, perché sono facili prede. Ma approcciare una donna può essere complicato, dal momento che la maggior parte di noi gioca con l’idea del “parlare con gli sconosciuti è sconveniente, ma ignorarli è da maleducati, quindi meglio stare a casa a guardare Girls in totale solitudine.” Mentre le donne hanno la capacità di rimediare una scopata semplicemente perché ne hanno voglia [o perché si sono appena depilate le gambe, o si annoiano e non c’è niente in tv], gli uomini possono anche essere attraenti e con dei bei capelli, ma ciò non significa che troveranno una disposta ad andare a letto con loro, a meno che non la paghino. Ora, questa situazione di doppi standard è una scocciatura per tutti e bla bla bla, ma almeno ci ha dato qualcosa di spassoso: le battute per fare colpo! Niente di nuovo, sono sicura abbiate già sentito i grandi classici:

Hai uno specchio nelle tasche? Perché riesco a vedermi nei tuoi pantaloni.

Ho perso il mio numero, mi daresti il tuo?

Mi piace il tuo vestito... starebbe benissimo sul pavimento di casa mia!

Le tipiche frasi Uomini-per-Donne sono dozzinali e stupide, ok, ma mostrano anche una profonda consapevolezza di sé. Pensateci, fare battute su quanto sarebbe bello trovarsi con la faccia tra le gambe di una ragazza è di gran lunga più figo che cercare di fare il figo chiedendole maldestramente da dove viene—soprattutto se poi lei dice che è americana e lui se ne esce col “pensavo spagnola,” facendola crollare in lacrime perché quella sera avrebbe davvero voluto passare per austriaca, cristo!

Ad ogni modo, considerato che per attirare un ragazzo non dobbiamo dire nient’altro che “smettila di respirarmi addosso,” siamo portate a pensare di non avere bisogno di queste battutine. Ma il fatto che qualcosa non sia necessario non implica che non dovremmo servircene! Per dire, avete seriamente bisogno delle ciglia finte? Certo! Voglio dire, non sul serio! Ma capite cosa intendo, no? Le ragazze dovrebbero fare ricorso a questi espedienti proprio perché non hanno utilità ai fini del rimorchio. Dovremmo capire fin dove possiamo spingerci e quanto riusciamo a far sentire a disagio gli uomini prima che inizino a essere difficili da rimorchiare tanto quanto lo siamo noi! Ecco qualche suggerimento:

Ehi, è una pistola quella che hai in tasca o sei semplicemente felice di vedere che il mio peso mi rende insicura?

Come ti piacciono le uova? E non parlo di quelle dentro di me, le stesse che ingraviderai stasera dopo che avrò fatto un buco nel preservativo.

Scopo con te solo per il barattolo di Nutella che hai in cucina, e per “scopare” intendo intrufolarmi in casa tua di notte.

Hai le mani grosse. Sai cosa dicono dei ragazzi con le mani grosse? Che fanno sesso orale con le ragazze durante le mestruazioni *estrae un assorbente interno dalla borsa*

Divertente, no? Ma solo perché non ne abbiamo bisogno non significa che non possiamo incasinare le cose, quindi è importante concentrarsi. Una volta ad esempio volevo chiedere a un ragazzo, “è doloroso?” affinché lui rispondesse “cosa, è doloroso?” e io gli potessi dire “cadere dal cielo,” così da convincerlo a pomiciare con me. Solo che ero nervosa—aveva un tatuaggio sul collo, il corrispettivo maschile di una ragazza in divisa da scolaretta—e gli ho accidentalmente chiesto “è caduto?”, e lui “cosa?”, e io “cosa?” e lui se n’è andato. Ma stasera mi sento fortunata, e dopo che avrò inviato questo post uscirò sola e chiederò al primo ragazzo che incontro “ci conosciamo?”, lui risponderà “no,” allora io dirò “hai un’aria familiare,” lui taglierà con “è perché una volta mi hai fatto un pompino,” e io me ne tornerò a casa a chiamare mia madre su Skype.


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