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Sembrano gli One Direction ma sono i leader europei

Domani è l'ultimo giorno utile per trovare un accordo tra la Grecia e i suoi creditori e impedire l'uscita del paese dall'euro. Mentre le trattative continuano, la situazione sembra sempre più simile a un litigio tra adolescenti.

di Nicolò Cavalli
26 giugno 2015, 10:17am

Una strada di Atene. Foto di Dimitris Michalakis, via

Questo post fa parte di Macro, la nostra serie su economia, lavoro e finanza personale in collaborazione con Hello bank!

"Ho cercato di stare abbastanza tranquillo sulla Grecia, ma visti i racconti su come stanno andando le negoziazioni a Bruxelles qualcosa va detto," ha scritto sul New York Times il premio Nobel per l'economia Paul Krugman. "E cioè: che cos'è saltato in testa ai creditori internazionali, e in particolare al Fondo Monetario Internazionale?"

Anche ieri gli incontri tra i leader e i ministri delle finanze europei sul futuro della Grecia—mai come oggi a un passo dall'uscita dall'euro—si sono conclusi con un nulla di fatto. Le decisioni fondamentali sono rimandate a domani, sabato 27, ultimo giorno utile per trovare un accordo in vista del pagamento di 1,5 miliardi di euro che la Grecia deve fare ai suoi creditori il 30 giugno. Quello di sabato sarà il quinto incontro in poco più di una settimana, dopo quattro fallimenti consecutivi.

Così, dopo le Spice Girls, i Litfiba, gli Oasis e gli One Direction anche l'Eurozona rischia seriamente di spaccarsi. Eppure negli ultimi giorni erano stati fatti molti passi in avanti e un accordo sembrava davvero dietro l'angolo, con le borse già a festeggiare.

Il governo greco, guidato dal leader di Syriza Alexis Tsipras, aveva accettato numerose condizioni poste dai creditori pur di sbloccare la tranche da 7,2 miliardi di euro, cercando di negoziare su alcuni punti per un totale di 1,8 miliardi di euro di differenza tra le parti. Ma nella giornata di giovedì il trio dei creditori (la cosiddetta Troika, che comprende Fondo Monetario Internazionale, Commissione Europea e Banca Centrale Europea) ha ribadito che non avrebbe accettato ulteriori cambiamenti alle sue proposte, bloccando di fatto le negoziazioni.

Eppure 1,8 miliardi rappresentano solo lo 0,1 percento del PIL dell'Eurozona, e solo l'uno percento del PIL greco. È una cifra talmente irrisoria che la situazione ha spinto l'economista Francesco Saraceno a scrivere che "non si tratta nemmeno di una negoziazione: l'obiettivo è dimostrare che non c'è una vera alternativa all'austerità, e sono pronti a uccidere l'unione monetaria per provare questo punto"


"Tutti dicono che non c'è nulla di personale," ha dichiarato a POLITICO Europe un alto funzionario europeo la cui identità è rimasta ignota. "Ma in fondo, gli aspetti personali stanno influendo su come stanno andando le cose."

Secondo fonti di Bruxelles, ogni volta che il ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis ha preso la parola durante gli ultimi incontri, i suoi colleghi hanno esternato disappunto e irritazione, infastiditi dai suoi continui ritardi e dai suoi lunghi discorsi teorici sui pericoli e gli effetti negativi delle politiche di austerità. Secondo alcuni, a Varoufakis—nei cui confronti vengono indirizzate, dietro le quinte, parole durissime e oltre i limiti dell'insulto—non viene perdonato l'eccesso di protagonismo, la cui epitome sono le frequenti corse in motocicletta con cui si presenta ai summit più importanti.

Ma anche al capo del suo governo le cose stanno andando meglio. Agli incontri tra i primi ministri, infatti, le richieste di Tsipras—criticato per il fatto di non portare una cravatta—di discutere la questione greca sono state più volte ignorate da Angela Merkel, che preferisce siano i ministri delle finanze a occuparsene.

Anche il summit tra i leader europei sul tema dell'immigrazione ha visto emergere forti tensioni, tanto che Matteo Renzi, in seguito al rifiuto da parte di numerosi paesi di accogliere 40 mila rifugiati introducendo un sistema obbligatorio di quote, avrebbe detto: "Se questa è la vostra idea di Europa, tenetevela. O c'è solidarietà oppure siamo qua a perdere tempo... se volete una accordo solo su base volontaria allora cancellate tutto, lo faremo noi italiani da soli."

Sembrano gli One Direction, ma governano l'Europa. "Ricordate quando avevate 12 anni e credevate che quei filtri per le vostre foto le rendessero fiche? Qualcuno lo pensa ancora!" ha scritto qualche tempo fa su Twitter Lous Tomlinson degli One Direction, ironizzando su una foto di Naughty Boy, il produttore di Zayn Malik dopo il suo abbandono della band. E proprio Zayn ha risposto piccato: "Ti ricordi quando avevi una vita e smettevi di fare commenti acidi sulla mia?"

In fondo la situazione a Bruxelles è ormai non molto diversa dalle polemiche tra i membri della band. Anzi, quando gli One Direction hanno deciso di sciogliere la loro formazione originaria la cosa è stata più indolore e molto meno drammatica di questo infinito tira e molla europeo. Con la differenza che nessuno sarà pronto a lanciare l'hashtag #CutForEurope, visto che l'Europa di tagli ne ha già imposti parecchi—e finora con scarsi risultati.

C'è comunque ancora tempo per un accordo e nella notte di giovedì alcuni funzionari greci si sono lasciati andare a segnali di ottimismo. La sensazione è che un accordo ci sarà—così come qualcuno crede che gli One Direction torneranno insieme. Ma se l'accordo dovesse essere troppo favorevole alle condizioni dei creditori, non è detto che il governo di Tsipras riuscirà a reggere l'impatto in Parlamento. In questo caso, in Grecia verrebbe formato un nuovo governo filoeuropeo, lasciando aperto il campo a ulteriori negoziati.

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