Pubblicità
News

Il senatore italiano che sta spingendo qualsiasi teoria del complotto in Parlamento

Eletto con il M5S e poi fuoriuscito, Bartolomeo Pepe crede nelle scie chimiche, nella pericolosità dei vaccini e in molte altre cose assurde.

di Leonardo Bianchi
21 marzo 2017, 10:45am

Anche se non è così risaputo, le scie chimiche entrano ed escono dal Parlamento italiano da quasi vent'anni. Nel corso di varie legislature sono state presentate una sfilza di interrogazioni ai Ministeri dell'Ambiente, della Salute o della Difesa; e a farlo—oltre ad Antonio Di Pietro o Domenico Scilipoti—sono stati soprattutto esponenti di partiti di sinistra, centrosinistra e di centro.

Proprio ieri, il rapporto tra la teoria del complotto e la politica istituzionale si è arricchito di un nuovo capitolo. In una sala dell'Istituto di Santa Maria in Aquiro, di proprietà del Senato, è andato in scena un convegno dall'altisonante titolo "Geoingegneria & disinformazione." Per più di tre ore—qui c'è l'agilissima diretta Facebook—si è cercato di "fare il punto sulla vexata quaestio" dell'"aumento degli inquinanti in aria, acqua e terreno, a cui si accompagnano statistiche epidemiologiche sempre più inquietanti."

Tra i relatori spiccavano il giornalista Giulietto Chiesa e il fisico Paolo De Santis, che a quanto pare è un esperto di "aerei che volano a bassa quota" e delle "mistificazioni della geoingegneria ufficiale"—un termine che, pur designando una disciplina che esiste sul serio, nell'accezione complottista è usato in maniera intercambiabile con 'scie chimiche' per denunciare "l'esistenza di un programma segreto di controllo climatico."

Non a caso, alla fine della conferenza è stato proiettato Overcast, l'ennesimo film d'"inchiesta" che svela come i Poteri Forti Mondialisti CI STIANO AVVELENANDO DI NASCOSTO con le scie chimiche, come si può evincere dal trailer.

A rendere possibile il tutto è stato il senatore Bartolomeo Pepe. Originario di Casalnuovo di Napoli e iscritto al Meetup di Napoli dal 2008, è stato eletto nel 2013 nelle file del Movimento 5 Stelle. Fin da subito si è distinto per alcune uscite decisamente bislacche, tra cui la risposta a una domanda piuttosto semplice: dov'è il Senato? "Chissenefrega, non lo so," aveva detto alla Zanzara. "Fammi arrivare e gli faccio vedere io..." Nel 2014 è uscito dal M5S, in aperta rottura con Roberto Fico. Successivamente è passato nel gruppo Gal (Grandi Autonomia e Libertà), lo stesso di Carlo Giovanardi e Gaetano Quagliariello.

A ogni modo, nei giorni precedenti al convegno—e al montare della polemiche sui giornali—Pepe si era lamentato del fatto che "in questo paese non si può parlare di geoingegneria," un argomento etichettato "con quella che viene definita una teoria complottista." Allo stesso tempo, però, aveva rilanciato su Twitter un documentario del sito ultracomplottista Tanker Enemy.

Non è la prima volta che il senatore finisce al centro delle cronache politiche per iniziative di questo tipo. Lo scorso settembre aveva cercato di organizzare, sempre nella stessa sala, la proiezione di Vaxxed: From Cover-Up to Catastrophe, ossia il film diretto da Andrew Wakefield—l'ex medico inglese che, falsificando e manipolando dati, aveva inventato la correlazione tra vaccini e autismo. Per intendersi, si tratta della leggenda che ha dato un impulso fondamentale all'espansione del movimento antivaccinista, le cui grandi conquiste possiamo tastare con mano anche in Italia.

All'epoca il prevedibile bordello mediatico, la pressione del presidente del Senato Pietro Grasso e le prese di posizione del mondo scientifico erano riuscite a far saltare la proiezione. Pepe, comunque, non si era dato per vinto: "Non sono mai troppi gli spunti per fare chiarezza sulla paventata pericolosità dei vaccini." E così, alla fine di ottobre il senatore aveva organizzato un'altra conferenza—nella Sala Caduti di Nassirya del Senato—in cui si sarebbe dovuta presentare "una denuncia contro il Ministero della Salute" per un presunto danno erariale legato ai vaccini esavalenti da 144 milioni di euro all'anno. Anche in questo caso, purtroppo, l'evento è stato CENSURATO!1!  annullato.

Il tema, penso che lo si sia capito, rappresenta senza alcun dubbio una delle ossessioni del senatore. Sulla bacheca del profilo Facebook compaiono condivisioni di fonti affidabili come We Are Vaxxed, meme sui danni da vaccino, previsioni scientificamente fondate ("entro il 2025 un bambino su due sarà autistico!"), e immagini a tema tratte dalla pagina del decano del complottismo globale David Icke. Recentemente Pepe ha commentato in questo modo la notizia dell'aumento esponenziale dei casi di morbillo in Italia.

Guardando sempre i suoi account, inoltre, ci si accorge che le fonti principali da cui attinge sono siti complottari del calibro di Comedonchisciotte o pagine "alternative"-New Age come Coscienze in Rete, mentre a livello ideologico appare in sintonia con Diego Fusaro, Giulietto Chiesa, Maurizio Blondet e l'ex "ideologo" del M5S Paolo Becchi.

Con una simile dieta mediatica, non c'è da stupirsi che la sua griglia di lettura del mondo assomigli a quella del tipo che nei film degli anni Ottanta vaga per strada con un cartellone al collo su cui c'è scritto "LA FINE È VICINA."

Prendiamo la questione dell'immigrazione. Il 12 marzo il senatore ha prima scoperto cosa ci sia realmente dietro i flussi migratori—grazie a una clip de La Gabbia ripostato dalla pagina Politicamente Scorretto—e poi si è chiesto, linkando il servizio di Striscia basato sul video di Luca Donadel, se non sia tutta una grande "operazione Kalergi finanziata da Soros."

Anche il filone "La verità è lì fuori" riscuote un particolare successo. Qualche esempio: dietro al Movimento 5 Stelle possono esserci alternativamente i servizi oppure gli amerikani; dietro a un caso di cronaca nera a Motta Visconti può esserci la quarta stagione di Twin Peaks, ma con un 120 percento di delirio esoterico in più;

E dietro la "realtà" c'è la Realtà con la R maiuscola, ossia "una matrix" di cui non ci siamo mai accorti.

In qualità di rappresentante del popolo italiano, Pepe ha chiaramente a cuore la sicurezza dei cittadini. Il 22 marzo 2016 aveva così rilanciato la "profezia" della Madonna di Anguera, secondo la quale "i nemici [in questo caso l'ISIS] agiranno il 23 marzo con grande furia [e] arriveranno dalla via Appia." Poco prima del referendum costituzionale, invece, aveva sventolato lo spettro di una nuova strategia della tensione parlando di "#bombette" per risollevare le sorti del Sì.

Per rimanere sul tema, un'altra attività prediletta dal senatore è scovare le false flag che si celano dietro gli attentati. Dopo l'omicidio della deputata laburista Jo Cox, Pepe aveva twittato "colpirne uno per educarne cento." In una nota rilasciata alle agenzie di stampa, il senatore aveva precisato il suo pensiero dicendo di voler invitare "a domandarsi se dietro l'ignobile assassinio ci potessero essere interessi occulti e spregiudicati. Poteri infami che, come la Storia ci insegna, hanno inquinato il dibattito politico con eventi traumatizzanti, soprattutto nei suoi momenti più sensibili."

E a proposito di "poteri infami": nel caso in cui vi fosse sfuggito, gli attacchi a Parigi del novembre 2015 sono una "sceneggiata"; mentre quelli all'aeroporto di Bruxelles del marzo 2016 "l'ultimo passo per accelerare i tempi verso un corpo di Polizia Europea con poteri illimitati."

E cosa lega i fatti di Bruxelles con quelli di Parigi? Non l'ISIS, ovviamente; ma il missionario mormone Mason Wells che è miracolosamente scampato agli attentati di Boston, al Bataclan e alle bombe nella capitale belga (spoiler: si tratta di una bufala alacremente ripresa anche da testate tradizionali). "Abbinato al video fasullo dell'aeroporto," sentenzia Pepe, "credo che il quadro ora è completo."

In tutto questo, ne sono certo, vi sarete accorti di una grave mancanza: i rettiliani. Fortunatamente, a colmarla ci ha pensato il suo assistente parlamentare—che su Facebook si firma Lancet Jo—con la pratica "guida al riconoscimento di un rettiliano" vergata da Chiave Orgonica.

Come si può vedere, insomma, gli interessi di Pepe (e di chi lavora con lui) spaziano ben oltre i vaccini e le scie chimiche. Dopotutto, come fa ogni complottista che si rispetti, una volta che si inizia a credere a qualcosa si finisce col credere a tutto. In questo senso, la figura del senatore è il perfetto condensato del grillismo della prima ora (quello da cui sono venuti fuori personaggi come Paolo Bernini, Tiziana Ciprini e Carlo Sibilia) nonché della deriva di un certo modo di fare "controinformazione."

Bartolomeo Pepe è davvero un Rosario Marcianò che ce l'ha fatta, e per di più "coi soldi nostri"—per usare una frase resa celebre dal movimento che l'ha portato in Parlamento.

Segui Leonardo su Twitter

Tagged:
scie chimiche
Movimento 5 Stelle
vaccini
complottismo
disinformazione
Bartolomeo Pepe