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arte

Una donna ha chiesto a 25 Paesi di photoshopparle la faccia

L'esperimento sul concetto di bellezza della giornalista Esther Honig è diventato virale, e noi abbiamo voluto parlarne con lei.
02 luglio 2014, 7:10am

Esther Honig esplora la bellezza a livello globale. Di giorno è una giornalista freelance e social media manager, e spesso su Internet si ritrova a contatto con foto modificate. Da lì le è venuta l'idea di indagare le diverse interpretazioni della bellezza a seconda della cultura di appartenenza. Per una serie di foto intitolata Before and After—che è diventata virale ed è stata pubblicata ovunque nel web—ha semplicemente fatto questa richiesta a dei grafici di 25 Paesi diversi:

"Ciao, mi chiamo Esther Honig e vorrei migliorare questa [mia] foto usando Photoshop. So che farete ciò che vi sembra più appropriato. Fatemi sembrare bella."

I risultati sono decisamente diversi da Paese a Paese. Il colore degli occhi, i vestiti, i capelli e persino la tonalità dell'incarnato sono stati modificati dagli scalpelli digitali dei grafici di tutto il mondo. Non ci sorprende che la Honig pakistana sia molto diversa da quella serba e da quella filippina. Ogni dettaglio rivela qualcosa della cultura di appartenenza del grafico—o forse della sua personale idea di bellezza. "Anche se c'erano degli aspetti comuni in riferimento alla bellezza, " ci ha detto la Honig, "gli individui, non importa di quale cultura, hanno avuto idee diverse sul significato della parola bella."

La mente (e la faccia) dietro a questo progetto ha parlato con The Creators Project di com'è essere reinterpretata più di 20 volte, dell'influenza di Photoshop nella società moderna e di cosa ha imparato da questo esperimento.

Stati Uniti

The Creators Project: **Cosa ha ispirato Before and After? C'è stata qualche immagine o un progetto chiaramente photoshoppato che ti ha fatto venire l'idea?**

**Esther Honig: **Volevo inserire me stessa nella questione e usare la mia immagine come punto di partenza per l'esperimento. Online spuntano di continuo nuove storie e collezioni di immagini che esaminano le implicazioni di Photoshop. Non direi che ce n'è stata una in particolare che mi ha ispirato, più che altro mi sono resa conto di poter diventare io stessa parte di quell'argomento. Sono un'avida lettrice e consumatrice digitale quindi ho letto molto su come Photoshop generi immagini di bellezza irraggiungibile. Ciò che non era stato discusso era come cambiavano gli standard di "bellezza irraggiungibile" da persona a persona e da cultura a cultura.

L'dea mi è venuta durante il mio lavoro diurno, facevo la social media manager per una startup locale. Il mio capo mi ha fatto conoscere Fiverr, una piattaforma internazionale che permette di trovare freelance in tutto il mondo, dai grafici ai doppiatori, ai traduttori. Mi ha chiesto di usare questo sito contattare lavoratori con tariffe basse per i progetti a cui dovevo lavorare. Allora ho familiarizzato con la piattaforma e ho conosciuto centinaia di persone da più di una dozzina di Paesi che offrivano le loro competenze in materia Photoshop. Ho capito che in questa miriade di persone ognuno aveva le proprie inclinazioni estetiche. Se mandavo ad alcuni di loro la stessa immagine sicuramente la modificavano in modi molto diversi, contrastanti, influenzati dalla loro idea personale e culturale di bellezza. L'introduzione, relativamente recente, dei siti di outsourcing freelance avrebbe reso possibile per la prima volta un esperimento del genere.

Ho iniziato a mandare la mia immagine a quattro, forse cinque freelance per volta e ogni volta ricevevo risultati interessanti. Anche se non vedevo i pattern o i presunti archetipi di bellezza che mi aspettavo, ho deciso di farne un progetto esaminando in che modo gli standard di bellezza irraggiungibile variano da cultura a cultura, a livello globale.

Filippine

Puoi parlarci delle conversazioni che hai avuto con i collaboratori? Era una richiesta semplice tipo "fammi bella con Photoshop" o hai dato loro uno spunto più ampio? E come hai selezionato i partecipanti?

Questa è la richiesta che mandavo inizialmente:

"Ciao, mi chiamo Esther Honig e vorrei migliorare questa foto usando Photoshop. So che farai ciò che ti sembra più appropriato. Fammi sembrare bella."

In alcuni casi i freelance volevano un'immagine da usare come esempio. Dicevo loro di immaginare come la mia foto sarebbe stata modificata per essere pubblicata su una rivista di moda del loro Paese. Volevo che la mia richiesta fosse il più aperta possibile, così che avessero la più completa libertà creativa. Volevo che il loro lavoro fosse autentico e influenzato il meno possibile.

Ho scelto i partecipanti a caso. Molti dei loro profili su Fiverr mostrano il loro portfolio, ma alcune di quelle immagini devono essere state prese da altri siti. Li ho scelti a casaccio. Qualcuno aggiunge solo un filtro e un po' di aerografo, altri fanno di tutto. Per la collezione ho scelto le immagini più modificate. Volevo una rappresentazione ampia, e volevo lavorare con persone provenienti da più paesi possibili. Ogni volta che notavo un grafico di una nazione che non avevo ancora tra la collezione lo acciuffavo.

Kenya

Cosa ne pensi del progetto ora che è finito? Il risultato è quello che ti aspettavi?

No, non è per niente quello che mi aspettavo. Non ho visto i pattern che mi immaginavo e stavo quasi per abbandonare del tutto il progetto. Poi ho iniziato a guardarlo da un altro punto di vista; queste persone non prendevano spunto solo dall'idea di bellezza nella loro cultura, ma anche dalla loro estetica personale. Ho cominciato a capire che sebbene esistano degli archetipi di bellezza, gli individui, a prescindere dalla cultura, hanno idee diverse sul significato della parola "bella".

Qual è stata la parte più difficile del progetto? Come hai superato le barriere linguistiche? Qualcuno ha avuto problemi a creare quello che tu richiedevi?

Sì, penso che la lingua sia stata una barriera nella creazione di queste immagini. Quando si comunica tramite messaggi non si può essere davvero certi di quello che capisce l'altra persona. Il più delle volte ho potuto scrivere in inglese ai freelance, anche se credo che a volte abbiano usato Google translate.

Alcune persone mi hanno mandato immagini ben poco modificate. Forse avevano usato un filtro e un po' di timbro clone, ma comunque le considero rappresentazioni valide per il progetto, solo che sono meno interessanti da osservare.

Questo progetto ha rivelato o sottolineato delle differenze culturali o delle percezioni della bellezza che non ti aspettavi? I risultati hanno rafforzato dei preconcetti che potevi avere su come nel mondo si valuta l'estetica? C'è un'immagine che ti ha particolarmente sorpreso?

È importante ricordare che ogni foto è stata modificata da una persona. Non è facile capire cosa è soggettivo e cosa è culturale—è questa la cosa interessante, capire le influenze possibili. Molte delle foto sembrano rifarsi a periodi diversi—sembrano bloccate in un'epoca o moda—dall'estetica anni Settanta al glam rock anni Ottanta. Ci rivela quando i vari ideali di bellezza hanno raggiunto diversi angoli del nostro pianeta, e come sono stati adottati e modificati.

Pakistan

Ci sono delle immagini che preferisci, e perché? E quelle che ti piacciono meno?

Il Marocco ha mandato l'immagine più dinamica. La scelta di vestirmi con uno Hijab ha introdotto un nuovo elemento al concetto di bellezza e di usanza religiosa che non avevo considerato. Invece appena ho visto l'immagine degli Stati Uniti (quella con i capelli biondi) ho urlato. Era stata modificata così radicalmente che mi sembrava di guardarmi allo specchio senza riconoscere la faccia che vedevo.

Cosa hai imparato dal progetto a livello personale? Pensi che la percezione che hai di te stessa sia cambiata?

Guardando le immagini di Before and After si possono trovare dei trend nei modelli di bellezza che rappresentano le culture di origine di ogni grafico, ma questa percezione si basa sull'interpretazione soggettiva. Nel complesso ciò che ho imparato da questo progetto è che Photoshop ci permette di ottenere i nostri standard di bellezza irraggiungibile. Quando mettiamo a confronto i vari standard a livello globale, l'ideale di bellezza è un concetto ancora più vago. Quasi neutralizza il concetto di bellezza universale.

Onestamente questo progetto in qualche modo ha influenzato la percezione di me stessa. Ho volontariamente portato avanti il progetto e sono contenta di come sia ruscito, ma mi ha fatto notare determinate cose, come il mio colorito non uniforme, che è stato modificato da quasi tutti i grafici. Anche le mie sopracciglia sono più spesse del normale, visto che spesso sono state sfoltite e colorate.

Before and After è stato molto diverso dal mio solito lavoro da giornalista. Ho trovato uno spazio speciale tra l'autoriflessione, la riflessione sulla società e il giornalismo fotografico, fatto apposta per i social media. In futuro vorrei tradurre altri miei lavori come giornalista in queste piattaforme in espansione. Dopotutto questo sembra essere il modo in cui interagiremo e scopriremo informazioni.

Marocco

Quali sono le idee per il tuo prossimo progetto? In che modo Before and After ha influenzato i tuoi piani per il futuro?

Degli sconosciuti mi inviano di continuo immagini nuove, modificate prendendo la mia foto, come "cortesia". Lo scopo iniziale è stato travisato, visto che gran parte delle nuove foto modificate prendono spunto dagli articoli pubblicati sul mio progetto. Questo non vuole svalorizzare queste nuove aggiunte, che sono comunque interessanti e profonde. Chi me le manda forse ha analizzato più a fondo la propria idea culturale e personale di bellezza. Certamente il progetto ha il potenziale per espandersi. Ho pensato a come posso ristrutturare il progetto, magari usando anche le immagini di qualcun altro o chiedendo a dei grafici professionisti di modificarle, e non ai freelance più dilettanti che ho trovato online.

Cile

Immagini per gentile concessione dell'artista. h/t DesignBoom