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Giocate al video musicale interattivo di QVALIA

Abbiamo parlato con Michael Hazani dei QVALIA di quanto sia importante imparare a programmare per rendere la musica giocabile.
9.10.14

QVALIA è il nome di una band formata da più elementi, ma solo quando si tratta delle performance, perché quando si parla dei testi delle canzoni, della produzione e della creazione del video musicale dell'album di debutto del gruppo, This is the Color of My Dreams, il creatore è uno solo, Michael Hazani.

La sua carriera di artista è iniziata dopo aver completato il servizio militare obbligatorio nell'esercito israeliano: due giorni dopo la fine, ha tenuto il colloquio per entrare alla Berklee School of Music di Boston. Hazani è riuscito ad entrare nella scuola, e dopo quattro anni di studi, si è trasferito a New York dove è diventato top liner per l'EDM, aiutando a produrre e scrivere testi per canzoni pop. Ma quando mancava solo un anno alla fine del permesso di lavoro, ha rinunciato a un contratto con Dr. Luke per dedicarsi ai suoi progetti personali.

Mentre lavorava ai testi del nuovo LP, Hazari si è reso conto che uno spazio fisico sarebbe stato tanto importante per il progetto quanto la musica e le parole. Se solo avesse avuto doti di programmatore, avrebbe potuto creare luoghi tanto coinvolgenti quanto quelli che immaginava per ogni canzone. Così ha deciso di imparato a programmare e realizzare i prodotti della sua creatività.

Per il debutto di “Sound The Alarm”, i giocatori di questo video musicale/video game devono cercare di uscire da un labirinto entro il tempo di durata della canzone. Quando la musica si ferma, anche tu ti devi fermare: chi riesce a trovare l'uscita riceve come premio una copia dell'album. È un'esperienza profonda e coinvolgente. Abbiamo parlato con QVALIA della sua nuova creazione:

The Creators Project: come si pronuncia QVALIA?

Michael Hazani: si pronuncia kwah-LIA, come il termine da cui prende il nome.

Che termine?

È un termine usato nella fenomenologia che indica il modo essenziale e soggettivo con cui ogni essere vivente ha esperienza delle percezioni sensoriali. È il modo in cui questa insalata avrà un sapore diverso se la mangio io o qualcun altro; non la percepiamo nello stesso modo o comunque non sapremo mai se il modo in cui ne abbiamo esperienza è lo stesso.

Dove lo hai imparato?

È un concetto in cui mi sono imbattuto guardando un video di YouTube. Credo sia affascinante e ha a che fare profondamente con quello che ho fatto negli ultimi quattro anni—soddisfare i gusti altrui. È un lavoro che ho sempre fatto con orgoglio, che fossi supervisore musicale o produttore di una banale pubblicità o collaborassi con un artista.

Dopodiché ho deciso che c'erano molte cose che volevo fare nel campo musicale e concentuale che non avevo mai esplorato perché mi sono sempre visto solo come uno scrittore di testi per altre persone. Per l'ultimo anno del mio visto da artista ho deciso di dedicarmi completamente a tutto ciò che mi veniva in mente e che la mia immaginazione mi suggeriva: qualche mese dopo essermi imbattuto nei “qualia” ho realizzato tutto ciò.

Com'era lavorare come scrittore di testi per l'EDM?

C'è questo fenomeno dei topliner che lavorano per terzi e scrivono per loro testi che sono poi mixati e messi insieme ai beat. Era piuttosto facile, le canzoni si somigliano tutte. Ho appena visto un video su YouTube di qualcuno che suonava quattro pezzi di Martin Garrix contemporaneamente senza problemi; stessa chiave, stessi BPM ovviamente, ma anche i drop sono esattamente allo stesso momento..

A che progetti lavoravi?

Ci arrivavano richieste come: “Beauty and the Beat di Justin Bieber ha avuto un enorme successo, voglio qualcosa del genere,” e ci lavoravamo su per mezza giornata. Non mi sto lamentando, era un buono studio con ottimi colleghi, ma passavamo metà delle giornate a cercare di capire quale fosse il segreto del successo di una canzone: la formula, il concept, la melodia e tutte queste cose, poi cercavamo di creare qualcosa che, diciamo, vi fosse ispirato ma non ne fosse una copia. E una tipica risposta era “non ci assomiglia abbastanza, abbiamo bisogno di qualcosa che sia come Beauty and the Beat.” Era davvero avvilente.

Posso immaginarlo. Come ti è venuta l'idea per il tuo ultimo lavoro?

Sono un grande appassionato di Wagner. Una delle cose che ammiro di più è che solitamente il libretto dell'opera è scritto da un collaboratore. Se vedete i testi del Flauto Magico o delle Nozze di Figaro di Mozart sono solo chiacchiere, ed è una convenzione, non molto diversa da quella che oggi fa sì che le parole delle canzoni di Ariana Grande non abbiamo un senso grammaticale. Wagner è stato il primo a dichiarare di voler scrivere musica per davvero, non soltanto il sottofondo musicale da unire poi alle parole scritte da altri, voleva raccontare delle storie. Aveva quasi sicuramente delle manie, ma è stata una delle prime persone a scrivere completamente da sé le proprie opere. Progettava le scenografie, il sistema di illuminazione, creava tutto, ed è un fatto che mi ha ispirato molto: ha sfidato le convenzioni e mi ha fatto realizzare quanta libertà di possa avere nel fare le cose.

Stavo lavorando all'album e camminavo spesso lungo le rive dell'Hudson cercando di pensare a testi e concetti. Questo mi ha portato a pensare a un ambiente, uno spazio, e a trovare gli elementi delle canzoni non solo nei testi e nella musica, ma anche nel luogo in cui mi trovavo.

…E hai portato in vita quest'idea.

Pensavo che mi sarebbe piaciuto creare dei vasti spazi per ogni canzone e fare sì che le persone potessero camminarci dentro vivendo un'esperienza sensoriale. Così ho deciso di imparare a creare questi spazi e realizzare un videogioco per realizzare la mia visione.

È stato facile?

Una volta deciso di dedicarmici, è stato abbastanza facile: molti strumenti sono gratuiti. YouTube è stato prezioso per la quantità di tutorial che ci ho trovato. Una delle cose che ho imparato nell'esercito è come apprendere: ero nell'intelligence quindi ho seguito un corso di preparazione di sei mesi 14 ore al giorno di arabo e tecnologia, quindi so come fare qualcosa se voglio.

Che programmi hai usato?

Per creare animazioni e oggetti in 3D c'è un programma open-source chiamato Blender, non paghi in denaro ma in tempo, sudore, lacrime e sangue. È importante sottolineare che è gratis perché non è uno strumento per privilegiati, tutti lo possono usare se gli dedicano il tempo dovuto. Autodesk poi ha molti strumenti utili per fare foto e trasformarle in oggetti multimediali. Poi ho usato Unity, che se sei un progettatore di videogiochi lo conosci: anche di questo c'è una versione gratuita, che richiede abilità da programmatore ma ne vale la pena.

In “Sound The Alarm” i giocatori devono trovare l'uscita di un labirinto, come sei arrivato a questo scenario?

Volevo che il mito greco di Teseo fosse lo scenario della canzone, e anche se la connessione non è immediata, ha degli aspetti emozionali che sicuramente verranno recepiti. C'è una completa libertà di movimento, ma non c'è alcun controllo sulla musica. C'è qualcosa di oggettivo, in un certo senso: e se anche cammini per il labirinto senza trovare un'uscita è comunque un'esperienza soddisfacente perché ci sono molte cose da vedere. Se capisci qual è l'uscita (non troppo facile da trovare, ma comprensibile se si presta attenzione agli indizi), si ottiene un download gratuito dell'album. Ho pensato che se qualcuno si mette d'impegno e cerca di ottenerlo è dovuto al fatto che davvero gli sia piaciuta la mia musica.

Cliccate qui per giocare con il video interattivo di "Sound The Alarm" di QVALIA e cercate di vincere la vostra copia dell'album This Is The Color Of My Dreams.