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Questo giovane vignaiolo ci ha spiegato perché le fiere di vini naturali sono così importanti

Guido Grillo ha iniziato a fare vino naturale dopo un'epifanica edizione di Live Wine, l'evento che a marzo porta alcuni dei migliori vignaioli naturali a Milano.

di Giorgia Cannarella
13 febbraio 2020, 10:33am

Tutte le foto per gentile concessione dell'intervistato

Questo articolo è in collaborazione con Live Wine
l'evento si svolgerà il 1-2 marzo a Milano (Palazzo del Ghiaccio)

Quando Guido Grillo è arrivato a Live Wine, nel 2013, in testa aveva un obbiettivo: "andare alla ricerca di difetti nei vini." Stava iniziando a esplorare il mondo del vino naturale con curiosità, ma anche con la testa piena di stereotipi e pregiudizi, come i vini naturali che puzzano, che sono acidi, che sono imbevibili. Quei giorni alla Fiera Internazionale del Vino Vivo gli hanno fatto capire che "o quello che mi avevano insegnato era sbagliato, o stavo vivendo un sogno," e l'hanno convinto a provarci lui stesso.

Ci hanno insegnato a fare vino in modo standardizzato. Per lungo tempo ho messo nell’uva una serie di prodotti enologici che non c'entravano niente con l’uva

Sette anni, dopo l'azienda vinicola Elios, fondata nel 2015 da Guido Grillo e dal socio Nicola Adamo, ex ingegnere informatico, è una delle realtà più interessanti nel vino naturale in Sicilia.

Vigne
Foto per gentile concessione di Elios

Il percorso di Guido nel mondo del vino comincia con gli studi di enologia all'università e un lavoro come consulente in numerose cantine. "Ci hanno insegnato a fare vino in modo standardizzato. Per lungo tempo ho messo nell’uva una serie di prodotti enologici che non c'entravano niente con l’uva. Il primo a farmi riflettere è stato un mio ex professore dell’università che mi diceva 'Nel mosto c’è tutto quello che serve perché diventi vino'."

Se bevi troppi vini convenzionali la mattina dopo sei morto di nausea e mal di testa. Se bevi tanti vini naturali, ti svegli pulito, stai bene.

La prima scintilla di interesse per il vino naturale non gli si accende da produttore, bensì da bevitore: "Se bevi troppi vini convenzionali la mattina dopo sei morto di nausea e mal di testa. Se bevi tanti vini naturali, ti svegli pulito, stai bene. Il problema non è l’alcol, ma un insieme di pratiche, filtrazioni e coadiuvanti enologici che impoveriscono il vino."

Uva

Studia, viaggia, partecipa alle fiere di settore. Il lavoro di consulente inizia a stargli stretto. Lui e Nicola prendono in mano due appezzamenti ereditati dalla famiglia nella zona di Alcamo e iniziano a coltivare vitigni autoctoni come Grillo, Cataratto, Nero d'Avola, Zibibbo. "In Sicilia il vino è sempre stato appannaggio delle famiglie più nobili. Noi, che nobili non siamo, volevamo rappresentare noi stessi: due trentenni che vogliono interpretare il proprio territorio nel vino. Che lavorano con etica e consapevolezza, senza prodotti e pratiche invasive. E credimi non è facile: ci vuole molta più competenza nel fare il vino senza aggiungere niente."

Vini Elios

Un esempio della loro filosofia è il Glou Glou, un 100% Nerello Mascalese che prende il nome proprio dalla sua facilità di beva, dalla leggerezza e la freschezza decisamente in contrasto con quello che, per anni, ci si aspettava dal vitigno. Un altro esempio è il Modus Bibendi Rosso, Nero d'Avola in purezza: "Fino a qualche anno fa andava di moda il Nero d'Avola che sapeva di rovere, robusto, molto alcolico. E tutti lo facevano così. Ma il vino non va fatto in favore del mercato. Sembra quasi che non serva una grande uva, ma solo grandi enologi, che mettono in atto procedimenti chimici, e fisici, in favore del mercato. Noi invece pensiamo che tutto parta dall'uva e dal territorio in cui cresce."

In Sicilia il vino è sempre stato appannaggio delle famiglie più nobili. Noi, che nobili non eravamo, volevamo rappresentare noi stessi: due trentenni che vogliono interpretare il proprio territorio nel vino

Tra le sue ispirazioni ci sono stati colleghi vicini - Aldo e Alessandro Viola, Nino Barraco, Badalucco, Porta del Vento - ma anche colleghi lontani come i "grandi sloveni": "Gravner, Princic, Radikon. "Non si tratta di copiare, ma di prendere ispirazione, e contestualizzarla nel territorio. E sempre farsi la domanda fondamentale: questo vino mi piace? Questo vino mi fa male se lo bevo?."

Uva

Live Wine mi ha fatto credere che un modo diverso di fare il vino fosse possibile. Il mondo ha bisogno di vino artigianale.

Guido è tornato molte altre volte a Live Wine: come appassionato neofita prima, come produttore-espositore poi. E anche quest'anno porterà i vini di Elios all'edizione 2020 che si terrà domenica 1 e lunedì 2 marzo al Palazzo del Ghiaccio di Milano.

Saranno presenti 150 produttori italiani ed esteri che "lavorano con metodi agricoli rispettosi della terra e della naturale vitalità del vino": sarà un'occasione per conoscerli, ascoltare le loro storie e ovviamente assaggiare il loro vino, ma anche per partecipare a degustazioni guidate di approfondimento. Noi saremo lì, a bere, a parlare, a conoscere, a bere l'abbiamo già detto?, perché come dice Guido, "Live Wine mi ha fatto credere che un modo diverso di fare il vino fosse possibile. Il mondo ha bisogno di vino artigianale."

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