Grab via Mediaset.
Venerdì scorso, come forse non mi accadeva dal 2008, ho acceso la televisione per noia. E proprio come nel 2008, mi sono ritrovato davanti a Gerry Scotti che presentava Chi vuol essere milionario?
Se non fosse stato per il fatto che il programma ora è girato in Polonia, che tra gli aiuti c’era l'aggiunta del “chiedilo a Gerry,” e il fatto che non fosse domenica e non ci fosse mia madre a fare la pizza, non mi sarei accorto delle differenze.
Analizzare un programma che è un cult in tutto il mondo, ma che ha nella versione italiana il conduttore più longevo, che torna con uno speciale per i 20 anni (18 in Italia) di quattro puntate sarebbe forse futile: il gioco funziona come nel 2000, con le 15 domande, gli aiuti, gli assegni e il milione—che con le lire era miliardo.Potremmo stare a disquisire per ore su quanto le domande sembrino più facili oggi—o forse lo siano davvero—ma sarebbe una discussione sterile, spinta probabilmente solo dal male maggiore degli anni Dieci: la nostalgia.
Per fare qualcosa di propositivo, invece, sono andato a cercarmi le storie di alcuni vincitori, di coloro che vincitori non lo sono mai stati magari proprio per colpa del programma, e di curiosità che mi hanno fatto capire quanto il mondo sia cambiato mentre il programma rimaneva lo stesso.La domanda più classica mentre si guardava Chi vuol essere milionario? era “chissà cosa ci farei io con tutti quei soldi,” ogni volta sopita dal fatto che nessuno arrivava davvero a quel traguardo.Quando però Michela De Paoli, la prima vincitrice, nel 2011 arrivò a ricevere il tanto agognato assegno bianco con su scritto “Un milione/00” rispondendo a una domanda sulla prima azione di Adamo una volta uscito dal Paradiso Terrestre quella questione divenne quasi realtà.Le vincite dei quiz sono ovviamente tassate e non avvengono in contanti, ma in gettoni d’oro; cosicché oltre il 20 percento (all’epoca, oggi è il 22) di trattenuta, c'era pure la variabile del valore dell’oro.Michela ricevette dunque 800.000 euro, costruì una bifamiliare in quel di Pavia e aprì una gelateria. Sembrerebbe la storia perfetta, se non fosse che la gelateria finì per fallire e che ora Michela De Paoli, dopo un’intervista a SPY, sia costretta a comparire davanti a Barbara D’Urso immediatamente prima di Rudi Cesaroni che fa il lavapiatti in Inghilterra.Non in tutti i paesi il traguardo è il milione. In Giappone, per esempio, un milione di yen sarebbe una cifra tutto sommato limitata, così il traguardo era stato fissato a 30 milioni e il programma si chiamava in modo abbastanza vago Kuizu $ Mirionea, o Quiz $ Millionaire.Ma ci sono paesi, come l’Albania, dove il programma è andato in onda fino al 2012, in cui il traguardo non arrivava neanche vicinamente al milione, fermandosi a cifre come 50.000 euro.Sfido chiunque di voi a non aver mai visto il video che seguirà.
John Carpenter—oltre ad avere lo stesso nome del regista che ci ha regalato Halloween e 1997: Fuga da New York—era un giovane impiegato dell’ufficio imposte americano che nel 1999 arrivò alla domanda da un milione senza aver usato neanche un aiuto.
La faccia di John era quella del classico personaggio che negli anni Novanta avremmo chiamato nerd, e non era così sorprendente fosse arrivato fino alla fine. Nella domanda da un milione gli si chiedeva quale presidente avesse partecipato alla sit-com Laugh In. E nel momento in cui chiese di chiamare il padre Tom, in molti pensarono “Finalmente l’hanno fregato.” E invece.
In pratica John chiama suo padre, sì, ma gli dice: “Ti ho chiamato, ma non ho bisogno del tuo aiuto [ lo studio ride]. Ti volevo solo dire che sto per vincere un milione di dollari. Il presidente che partecipò a Laugh In, infatti, è Richard Nixon, ed è la mia risposta definitiva.”Ogni volta che partecipava qualcuno della mia città al programma, era una sorta di grande festa. Quindi immaginate la rabbia e la frustrazione nel vedere un concittadino eliminato per ERRORE.In pratica, a Carla Cogo di Genova fu fatta una domanda sui Promessi sposi, che tuttavia non prevedeva una risposta corretta. Questo accadeva nel gennaio del 2006; un anno e un mese dopo il programma ammise l’errore e la riammise a giocare. Non vinse.Uno dei primi episodi che fece sì che nella mia memoria si riaprisse il cassetto della memoria di Chi vuol essere milionario? è stato proprio un articolo di VICE, che ripercorre una delle più grandi truffe televisive.Non voglio rovinarvi una lettura così avvincente, ma vi lascio qualche indizio: un milione e un uomo che tossisce tra il pubblico. Peccato che non li abbia beccati Mike Bongiorno, altrimenti li avrebbe umiliati per bene.Nelle quattro puntate celebrative di quest'anno non esiste più l’aiuto da casa. Personalmente l'ho sempre trovato il più bello, perché era affascinante notare come le persone non sapessero scegliere mai le persone di cui circondarsi.Con i “dispositivi elettronici,” cito testuale, sarebbe stato troppo facile ottenere la risposta corretta. E così un parente del concorrente è portato direttamente in Polonia con chi deve giocare, e obbligato a essere chiamato in causa senza poter consultare nulla.Come già detto, Gerry Scotti è il conduttore più longevo della storia del programma—al punto da essere finito nel Guinnes World Record. Ma a lui si deve anche la frase preferita da tutti i fattoni mondiali: “L’accendiamo?”Juddith Keppel, cugina di Camilla Parker Bowles, fu la prima concorrente a vincere il milione di sterline nel Regno Unito. A causa della sua vicinanza alla famiglia reale, e visto che in quel periodo il programma aveva una forte concorrenza sulle altre reti, per molto tempo si sospettò che la vittoria fosse stata pilotata.Leggi anche:
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In pratica John chiama suo padre, sì, ma gli dice: “Ti ho chiamato, ma non ho bisogno del tuo aiuto [ lo studio ride]. Ti volevo solo dire che sto per vincere un milione di dollari. Il presidente che partecipò a Laugh In, infatti, è Richard Nixon, ed è la mia risposta definitiva.”
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