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A qualcuno interessano ancora le FEMEN?

Lunedì le FEMEN hanno portato la loro guerra per la "vittoria totale sul patriarcato" alla tappa londinese del Tour de France. Non avendo idea di cosa potessero avere a che fare le biciclette con la violenza sulle donne, sono andata a vedere.
Hannah Ewens
London, United Kingdom
10.7.14

Lunedì pomeriggio le FEMEN hanno portato la loro guerra per la "vittoria totale sul patriarcato" alla tappa londinese del Tour de France. Mi era stato detto che la protesta si sarebbe svolta a Westminster alle tre di pomeriggio. Non avevo idea di cosa potessero avere a che fare le biciclette con la violenza sulle donne, così sono andata a vedere.

La dimostrazione aveva ben poco a che fare con il tour, e mirava più che altro alla possibilità di sfruttare un luogo particolarmente frequentato. Ma quando sono arrivata sul posto, la zona non era granché affollata. Per dire, non più affollata di Oxford Street o di un fast food all'ora di pranzo.

Fortunatamente per le FEMEN, però, sembrava ci fossero molti giornalisti e fotografi pronti a scattare qualche foto. Andavano in giro con un'aria annoiata, fumando e fermandosi ogni tanto a chiacchierare tra di loro.

Alle tre in punto, tre FEMEN sono arrivate in piazza. Una di loro si stava ancora togliendo i pantaloni. Hanno iniziato fin da subito a ripetere lo slogan scelto per quella manifestazione: "Punite da Dio. Dimenticate dalla società".

Intorno a loro, ferme immobili e con i pugni verso l'alto, si è radunata una piccola folla.

Non sapevo ancora contro cosa stessero protestando. Poi le attiviste mi sono venute in aiuto gridando "Basta MGF"—mutilazione genitale femminile—dopodiché si sono voltate e si sono dirette verso la recinzione metallica che delimitava il circuito del tour. Lo stesso slogan che stavano urlando era dipinto sulle loro schiene; d'improvviso le macchie di vernice rossa sulle loro mutande avevano tutto un altro significato.

Hanno scavalcato la recinzione e occupato la strada vuota. A quel punto qualche altro passante si è voltato e i turisti si sono messi a osservare la scena a distanza di sicurezza.

La polizia è intervenuta per far cessare la protesta, i fotografi hanno fatto una grande quantità di scatti e i turisti hanno puntato i telefoni cellulari in loro direzione.

Ovviamente, il tutto era esagerato e ipersessualizzato—a partire dalle espressioni, dai movimenti e dalle posizioni assunte dalle attiviste. Inarcavano la schiena e spingevano il petto in fuori.

"Mi fai male!" ha urlato una a una poliziotta dall'aria vagamente annoiata. Alla fine, le foto scattate sembravano raffigurare una battaglia a cuscinate tra ragazze. Solo, con in più una piccola dose di brutalità poliziesca.

Mentre la polizia le caricava sulla camionetta ho chiesto ad alcuni presenti contro cosa pensavano stessero protestando. Santiago, 27 anni, spagnolo, mi ha detto, "Non ne ho idea. Non ne ho la minima idea." Ho fatto la stessa domanda a Rhianna Saunders, 15 anni, di Birmingham. Mi ha risposto, "Contro l'EDM, credo." La musica elettronica non c'entrava, ma meglio che niente. Neanche Bill e Matt Graeff di Philadelphia avevano idea di cosa si trattasse, e mi hanno detto: "Siamo americani. Non ne abbiamo idea."

Alle tre e mezza, la protesta delle FEMEN si era conclusa e il Tour de France poteva continuare. Secondo alcune stime, nel Regno Unito circa 24.000 ragazze sotto i 15 anni sarebbero a rischio di mutilazioni genitali. Per cui, in un certo senso, qualsiasi tentativo di portare questa tematica al centro dell'attenzione è più che utile. Ma non sono sicura di quanto sia stata efficace la protesta di ieri.

Da una parte si può dibattere sul fatto che i metodi di protesta delle FEMEN, da loro stesse denominati "sextremisti", siano radicali e progressisti oppure contradditori e auto-svilenti. Ma mi chiedo anche se i mezzi di informazione e l'opinione pubblica non siano diventati insensibili a queste continue proteste. E se le FEMEN cambieranno un giorno le loro tattiche.

In un certo senso, si può fare un parallelo tra ciò che penso dei metodi di protesta delle FEMEN e la mia reazione alla mutilazione genitale femminile: sono entrambe cose che scandalizzano e fanno orrore così costantemente da rischiare di renderti insensibile a esse. Ed è vergognoso, perché la mutilazione genitale femminile è una pratica che va fermata. Ma non sono sicura che la protesta delle FEMEN sia stata abbastanza chiara su questo punto, o si sia limitata a uno spettacolo mediatico, uno spettacolo che ormai annoia persino i mezzi d'informazione.

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