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      Da lesbica a uomo, un viaggio transgender nell'eteronormalità

      October 22, 2012

      Di Lilly O'Donnell

      Sul tetto del loro appartamento di Williamsburg, mentre discutono su quali piante e ortaggi piantare quest’anno, e quali dello scorso anno siano ancora salvabili, Sadie siede con le gambe accavallate e sorseggia una birra mentre Marco pulisce e poi accende la griglia. Sadie, in un corto abito aderente, chiede:

      “Tesoro, abbiamo abbastanza carbonella?” con quella vocina melodiosa che le ragazze usano a volte quando vogliono mascherare con una parvenza di supporto il proprio scetticismo.

      “Lascia fare a me,” risponde Marco, più rivolto al fuoco che a Sadie.

      Porta i capelli corti, e la sua voce si è fatta più profonda grazie alla terapia ormonale.

      Il fuoco è acceso, piccolo ma consistente, e il pollo è sulla griglia, così Marco ci raggiunge al tavolo.

      “Gli uomini vengono trattati di merda”, dice, “cioè, lo so che sono le donne di solito che vengono trattate peggio. Ma quando sei uomo, la gente ti sta sempre addosso, e ti urta di continuo. Devi tenere la porta aperta alle signore, ma mai che qualcuna ti ringrazi. E mai un complimento, mai.”

      “Vero!” si intromette Sadie, “Le ragazze stanno sempre lì a dirsi, 'Oh tesoro come stai bene! Ma che bel vestito! Ti sei tagliata i capelli?'”

      “Sì!” fa Marco, bevendo un sorso di birra. “Niente di tutto questo per i maschi.”

      “E le strette di mano all’inizio erano massacranti,” aggiunge, “Le donne si stringono la mano così.”

      Si alza in piedi per darmi una dimostrazione, e mi stringe la mano in modo tranquillo, informale.

      “Invece gli uomini,” continua, “fanno così.”

      Mi afferra la mano, la strattona verso di sé e mi strizza le dita facendo una smorfia severa. Scoppiamo tutti e tre a ridere per l’esagerazione che, anche se un po' comica, non è poi così diversa dalla realtà. 

      Erano le piccole cose quelle che lo mandavano in confusione e lo facevano sbagliare, ci spiega, ma si sta abituando. Anche Sadie sta facendo del suo meglio per abituarsi.

      Sadie si dichiara una lesbica fallita. In tutta la sua vita ha fatto sesso con tre donne, e tutte e tre adesso sono in fasi diverse del percorso per diventare maschi. Incluso il suo partner da ormai due anni e mezzo. Quando Sadie si è innamorata di Marco, Marco era una donna di nome Erica. 

      Tutt'a un tratto, all’età di 25 anni, quando Sadie pensava finalmente di avere chiara la propria identità e si sentiva a suo agio nei panni di lesbica, si è ritrovata coinvolta in una relazione eterosessuale con un uomo. E non con un uomo qualunque, ma con uno che voleva prendere nettamente le distanze da qualsiasi ambiguità che aveva in precedenza, portando Sadie con sé. Lei e Marco vivono nel limbo tra le loro identità—non sono proprio una coppia etero nel vero senso della parola, ma nemmeno più una coppia omosessuale. 


      Sadie e Erica prima.

      “Se ripenso a quando mi sono innamorata di Erica, non ero affatto dell’idea di costruire una relazione duratura.”

      “Aveva quel non so che da rock star. Suonava la chitarra elettrica in mutande. Era sexy,” mi confessa Sadie.

      Erica era una vera dura, tosta all’ennesima potenza, e Sadie ne è stata attratta sin da subito. Adesso si rende conto che, mentre vedeva in Erica i tratti sexy e intriganti del “ragazzaccio”, alla fin fine sarebbero potuti diventare "vecchi".

      Quando Erica ha iniziato a prendere il testosterone, Sadie temeva che diventasse ancora più aggressiva, un comune effetto collaterale. 

      “Da quando è diventata uomo si è fatta più tranquilla, più mite.” Sadie, dunque, ritiene che molta della rabbia di Erica provenisse dalla sensazione di trovarsi a vivere nel corpo spagliato. Con la trasformazione, si è sentita subito più in pace, ed è divenuta una persona più tranquilla.

      Da bambina, Erica pregava di poter diventare maschio, crescendo, e quando, al contrario, è entrata nell'adolescenza, e ci è entrata come femmina, ha cominciato a essere sempre più depressa e arrabbiata. Le compagne alla New York City Catholic School la prendevano in giro perché era un maschiaccio con i capelli corti. La sua esperienza non è inusuale: il 90 percento delle persone che hanno poi affrontato un'operazione per cambiare sesso dichiara di aver subito umiliazioni e maltrattamenti, secondo uno studio del 2011 del National Centre for Transgender Equality (NCTE).

      Quando Erica ha ammesso la sua confusione e ha preso in considerazione il cambio di sesso, lei e Sadie si frequentavano solo da pochi mesi, ma si conoscevano da tre anni. Sadie ha detto che, conoscendo Erica, non era affatto sorpresa della sua decisione—sapeva che Erica era in conflitto con se stessa da molto tempo, e da piccola le era stato diagnosticato il disturbo dell’identità di genere.

      Prima del 1997, chiunque assumesse un genere opposto a quello che la natura gli aveva dato alla nascita era classificato come travestito, e il travestitismo era etichettato sotto “Disfunzione Sessuale” nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disordini Mentali (DSM).

      Nella terza edizione del DSM , pubblicata nel 1997, la voce "Travestitismo" venne riclassificata in tre nuove sottosezioni. La nuova classificazione includeva "Transessualità", "Disordine Infantile dell’Identità di Genere", e "Disordine Atipico dell’Identità di Genere". Le classificazioni sono state dibattute e revisionate in ogni nuova edizione del DSM, e molto probabilmente verranno rivalutate in ogni DSM—già nel prossimo secondo Nicole Giordano, dottoranda in Salute Mentale che ha svolto ricerche sull’identità di genere.

      “Essere confusi sulla propria identità di genere o esperire altre forme di dubbi sulla necessità di variare genere non è di per sé sintomo di malattia mentale,” ha affermato Giordano. “Al contrario, è la violazione della legge sociale che ha definito il genere come binario e il conseguente ostracismo o la discriminazione sociale che provocano stress, depressione e ansia.”

      Lo studio del 2011 di NCTE riporta, inoltre, che le persone transgender tentano il suicidio 26 volte in più della media nazionale. Lo studio ribadisce che portare a termine una statistica accurata sulla comunità transgender è pressoché impossibile, considerando che la paura di essere etichettati fa sì che molte persone tacciano sulla loro esperienza. 


      Erica prima.

      Il primo passo della trasformazione di Erica in Marco è stato tagliarsi i capelli. E non è stata una cosa da poco.

      “È stato come togliermi la maschera che portavo da anni," dice Marco. “Finalmente ero nudo, e per la prima volta da quando ero piccolo, nuovamente vittima dei commenti della gente.”

      Sadie e Marco mi parlano delle occasioni in cui erano insieme e la gente si domandava ad alta voce se Marco fosse uomo o donna. Quel genere di battute che ti rovinano la serata.

      “Era strano,” spiega Sadie, “ero a mio agio quando mi mostravo in pubblico come parte di una coppia lesbica, ma non quando diventammo una coppia transgender. La gente ci fissava.”

      Ma adesso, guardando Marco, non diresti mai che prima fosse una donna—è minuto, ma le spalle e la mascella sono quadrate, e anche la voce è più profonda.

      Si è fatto asportare il seno nel maggio di quest’anno, era l’ultimo segnale visibile del suo passato da Erica. Il piano è di fare un intervento chirurgico al sedere—l'ultimo passo—nel maggio 2013.

      Per adesso, ad ogni passo, dal tagliarsi i capelli al primo ciclo di testosterone, al cambio legale di nome, era Marco a essere nervoso—spaventato dal salto, mentre Sadie era calma e lo sosteneva.Teneva la mano di Marco, gli diceva che tutto sarebbe andato bene, gli ricordava che era quello che lui voleva e che sarebbe stato felice, una volta fatto il passo.

      Dopo di che, quando Marco aveva già preso coscienza ed era felice e sollevato, è stata la volta di Sadie di dare un po' di matto.

      “Come lui si è ripreso, ho iniziato a non sentirmi bene.” Ora che Marco è più a suo agio e convinto di aver fatto la cosa giusta, Sadie sta affrontando le sue nuove emozioni, e lo fa con l'aiuto di un terapista.

      Sia Sadie che Marco compiangono la perdita di Erica come se si trattasse di un’altra persona che entrambi amavano e di cui sentono la mancanza. Di recente la sorella di Marco è andata a fargli visita e gli ha mostrato un vecchio video di Erica e sua madre che cantavano assieme una canzone di Frankie Valli.

      “Era la Erica che ho conosciuto all’inizio.” Dice Sadie, ricordando di come la sua reazione al video l’avesse presa alla sprovvista. Era abituata a sentire aneddoti su Erica e a vedere sue foto. Ma vedere quel video le ha fatto sentire una fitta, come se quella persona se ne fosse andata per sempre. Era un bel colpo da affrontare.


      Sadie e Marco ora.

      Sadie ha anche partecipato a un gruppo di aiuto per i "partner di trans” ma ne è rimasta delusa.

      “Ho provato a tenere aperti i miei orizzonti, ma la conversazione verteva solo sui costi economici dell’operazione e sul fardello che dovevano portare i nostri compagni. Pochissima attenzione era posta sul fardello che, invece, portavamo noi, come partner. Le persone con la mentalità che io stavo cercando, onestamente, non erano in quel gruppo.”

      Rinunciato ai gruppi di sostegno organizzati, ha provato a contattare singoli che si trovavano in situazioni simili, persone che conosceva personalmente o di cui aveva sentito parlare da amici in comune.

      “Era bello sentire che certe persone erano riuscite a superare quello che allora a me sembrava un infinito e irrisolvibile viaggio.”

      Col tempo, Marco si è abituato a essere uomo, e Sadie si è abituata all’idea di essere coinvolta in una relazione semi-etero.

      “Adesso posso passare del tempo con nuovi amici e parlare del mio ragazzo senza pensare che sto dicendo una bugia enorme,” mi ha detto Sadie.

       

      Entrambi desiderano dei bambini, e si immaginano un perfetto futuro in un quartiere residenziale. Si chiedono a chi lo diranno e a chi non lo diranno, o se fingeranno di essere una normale famiglia tradizionale. Sadie pensa che dovranno essere aperti nel raccontarlo, se poi hanno intenzione di dirlo ai figli, perché non vuole assolutamente mantenere segreto il passato del padre ai bambini. Non è una cosa di cui vergognarsi. 

      "Non avrei mai pensato di dover spiegare ai miei figli che il loro papà è nato femmina." Ma hanno in programma di essere molto aperti con i bambini, e di spiegare loro il passato di Marco il più chiaramente possibile. 

      "Lui vuole che la sua sia una relazione al 100 percento eterosessuale, ma il mio sentimento è che presentarla in questo modo sarebbe una mezza bugia. Non siamo una coppia etero e basta. Proprio no."

      Dovranno affrontare delle sofferenze sempre maggiori, cercando di trovare il proprio posto nel mondo. Ma, con le mani intrecciate nella loro bellissima terrazza-giardino, sembrano più una coppia modello che un'anomalia. 

      "In fin dei conti siamo messi meglio di molte delle coppie che conosciamo," dice Sadie. "Siamo felici, sinceri e innamorati."
       

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      Tag: eterossualità, lesbiche, trans, Gay, dsm, LGBT

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