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Vice Blog

Bombe a Kampala

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di it
16.7.10

Domenica scorsa durante la finale dei Mondiali è scoppiata una bomba a circa due minuti di distanza da casa mia. È esplosa in un piccolo ristorante etiope in cui ero passato un'ora prima e sono morte 13 persone. Circa un'ora dopo, altre due bombe sono esplose in un bar in un'altra zona di Kampala. Finora, il bilancio è di 74 morti.

Al momento della prima esplosione ero in un bar a vedere la finale con un altro centinaio di persone. C'era un sacco di gente in giro. Qualcuno ha sentito l'esplosione e ha detto a me e i miei amici che sarebbe stato meglio tornare a casa, ma abbiamo pensato che non fosse niente di grave e siamo rimasti, del resto, nessuno avrebbe pensato che una cosa così sarebbe accaduta a Kampala. Quando sono esplose le altre due bombe, molta gente è andata via.

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Dopo aver aspettato il taxi con alcuni amici che tornavano a casa, io e un mio collega siamo andati a vedere cos'era successo. Ci siamo diretti sul luogo della prima esplosione, un quartiere chiamato Kabalagala, una sorta di distretto a luci rosse, molto frequentato di sera. Abbiamo convinto la polizia a lasciarci passare oltre il cordone e abbiamo trovato un altro gruppo di giornalisti anche loro confusi come noi. Nessuno capiva cosa stesse succedendo. Si diceva che al-Shabab (il gruppo islamico militante principale in Somalia) ce l'avesse con l'Uganda per il suo coinvolgimento nelle operazioni di peacekeeping nella regione e che avesse già minacciato di colpire l'Uganda. Eppure, nessuno riusciva a credere a quello che era successo nella "nostra piccola Kampala," come ha detto un mio amico.

Dopo un po' è uscito dal ristorante un furgone con i cadaveri. Nella parte di dietro c'erano pezzi di corpi impilati, si vedevano teste scoperte, arti a metà e interiora sparse ovunque. Non quello che mi aspettavo di vedere quella sera.

Abbiamo parlato con vari passanti confusi che hanno sentito l'esplosione e sono scappati, e ascoltato i consigli della polizia di rimanere calmi prima di spostarci verso il luogo della seconda esplosione al Rugby Club (un circolo sportivo e un bar frequentato).

Qui la polizia non faceva passare nessuno. Le foto il giorno dopo mostravano corpi pieni di shrapnel ancora nelle loro poltrone. Un amico dottore è andato a vedere se poteva aiutare ma ha detto che ha trovato solo morti. Ho parlato con un sopravvissuto tornato per riprendersi la macchina, ed era completamente sotto shock. Anche lui ha sentito l'esplosione ed è scappato via veloce. È stato lanciato in avanti dallo shock e si è allontanato a gattoni. Dopo un po' si è reso conto che la schiena era piena di shrapnel e stava sanguinando. Non riusciva neanche a guardarci negli occhi.

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Ho parlato con alcuni guidatori di boda boda (motociclette-taxi) che erano dall'altra parte della strada. Non avevano visto oltre i muri alti ma avevano sentito l'esplosione e visto il fumo. Dopo, hanno detto, centinaia di persone ferite e confuse si sono riversate fuori. Alcuni sanguinavano, altri avevano avuto delle parti del corpo completamente amputate.

In entrambi i luoghi, nessuno sapeva cosa fare, chi fosse stato o come reagire. Ho scritto un appunto sul telefono alle 1:23 che rappresenta, credo, il sentimento generale, "Nessuno si aspettava una cosa simile, non a Kampala."

Siamo andati al Mulago Hospital-l'ospedale principale in Uganda, dove erano stati portati molti dei feriti. Siamo arrivati verso le 2 e abbiamo immediatamente visto quanto fossero stati gravi gli attacchi. Dottori e infermiere correvano su e giù, cambiando paia su paia di guanti insanguinati e guidando le persone che a malapena si reggevano in piedi lungo il corridoio. Se non siete mai stati al Mulago, dovete sapere che è un'esperienza abbastanza difficile. È una reliquia dell'Impero Britannico, con mancanza di fondi, personale, e macchinari adeguati. La prima volta che ci sono andato ho visto due cadaveri,e quello era un giorno normale. Ci sono problemi endemici riguardanti la mancanza di fondi che portano alla corruzione e al servizio scadente. In pratica, è un casino.

Un uomo ferito al Mulago Hospital

A questo punto, ho iniziato a ricevere avvertimenti da vari amici in giro per la città: non prendere il boda. La polizia stava prendendo misure per fermare la gente che pare stesse dando fastidio alle macchine in città. In più, i guidatori di boda boda, come a volte accade, erano stati mobilitati come una sorta di squadra di polizia antisommossa clandestina, armati di grandi bastoni e un approccio molto violento.

Oggi, l'aria in città è strana. La vita a Kampala si svolge in strada-i venditori di cibo, i mercati, il traffico e i bar si riversano dagli edifici sulla strada. Come in seguito alle risse in città l'anno scorso, la gente ora se ne sta in casa, specialmente di notte. Oggi, a qualche giorno dagli attacchi, un po' più gente sta uscendo ma immagino che arrivata sera, la stessa desolazione ripiomberà sulla città.

ROWAN EMSLIE