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Il neo-deputato leghista condannato per aver diffamato la famiglia Cucchi

È Gianni Tonelli, ex segretario del Sindacato Autonomo di Polizia.
Gianni Tonelli alla Camera dei Deputati. Foto via Facebook.

Gianni Tonelli, neo-parlamentare della Lega ed ex segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), è stato condannato dal tribunale di Bologna a 500 euro di multa per diffamazione nei confronti della famiglia di Stefano Cucchi.

Ilaria Cucchi, sulla sua pagina Facebook, ha pubblicato le foto del decreto penale di condanna e ha commentato così: “Il Sig. Tonelli, specialista del fango sulle famiglie di vittime di abusi e ora promosso a parlamentare, ha fatto e fa politica sulla nostra pelle. Oggi ci è stato notificato che il Tribunale di Bologna lo ha condannato per diffamazione aggravata in continuazione […] Ora aspetto di incontrarlo al Tribunale di Roma, dove sarà a processo per imputazione coatta […] per aver offeso più volte me e la mia famiglia.”

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Nel corso degli anni, in effetti, il rapporto tra Tonelli e la famiglia Cucchi è stato a dir poco teso. E non solo con loro: dalla sua posizione di segretario di uno dei maggiori sindacati di polizia italiani ha difeso gli applausi al convegno Sap in sostegno agli agenti condannati per la morte di Federico Aldrovandi, rivendicando anzi di aver applaudito personalmente, salvo poi sostenere che i video degli applausi fossero “palesemente falsi.”

Nel caso del primo processo Cucchi, invece, aveva fatto discutere il suo commento all’assoluzione degli imputati, lasciando intendere che la colpa era di Cucchi stesso e della sua “vita dissoluta”: “In questo Paese bisogna finirla di scaricare sui servitori dello Stato le responsabilità dei singoli, di chi abusa di alcol e droghe, di chi vive al limite della legalità. Se uno ha disprezzo per la propria condizione di salute, se uno conduce una vita dissoluta, ne paga le conseguenze. Senza che siano altri, medici, infermieri o poliziotti in questo caso, ad essere puniti per colpe non proprie.” O al più della famiglia.

Dalle sue pagine social, in cui esibisce la maglietta (o il badge) “I ♥ polizia”, oggi Tonelli ha riportato la condanna sottolineando la sua posizione di personaggio scomodo che porta avanti la sua battaglia per questioni di principio: “Le querele nei miei confronti vengono ormai fatte con il ciclostile per tapparmi la bocca. Io parlo per verità, verità che sono negli atti processuali anche se a qualcuno danno fastidio.” Tonelli è stato appoggiato sul sito del Sap, che “sfidando le avversità” dichiara di proseguire nella sua ambiziosa missione di “illuminare la verità VERA.”

Tra le caratteristiche che hanno reso Tonelli un candidato per Salvini c’è appunto il suo attivismo pro-forze dell’ordine—incluse iniziative quali lo sciopero della fame di gennaio e, in questi giorni, la diserzione la Festa della polizia di stato.

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