Polaroid della vita notturna di Amsterdam negli anni Settanta

Oggi sembra una pratica comune, ma negli Settanta Marc H. Miller e Bettie Ringma sono stati i primi a girare per i locali di Amsterdam e scattare Polaroid degli avventori, che poi vendevano per sei fiorini.

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26 ottobre 2015, 10:19am

Oggi ci sembra una scena famigliare: venditori ambulanti che girano con la Polaroid al collo nel tentativo di convincere persone più o meno brille a farsi fotografare e comprare la foto. Ma negli anni Settanta i due artisti Marc H. Miller e Bettie Ringma sono stati i primi a girare per i locali di Amsterdam e proporre questo servizio. I due si erano trasferiti ad Amsterdam da New York nel 1979 e iniziarono a vendere le Polaroid a sei fiorini a scatto. Hanno così immortalato i diversi volti e luoghi della vita notturna di Amsterdam, dagli squallidi pub per portuali ai caffè turchi del quartiere a luci rosse fino ai club per travestiti e al Whiskey A Go-Go. Le loro foto offrono una panoramica di quel tempo, quando gli uomini portavano ancora dei gran baffi, c'erano un sacco di prostitute e gli ubriaconi mostravano fieri le parti dove non batte il sole.

Abbiamo parlato con Marc H. Miller per capire di più di quei tempi e delle loro foto.

Herman e Stien al Copacabana. Tutte le foto di Marc H. Miller e Bettie Ringma. Foto


via

VICE: Come siete finiti a vendere Polaroid nei locali?
Marc H. Miller: Bettie e io ci eravamo trasferiti da poco e avevamo bisogno di soldi. Quando stavamo a New York avevamo visto persone scattare e vendere foto sulla spiaggia di Coney Island. Abbiamo provato a fare lo stesso a Zandvoort, ma la sabbia è dannosa per la macchina ed era faticoso farsi strada sulla spiaggia. E poi le donne che prendevano il sole in topless non ci potevano vedere. Abbiamo venduto un po' di foto ma non guadagnavamo molto. Poi abbiamo avuto l'idea di spostarci nei locali notturni e nei bar, ed è stato subito un successo.

Andavate in locali precisi o li giravate tutti?
Andavamo ovunque. Una notte eravamo nel quartiere a luci rosse e quella seguente eravamo a Piazza di Leida o a Piazza Rembrandt. Ci davamo il cambio e spesso arrivavamo a scattare 50 foto a notte. Dopo un po' di tempo abbiamo iniziato a tracciare dei percorsi. Il quartiere a luci rosse era quello più interessante—e anche quello più redditizio. Ma anche molti locali di 'sottoculture', come i bar turchi, erano ottimi per gli affari.


Nel bar turco Cascade. Foto via

Quelli erano molto diversi. Quando arrivavamo, gli avventori si ritagliavano piccoli spazi in cui posare, e poi inviavano le foto alle famiglie in Turchia. Le foto che scattavamo in quei locali erano più formali rispetto a quelle di altri posti—erano simili a dei ritratti tradizionali.

Nella serie ci sono anche dei nudi. In quegli anni c'era più trasgressione?
C'era un locale, il Café de Zon... Definirlo un ritrovo di esibizionisti forse è esagerato, ma c'erano comunque dei clienti fissi che si spogliavano volentieri. Sta di fatto che entrare con una macchina fotografica in un locale dove la gente beve favorisce un certo esibizionismo. Le persone si trovavano al centro dell'attenzione per un attimo e facevano cose a seconda della loro personalità. C'era chi approfittava del momento per tirarsi giù i pantaloni o mostrare il seno. L'alcol ha un ruolo non indifferente in queste situazioni.


Bettie. Foto via

Avete mai avuto problemi?
Diciamo che non ci sono mai stati grandi incidenti, ma era comunque un mestiere avventuroso. Fortunatamente Bettie se la cava bene con le persone, e questo era molto importante—anche da un punto di vista economico. La cosa più difficile era contrattare con gli ubriachi e farli pagare.

All'inizio queste foto non erano un progetto artistico, lo sono divenute dopo. Come è successo?
In un primo momento le vendevamo e basta. Il motivo per cui esiste questa collezione è che un giorno siamo andati alla Polaroid e abbiamo detto: "Ehi, noi avremmo tutto il materiale per una mostra, se ci date qualche pellicola gratis." Così la Polaroid ci ha regalato 500 'scatti'. Le immagini che vedi sono duplicati: scattavamo due foto, una la vendevamo e l'altra la tenevamo per noi.

A un certo punto qualcuno ci ha anche organizzato una raccolta fondi, così abbiamo girato un video del progetto. E abbiamo esposto la serie a Amsterdam e poi a New York.

Qual è stata la reazione del pubblico?
La mostra ad Amsterdam si teneva in una piccola galleria, ma grazie a un articolo pubblicato su una rivista olandese ha avuto un po' di eco. Dopo la pubblicazione dell'articolo la gente ha iniziato a seguirci per strada. Bettie e io siamo tornati a New York nel 1981 e l'articolo è uscito un mese prima della nostra partenza. Nelle ultime settimane scattavamo più foto, fino a 150 a notte, e la gente ci seguiva da locale a locale—era piuttosto divertente. Ma abbiamo anche avuto feedback negativi. Un uomo, per esempio, ha dato la colpa del suo divorzio a una nostra foto.

C'era molta concorrenza?
Quando abbiamo iniziato eravamo gli unici. Quando siamo partiti c'era uno di Londra che tentava di fare lo stesso. Poi c'erano anche un ragazzo muto e una donna—suppongo che vederci in giro e la pubblicazione dell'articolo abbiano ispirato e spinto altre persone a tentarci.

Ko nel Café de Zon. Foto


via

Credi che le vostre immagini offrano una reale rappresentazione di quello che era Amsterdam in quegli anni?
Credo che, in un anno, siamo riusciti a ritrarre la vita notturna per come era realmente. Andavamo in locali di ogni tipo e tutte le foto sono autentiche. La gente si faceva avanti volontariamente e le loro pose erano naturali—noi scattavamo e basta. Eravamo dei buoni fotografi e quindi la qualità era migliore di quella di altre foto. Comunque credo che sia l'unico documento di quel periodo della storia di Amsterdam.

Per vedere altre foto di Marc H. Miller vai su 98bowery.com.

Sorella e fratello nel Café De Waag


Fifi, la barista francese del Mexico Saloo


Nettie, dal Suriname al Café Mascotte


Piet e Pattie al Café Rex


Café de Zon

Clienti fissi del Café de Zon


Un giovane cameriere del Bar Cascade


Bettie Ringma


Brigitte nel Café Emmelot


Marc H. Miller


Il bar per travestiti Madame Arthur


Un motociclista tedesco al Café Festival


Café de Zon


Il proprietario del Whiskey A Go-Go con i suoi colombi


Café de Zon


La zia Tina nel Café Popular

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