Vita Vera

Calcutta ha Latina nel cuore

Di Valerio Mattioli

Calcutta è un cantautore che ha appena pubblicato il suo album Forse... per Geograph Records, la migliore etichetta italiana in circolazione, più che altro perché vanta in catalogo quel capolavoro che è STLNV di Grip Casino (che in effetti è il proprietario dell’etichetta). Nonostante non sia quello che si dice un appassionato di cantautorame nostrano (né estero), Calcutta mi incuriosisce perché se c’è un cuore, un nucleo attorno a cui ruota la sua intera... ma sì, diciamolo ancora, poetica, questo è Latina. La città, intendo. Un posto che nell’immaginario italiano non gode di grande stima né considerazione, tanto che quando ero piccolo mi pare di ricordare che finì in testa a una apposito sondaggio sulle città più brutte d’Italia. Devo dire che quando finalmente a Latina ci sono andato, tanto brutta non mi è sembrata. Però un po’ di disagio sì, me l’ha messo. E allora ho colto l’occasione per parlarne con l’uomo che ha firmato brani con titoli quali “Arbre Magique” e “Pomezia”. È, se vogliamo, la nostra Guida alla capitale dell’Agro Pontino raccontata dalla viva voce del suo involontario bardo. Che non è Pennacchi, evidentemente.

VICE: Raccontami un po’ cos’è Latina. Forse non lo sai ma già la settimana scorsa mi è capitato di citarla, per via del grattacielo...
Calcutta: La Torre Pontina?

Sì, quella. Ti piace?
Molto. Trovo si sposi bene col paesaggio.

Dici sul serio?
Sì, perché Latina è questa città quadrata, razionalista, in stile littorio...

Il nome originale era Littoria, infatti.
Esatto. Diciamo comunque che Latina è un po’ un’appendice di Roma e un po’ di Napoli (è a metà strada tra le due) ma ha pure una lunga serie di contatti e connessioni con Milano. Non so per quale motivo, ma il jet set milanese ha una certa propensione a investire in città. Aprono locali, posti, situazioni… Non è una faccenda chiarissima, credo che ci siano storie di riciclo di denaro sporco, forse roba di camorra... Ma veramente, non ne ho idea.

Quanti abitanti fa Latina?
Circa 120.000.

È piccolina.
Non è enorme, no.

Non trovi bizzarro che in una cittadina di 120.000 abitanti spunti un grattacielo che per qualche tempo è finito tra i più alti d’Italia?
In effetti la cosa ha sorpreso un po’ tutti. Ma devi anche capire i grattacieli sono molto americani. E Latina, come tutto l’Agro Pontino, è un po’ l’America d’Italia. Coi veneti al posto degli inglesi e i butteri al posto degli indiani.

Spiegati meglio.
Come saprai fino a inizi Novecento l’Agro Pontino era un posto di frontiera, un’area malsana con le paludi, la malaria… Poi venne bonificata da Mussolini, che ci fece costruire delle città—le famose città di fonazione. Latina è la più grande di queste città. Un’ex palude che venne immediatamente colonizzata da veneti, friulani, gente del Nord Est, poveracci in cerca di un pezzo di terra… e questi coloni soppiantarono la popolazione locale, che erano i butteri: perlopiù pastori, bovari bravissimi coi cavalli, al punto che una volta venne Buffalo Bill a sfidarli, lo sapevi?

Sì, mi pare di ricordare... È una specie di leggenda locale, no?
Ma quale leggenda, è un fatto storico accertato. Buffalo Bill venne a fare questo tour circense che si chiamava Wild West Show o qualcosa del genere, e sai com’è, si metteva a fare il cowboy sui cavalli, le corse, le esibizioni… Solo che una volta sfidò i butteri di Cisterna (un posto in provincia di Latina) e quelli gli fecero il culo. Lo stracciarono proprio. Ti posso anche dire il nome del tizio che lo sconfisse, a Buffalo Bill: Augusto Imperiali.

Immagino ne andiate molto fieri.
C’è una diatriba con Velletri su quale sia la vera città d’origine di Augusto Imperiali, ma in linea di massima diciamo che la sua provenienza latinense ormai è accettata.

Prosegui col paragone con l’America. Saprai che praticamente qualsiasi provincia italiana è convinta di essere l’America, no? Tipo Guccini e il suo “tra la via Emilia e il West”. O gli 883 che paragonavano Pavia a Los Angeles. Deve essere una specie di complesso urbano. Tu in America ci sei mai stato?
Come no. Ci ho vissuto, anche.

Ah sì? E dove?
A New York. Ma solo per qualche mese.

Ti sentivi a tuo agio a New York?
Molto. Un po’ mi ricordava Latina, in effetti.

Dici? Io sono stato sia a Latina che a New York e in tutta onestà non mi sembrava che si somigliassero. Deve essermi sfuggito qualcosa.
Ma guarda, c’è il mio amico David dei Sigfried and Roid-Rage che a Latina ci veniva spesso, e lui diceva sempre “Quando sono a Latina per me è come essere a casa!” Anche se in effetti più che a New York la paragonava alle cittadine dell’Alabama. Forse perché anche a Latina il punto di ritrovo per eccellenza è la gas station.

A me più che l’Alabama (che non ho mai vistato), Latina ha sempre fatto pensare più… non so, hai presente Lovecraft?
Sì... Più o meno.

Lui ambienta molte delle sue storie in queste cittadine del New England paludose e depresse, popolate da gente strana, semi-incestuosa, mezzi mostri che nascondono segreti indicibili… Ecco, l’impressione che mi ha fatto è quella.
Be’, è una città un po’ malata, quello sì. C’era anche la centrale nucleare, quindi magari…

Dici che magari ha influito.
Può darsi. Latina è piena di criminali, anche. È la piazza principale in Italia per il traffico di armi.

Ah sì?
Almeno mi pare di aver letto così. Latina e Velletri.

Velletri?
Sì, sempre quella con cui c’è la diatriba sul buttero Imperiali.

Quindi a Latina andate tutti in giro con la pistola?
Certo. Cioè, non tutti tutti. Però è abbastanza diffuso.

Tu conosci gente, hai amici che in casa hanno la pistola?
Sì, perché? Ne vuoi una?

Se te lo chiedessi potresti rimediarmela?
Ho amici… ma dici sul serio?

Tu la pistola ce l’hai?
No, io no. Nemmeno la mia famiglia. Però c’è questa gente così, che magari gli piace sparare in aria, o agli autovelox sulla Pontina, cose del genere. C’era questo tizio che abitava vicino da me, che quando litigava con la moglie per sfogarsi prendeva la pistola e sparava.

Alla moglie?
No no, in aria. Dai per favore, cambiamo argomento.

Pensi sia pericoloso parlarne?
Mi sento a disagio, ecco.


Via.

Vuoi che ti chieda perché i tuoi testi sono tristi?
Non è che sono tristi. Cioè, un po’ sì. Sempre per via di Latina, per l’architettura littoria, il marmo, queste strade dritte, i palazzi squadrati ma dimessi … Non è come l’Eur a Roma, che è monumentale e quando ci entri fai “uau”. A Latina è tutto più in piccolo ma come… metafisico, e questo un po’ influisce sul carattere delle persone. E poi c’è la profezia…

La profezia?
La profezia di Latina. Tornerà palude. È un posto che semplicemente non dovrebbe esistere.

Tempo fa parlavo col nostro comune amico Demented, che anche lui come saprai ha dei contatti da quelle parti, e mi diceva di Sabaudia…
Ah be’ certo, Sabaudia. È sempre Latina, un’altra città di fondazione.

Demented mi diceva che a Sabaudia c’era il mostro di Loch Ness.
Sì, gira questa voce. Cioè, non è il mostro di Loch Ness perché non stiamo in Scozia, ma è comunque il mostro di Sabaudia. La zona di Latina è anche uno dei maggiori centri ufologici italiani, ci sono un sacco di avvistamenti.

A chi non conosce Latina, cosa ti sentiresti di dire? Di andare a visitarla, di conoscerla?
Certo, assolutamente. Tutti dovrebbero visitarla almeno una volta nella vita.

Pensi che il tuo disco possa contribuire a fare un po’ di pubblicità a questa amena cittadina dell’Agro Pontino?
Può darsi. Però ecco, non mi far passare per il cantante della vita di provincia dai. Insomma, non era questo l’intento.

Trovami uno slogan per Latina.
Uhm, ci devo pensare… Che ne pensi di “Nel Lazio non c’è solo Roma”?

È orribile. Diamo almeno un indizio ai lettori: tipo non so, a parte New York e l’Alabama a quale altro posto la paragoneresti?
Uhm… Un po’ al Far West. Sempre per via delle pistole.

E su, basta con l’America. Troviamo un parallelo italiano, dai. Tipo “Latina: la Firenze dell’Agro Pontino”.
Ok.

Intendi dire che veramente è la Firenze dell’Agro Pontino?
No no, con Firenze non c’entra niente. Era solo per venirti dietro.

E allora dai, qual è la città italiana che più paragoneresti a Latina?
Uhm… Credo Foggia. Direi Foggia, sì.  

“Nel Lazio non c’è solo Roma: ma anche Latina, la Foggia dell’Agro Pontino”. Suona bene, no? Di cosa vogliamo parlare adesso? È vero che uniranno la provincia di Latina a quella di Frosinone? Come la state prendendo?
Non tanto bene. Perché vedi, Frosinone per noi è un po’ come il Canada. Ma sto cercando di allacciare i primi rapporti con i nostri vicini d’oltreconfine, per conoscerli meglio. Sono stato a Ceccano, un posto molto bello. È pieno di salite. E naturalmente anche di discese. Sembra proprio il Canada, devo dire. Credo ci nevichi anche.

Forse... di Calcutta è uscito questa settimana per Geograph Records. Maggiori info qui.

 

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