L'interfaccia di carne

L'autore di uno dei più grandi misteri di Reddit ci ha regalato un assaggio del suo mondo distorto.
12.5.16

Nelle ultime settimane alcuni utenti di Reddit si sono accorti di uno strano fenomeno che andava occorrendo nei commenti (strano per gli standard di Reddit, addirittura). Un utente con nickname _9Mother9Horse9Eyes ha preso a postare a sproposito delle complesse e disturbanti vignette, principalmente riguardo delle "interfacce carne," come commento a discussioni a caso. L'incontro tra un tipico troll e Lovecraft. Una volta scoperti, i commenti hanno subito raccolto un piccolo seguito di appassionati che, al solito, hanno provato a ricostruire la storia e raccogliere informazioni sull'anonimo autore. Nel mentre, le storie macabre non hanno smesso di arrivare. Ero colpito dall'uso del formato, il modo in cui un visitatore viene trascinato da un regno di vivida banalità a quello del macabro e del grottesco nel giro di poche frasi, e dalla dedizione a quella semplice, inquietante idea centrale. Ho contattato Mother Horse Eyes su Reddit e gli ho chiesto di espandere il suo impero narrativo qui su Motherboard. In due lunghi messaggi, mi ha risposto quanto segue:

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Non sono certo di chi abbi avuto l'idea di mandare un cadavere attraverso il portale. È un'idea molto semplice, eppure, all'epoca, non sembrava affatto più sensata che accomodare un corpo in una capsula e lanciarla nello spazio. Volevamo sapere cosa si celasse dietro il portale, l'altro capo, oltre l'orizzonte degli eventi. Abbiamo studiato le cosiddette interfacce flesh per anni e di tutti i misteri che le circondano, il portale—l'apparente teletrasporto di oggetti che avviene dentro il tunnel di carne—era certamente il più oscuro. Mandare un cadavere non sembrava un'idea particolarmente brillante.

Ricordate, all'epoca sapevamo che:

  • Se un oggetto inanimato attraversa un portale, ritorna poco dopo (< 3 secondi) in una posizione casuale nella zona interna. Tanto le telecamere quanto i sensori non hanno rilevato niente di interessante.
  • Se un animale attraversa il portale, a volte ritorna, vivo o morto. La maggior parte degli esemplari è tornata alterata.
  • Se un adulto attraversa il portale è probabile ritorni, ma morto o troppo alterato per descrivere l'"altro capo" del portale. I soggetti tornati vivi sono morti poco dopo.
  • Se un bambino attraversa il portale è probabile torni vivo, ma irrimediabilmente alterato. L'alterazione, comunque, era mediamente lieve e alcuni esemplari sono rimasti consapevoli. Sfortunatamente le informazioni raccolte intervistandoli erano criptiche e sembravano generare più domande che risposte. Tutti i soggetti sono morti poco dopo.

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Mandare bambini oltre il portale era sgradevole, per ovvi motivi, e stavamo cercando delle alternative. Un giorno, durante un esperimento, qualcuno stava per spedire un gruppo di topi modificati geneticamente, quando ha notato che uno dei topi era morto. Per curiosità ha deciso di inviarli lo stesso. Tutti i topi sono tornati vivi.

Questo, è chiaro, ha suscitato grande interesse. Non avevamo più a che fare solo con un fenomeno di teletrasporto, ma anche uno di resurrezione. Ovviamente abbiamo subito iniziato a spedire ogni genere di carcassa oltre il portale. (Scherzavamo che se davvero il portale era un qualche tipo di condotto postale alieno, probabilmente gli operatori si sarebbero risentiti per il numero di roditori morti di passaggio.) La maggior parte degli animali è stata "rifiutata", nel modo in cui venivano rifiutati gli oggetti inanimati. Occasionalmente, però, se erano morti da poco, tornavano indietro vivi. Non solo, nessuno sembrava alterato. Entusiasmante.

Naturalmente siamo presto passati alle persone. Ci servivano cadaveri freschi, intatti, così abbiamo dovuto affrontare il problema di uccidere una persona "garantendo la minor sofferenza possibile," come imponevano le assurde direttive ufficiali. Abbiamo deciso di causare la morte per arresto cardiaco, utilizzando l'elettricità. Un metodo molto pulito. I primi 16 soggetti sono stati rifiutati dal portale. L'umore era davvero basso. I nostri tentativi di resurrezione stavano producendo un buon numero di morti. Il diciassettesimo soggetto, invece, è tornato da noi. Non solo, è tornato consapevole e totalmente inalterato. Finalmente, dopo decine di anni, eravamo sul punto di conoscere i segreti all'altro capo del portale.

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Nel 63 a.C., il generale romano Gnaeus Pompeius Magnus condusse i suoi uomini attraverso la Giudea e cinse d'assedio Gerusalemme, la capitale fortificata. Passato alla storia come Pompeo il grande, all'epoca aveva 43 anni ed era uno degli uomini più potenti del mondo, un generale in ascesa con il compito di espandere i confini del più grande impero della Terra.

Durante la sua campagna nell'oscuro regno di Giudea, ha dovuto certamente fare la conoscenza del misterioso e unico dio adorato dagli abitanti, un'idea particolarmente curiosa per un cosmopolita romano abituato a una ricca offerta di dei e culti in competizione tra loro. Sapeva anche che al cuore di Gerusalemme sorgeva un grande tempio, ancora meglio fortificato del resto della città, dove questo dio abitava tra statue d'oro a forma d'angelo e altri simboli della sua maestà occulta.

Questo tempio era il luogo più sacro di un regno sacro e tra le sue mura conteneva un piccolo santuario, noto come Kodesh Hakodashim, o "Santo dei Santi", dove si diceva abitasse, nel buio, il dio in persona. Nessuno era ammesso nel Kodesh hakodashim tranne il sommo sacerdote e non più di una volta all'anno, nello Yom Kippur, o giorno dell'espiazione, per offrire sangue animale al suolo.

Il Kodesh Hakodashim era separato dal resto del tempio da una elaborata tenda, e il sommo sacerdote era tenuto a un rituale di purificazione, prima di entrare. Si diceva che chiunque fosse entrato impuro nel Kodesh Hakodashim sarebbe certamente morto e la leggenda voleva che il sommo sacerdote entrasse nel santuario con una corda legata alla caviglia, così che se fosse morto qualcuno avrebbe potuto tirarlo fuori senza varcare la soglia.

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Quanto sapeva di tutto questo Pompeo il grande, il giorno che la città cadde dopo tre mesi di assedio? Quel giorno, lui e i suoi soldatti massacrarono 12.000 ebrei schierati in difesa del santuario ed entrò a grandi passi nell'imponente tempio, come un conquistatore per i romani, come un intruso sanguinario per gli ebrei. Dentro il tempio trovò il tesoro ammassato dai quattro angoli della regione. Ma più che all'oro, Pompeo sembrava interessato a vedere coi suoi occhi quel dio solitario di cui tanto aveva sentito parlare. Gli antichi cronisti dicono che andò dritto al Kodesh Hakodashim. Forse voleva sapere quale creatura magica tenesse a tal punto in pugno i suoi fedeli da non abbandonarla neanche quando il tempio era ormai certamente perso, andando incontro a morte certa a migliaia, spargendo il proprio sangue per terra, come in sacrificio.

Forse, però, non conosceva le storie di morte che circondavano il Kodesh Hakodashim. Forse non era al corrente che questo dio aveva precedentemente mondato il mondo con un'inondazione, fatto piovere fuoco sulle città, liberato il popolo di Israele dal giogo della cattività egiziana, distrutto armate e regni. O forse era al corrente di tutte queste storie, ma decise di non crederci. In ogni caso, gli storici raccontano che andò nella parte più interna del tempio e spostò la tenda che nascondeva il Kodesh Hakodashim dal resto del mondo, così da poter vedere dio.

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L'uomo era un immigrato clandestino, proveniente dall'Honduras. Gli immigrati clandestini ci sono sempre stati di grande aiuto. Perché preoccuparsi di far perdere le tracce di qualcuno, quando ci pensa da solo? Era convinto di aver passato gli ultimi mesi in custodia dell'ufficio immigrazione, mentre eseguivamo la solita batteria di test. Aveva 24 anni, era alto 171 centimetri e dotato di un'intelligenza sopra la media. Abbiamo fermato il suo cuore con degli elettrodi e l'abbiamo collocato nell'interfaccia flesh.

È tornato piuttosto scosso e non molto presente. Fingendosi dottori e infermieri, i nostri tecnici l'hanno accompagnato in una sala medica per sostenere alcuni esami. Davamo per scontato fosse tornato alterato, in qualche modo, ma l'esame tossicologico per la presenza dell'analogo dell'LSD che accompagnava ogni alterazione era negativo. Lentamente, in qualche ora, ha iniziato a calmarsi. Subito dopo ha iniziato a parlare.

Gli abbiamo chiesto cosa ricordasse delle ultime ore. Pensava che l'intera esperienza fosse sono un sogno, Che durante il sonno si fosse verificato qualche evento che l'aveva lasciato in stato confusionale. Pensava, soprattutto, che anche la parte in cui lo trascinavamo fuori dal letto e fermavamo il suo cuore facesse parte del sogno. Diceva che dopo il "sogno" si è trovato improvvisamente dentro qualcosa che ricordava il budello di una salsiccia gigante, un tunnel di carne.

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Era un racconto entusiasmate, perché corrispondeva grossomodo all'aspetto dell'interfaccia felsh che conteneva il portale. Quando l'abbiamo portato all'interfaccia, però, era già morto e quindi non avrebbe dovuto vedere il tunnel. Ne abbiamo concluso stesse descrivendo l'interfaccia dall'altro lato del portale. La nostra prima concreta ipotesi sull'aspetto dell'altro lato.

Cosa si aspettava di trovare oltre la tenda, Pompeo? In molti tempi romani, una rappresentazione della divinità occupra. ava qualche spazio centrale della struttura. Possiamo immaginare si aspettasse qualcosa del genere. Ma si aspettava davvero di trovare effettivamente il dio, in presenza? Può mai esserselo aspetato? Se avesse creduto agli Ebrei, del resto, non avrebbe anche dovuto temere di morire? Non avrebbe dovuto aspettarsi una punizione per aver profanato il tempio? Sarebbe stato così sprezzante nello scostare la tenda? Forse, fedele al suo politeismo, ha semplicemente assunto che i suoi deti, che gli avevano appena garantito una nuova, grandiosa, vittoria, fossero più potenti di questa isolata divinità ebraica.

Cosa ci aspettavamo di trovare olte il portale? Qualche intelligenza che potesse spiegare la bizzarra tecnologie vivente delle interfacce flesh? E se le interfacce erano davvero il prodotto di un'intelligenza altra, volevamo davvero contattarla? Ci aspettavamo che questa intelligenza si rivelasse gentile e benevolente? E come avremmo potuto, allora, mandare così tanti animali, così tante persone, addirittura così tanti bambini incontro alla propria morte? Cosa avrebbe pensato, un'intelligenza benevola, del nostra spietata, rapace, ricerca?

Secondo Tacito, l'antico storico, quando Pompeo spostò la tenda per guardare nel Kodesh Hakodashim, scoprì che "non conteneva alcuna rappresentazione della divinità—il santuario era vuoto e il Santo dei Santi vacante." Non trovò nulla. Una stanza vuota. Né ne morì. Al contrario uscì dal tempio sano e salvo, accrebbe ulteriormente la sua gloria politica finché, quindi anni dopo, non morì pugnalato sulle rive del delta del Nilo, dopo la sconfitta subita contro Giulio Cesare, durante la guerra civile.

L'uomo ci ha raccontato che mentre attraversava il tunnel vivente dell'interfaccia flesh ha iniziato a vedere una luce bluetta e sentire qualche che sembrava una musica "come di flauti, ma molto, molto più profonda." Mentre riferiva la sua esperienza, seduto sul borso di un letto d'ospedale con indosso una tonaca larga, le sue mani vagavano sul petto finché non hanno incontrato le pelle sopra il cuore. In quel punto ha trovato due zone di pelle leggermente ustionate dove avevamo attaccato gli elettrodi che avevano terminato la sua vita.

Ho ancora i brividi quando ricordo la sua espressione cambiare mentre si rendeva conto di non aver affatto sognato. Era un'espressione pietosa, quasi infantile, di improvvisa, sgradita epifania. I suoi occhi si sono improvvisamente riempiti di lacrime. Questo uomo, che era tornato dalla morte grazie a una tecnologia inimmaginabile, creata da forze ben al di là della nostra comprensione, moriva per una seconda volta.

E noi, ancora una volta, rimanevamo delusi. Solo più mistero. Più frustrazione. Già alcuni dei bambini ci avevano riferito dei flauti, seppur in termini criptici e sconnessi. Speravamo che quest'uomo ci avrebbe detto di più, ma le risposte che cercavamo ci avevano evitati una seconda volta. E così siamo tornati ai nostri esperimenti, abbiamo selezionato dei nuovi soggetti da mandare oltre il portale. Ormai avevamo sacrificato troppe vive per fermarci.

Eppure, sapendo quel che so, a volte mi chiedo se Pompeo non sia stato fortunato, quando ha scostato la tenda e non ha trovato nulla.