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PROTESTARE ALLA GIAPPONESE

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di it
14.4.11

Il weekend scorso, i manifestanti giapponesi hanno organizzato a Tokyo la più grande dimostrazione pubblica dagli anni Settanta ad oggi, ma, dato che sono persone tanto educate, sembrava più una mega passeggiata collettiva in allegria che un'apocalisse di fumogeni e manganelli volanti, il genere di cosa a cui siamo abituati qui in Europa. Il corteo contro il nucleare ha inondato le strade della città con dolcezza contrita, i manifestanti seguivano una guida passo passo alla protesta, l'opuscolo illustrato La mia prima dimostrazione, distribuito a tutti gli astanti. È stata assolutamente una bella giornata all'aria aperta.

I giovani giapponesi sono spesso descritti, dagli sprezzanti media domestici, come un branco di inutili, apatici cazzoni. Per questo, migliaia di persone che marciano attraverso la capitale per esprimere il loro scontento per l'enorme fallimento del nucleare che sta attualmente causando mutazioni nei pesci su a Fukushima, è un evento piuttosto significativo.

La prima, originale ondata di proteste, tra la fine degli anni '60 e l'inizio dei '70, è stata piuttosto potente. I ragazzi si gettavano in scontri violenti per ogni cosa, dal reintegro degli ufficiali di governo dell'era fascista e gli accordi commerciali con l'America, fino alla costruzione di nuovi aeroporti. Forse era per paura di una nuova ondata di dissenso popolare che la stampa tradizionale giapponese ha deciso di ignorare completamente il fatto che la protesta in atto stesse anche solo avendo luogo. Preferivano che i ragazzi rimanessero dei pigri cazzoni, dopotutto.

I ragazzi che organizzano la protesta l'hanno chiamata "La rivolta dei dilettanti," che non è proprio un nome che trasuda fiducia in se stessi, e anzi, riassume abbastanza bene quel tipo di vibrazione benintenzionata, ma poco concentrata. La maggior parte delle persone stava marciando per la prima volta, solo curiosi di tastare il terreno, quindi non risultava molto inferocita. Dopo troppi anni passati a giocare a Metal Gear Solid, un paio di matti stava assaporando l'opportunità di gridare e sbraitare su come avrebbero dovuto organizzare gli elicotteri, ma, generalmente, la gente ha fatto quello che voleva e espresso se stessi, ognuno a modo suo, facendola sembrare, a volte, un po' come una pubblicità ambulante dell'Uniqlo.

Solo in Giappone l'atto di protesta può implicare lottare per il tuo diritto di scusarti e prenderti la colpa di un enorme disastro naturale.

L'ultimo tratto della protesta si è fatto un po' più movimentato. C'erano solo un paio di corsie libere in strada, quindi la gente fuoriusciva da ogni parte e si arrampicava sulle cose. La polizia cercava di riportare i manifestanti in strada, ma era impossibile distinguerli dai pedoni. Un ubriaco è stato quasi picchiato, ma alla fine non è successo nulla.

Tutti i presenti hanno ricevuto questo adorabile libello – Hajimete no Demo, o "La mia prima manifestazione".

In sostanza è una guida divertente a cos'è una dimostrazione e come farne una in grande stile. Ecco alcune foto e citazioni per darvi un'idea generale.

Ghandi-san appare nell'opuscolo come l'inventore della protesta. Non voglio fare il Capitain History della situazione, ma non sono proprio sicuro che l'abbia inventata lui. La rivoluzione francese è stata una specie di grande protesta di successo e tutta la questione Gesù sulla croce una bella prova di teatro della resistenza.

Ecco una guida per disegnare un logo del nucleare, illustrata da una scimmia e da un cucciolo d'orso, due simboli di autonomia e ribellione che terrorizzeranno le autorità giapponesi in direzione di una riforma nucleare, garantito.

Ecco come creare degli striscioni per dire alla gente di mangiare più pesce. Come se i giapponesi non mangiassero già abbastanza pesce.

Un sacco di piccole e pratiche dritte su come prepararsi per il grande giorno. Non dimenticare di portare palloncini e cicche per fare le bolle.

Citazione diretta: "Potrebbe essere carino portare delle merendine, visto che nessuno può essere felice a stomaco vuoto. Dividi la tua merendina con tutti gli altri."

Il popolo giapponese è molto delicato. Questo riquadro affronta la dura realtà di andare in manifestazione, ma mette in luce il lato positivo: " Protestare in primavera può essere difficile per chi soffre di allergia, ma, almeno, puoi attaccare degli adesivi sulla tua maschera!"

TESTO: ALEX HOBAN

FOTO: YURIKO YAMAGUCHI