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      La Silicon Valley dell'erba - Parte 1

      Matt Ellis non fuma erba. La prospettiva del familiare senso di paranoia che può seguire l'assunzione è sufficiente a fargli passare la voglia di ricominciare. Ma questo non significa che la marijuana non gli piaccia, o che non ne abbia bisogno. "Alla fine della fiera, è una questione di soldi," spiega. La sua società, con sede a Denver, si occupa d...

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      Matt Ellis non fuma erba. La prospettiva del familiare senso di paranoia che può seguire l'assunzione è sufficiente a fargli passare la voglia di ricominciare. Ma questo non significa che la marijuana non gli piaccia, o che non ne abbia bisogno.

      "Alla fine della fiera, è una questione di soldi," spiega. La sua società, con sede a Denver, si occupa dell'estrazione di biomasse, ed è una delle tante ad aver beneficiato dell'ondata di innovazione tecnologica che ha accompagnato la legalizzazione di piccole quantità di cannabis a scopo ricreativo in diversi stati americani, tra cui il Colorado. "Non fraintendermi, voglio essere d'aiuto alla gente," prosegue Ellis riferendosi alla fiorente industria della cannabis a scopo medico, "ma dobbiamo guadagnare in un modo o nell'altro."

      In Colorado sono in molti a pensarla come lui. Lo stato diventerà il primo mercato regolamentato della cannabis a scopo ricreativo di tutti gli Stati Uniti, e dall'entrata in vigore dell'emendamento 64 i maggiori di 21 anni potranno recarsi nei dispensari autorizzati e acquistare legalmente fino a 28 grammi di cannabis. Allo stesso tempo è permessa la coltivazione casalinga, previa licenza e con limitazioni riguardanti il numero di piante.

      In un luogo in cui tecnologia, politica, economia, scienza e piacere si incontrano, parlare di Silicon Valley dell'erba non è mai stato così appropriato.

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