Non sono mai pronta per la primavera. I miei geni sono stati concepiti per tutt'altro. Non importa quanto provi a contrastare questa realtà, so perfettamente che il mio corpo era destinato a coltivare patate, produrre vodka e sfornare figli nel bel mezzo delle nevi croate. Dovrei passare ore raggomitolata nella lana in cerca di calore, non a correre da un bagno del McDonald's a un altro per spruzzarmi di deodorante e rinfrescarmi il culo con le salviettine umide. 

Penserete che una persona a cui piace stare nuda in pubblico sia naturalmente portata ad amare le stagioni dei vestiti striminziti, ma il mio problema non ha a che fare con la modestia. È più una questione di scienza. Il caldo mi fa sudare, mi gonfia, mi mette a disagio, complicando tutta la faccenda del Dress To Impress. Le americane si vestono per stare comode, mentre le italiane lo fanno perché i mariti si pentano di averle tradite—lo capisco, e posso anche accettarlo quando fa freddo (le pellicce finte donano a tutti), ma... donne, come fate a trasformarvi in unicorni della moda non appena i fiori iniziano a sbocciare? Senza alcuno stadio intermedio? E voi altre donne che mi leggete, qualcuna ha il mio stesso problema? Non importa, it’s my column, and I’ll cry if I want to.
 
I FONDAMENTALI DELLA MODA PER [POVERE] SGUALDRINELLE DI PRIMAVERA
 
SCARPE
Sudo come una prostituta in chiesa, e per "prostituta" intendo la sottoscritta e con "chiesa" il centro per la diagnosi delle malattie sessualmente trasmissibili. Ho le mani perennemente umidicce (se vi ho mai dato il cinque o fatto una sega lo sapete già), e lo stesso vale per i piedi. So che la maggior parte di voi porta tranquillamente sandali o persino scarpe senza calze (potete succhiarmelo tutte quante), ma per le mie care schifose, suggerisco calzini bianchi fino al ginocchio abbinati a sandali con la zeppa o oxford, alla Cher in Ragazze a Beverly Hills. È un buon look, e con questo voglio dire che fa colpo sugli uomini, perché in fondo ognuno di loro vorrebbe scoparsi una scolaretta (vergogna!).
 
 
ABBIGLIAMENTO
VESTITI: Se chinandovi non mostrate l'interno del vostro utero, lo state facendo nel modo sbagliato. 
 
PANTALONI: Non mi sento a mio agio in un paio di pantaloni da che mi sono "ripresa" dall'anoressia. Chiamatela dismorfofobia, io lo chiamo stile di vita.
 
 
INTIMO
LINGERIE: Riportiamo in auge il reggiseno come top, familiarizziamo con l'idea di Formal Thong e sfoggiamo gli slip da gravidanza a mo' di pantaloncini. Se il tessuto è sufficientemente curato, nessuno noterà la differenza.
 
COLLANT: Probabilmente, se venissi a conoscenza della quantità esatta di soldi che ho buttato in collant negli ultimi anni reagirei come Lindsay Lohan di fronte al rendiconto delle sue spese alla voce crack. Con quel malloppo avrei potuto comprare auto, case, isole, o quantomeno andare dal parrucchiere quel tanto che basta a non distruggermi la frangia.
 
Ho trascorso intere primavere ed estati avvolta in collant (modellanti) neri, incapace di sopportare l'idea che le mie cosce possano sfregare l'una con l'altra (inserire qui battuta: "è perché le tue gambe sono sempre spalancate"). 
 
I 15 denari velati sono l'unica opzione "accettabile" per le temperature elevate, ma quelle che non li distruggono cinque minuti dopo averli indossati sono della stessa specie degli unicorni della moda a cui la primavera dona e che quindi non vale la pena citare.
 
 
PRODOTTI DI BELLEZZA
FACCIA: La gente dice che quando perdi il telefono significa che hai bisogno di nuovi amici. E quando lasci tutti i trucchi in un bar in cui non hai tempo di tornare perché stai correndo a un appuntamento e sei obbligata a spendere 200 euro da Sephora dato che non puoi stare un secondo senza la tua maschera da drag, significa che è primavera. (Cosa? I prodotti per la cura femminile sono costosi! Ho sempre detto che il giorno in cui non permetterò più agli uomini di comprarmi le cose sarà lo stesso in cui gli assorbenti interni smetteranno di costare sei euro).  
 
CORPO: Sono dell'Europa dell'Est, e sapete benissimo tutti cosa comporta: non posso guardarmi nuda in uno specchio a figura intera alla luce del giorno senza procurarmi un colpo da peluria. Prima cercavo di rimediare con la ceretta, ma i miei peli erano troppo resistenti per le strisce depilatore. Sul serio, le usavo sul collo e le braccia, finendo con cicatrici qua e là a causa della forza richiesta per strappare via la cera. Avevo l'aspetto di una tossica a cui piace strangolarsi mentre si masturba (non è così lontano dalla realtà, tant'è). Ora mi arrangio con le pinzette per il viso e la lametta per tutto il resto. E lo faccio ogni singolo giorno pregando di non finire mai in coma, incapace di prendermi cura di ciò che sono certa non credereste nemmeno vedendo coi vostri stessi occhi. Perché avere un corpo femminile è un tale incubo?
 

ACCESSORI
Avrete bisogno di una borsa abbastanza piccola da non appesantirvi, ma abbastanza grande da contenere i salvaslip e le salviette umide—dio solo sa quanto si bagnerà la vostra vagina, e non in senso buono.
 
 

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Settimana scorsa: Be my passport

 

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