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Un carabiniere ha finalmente ammesso il pestaggio di Stefano Cucchi

In un'udienza del processo-bis, uno dei militari imputati ha accusato per la prima volta due suoi colleghi di aver picchiato il geometra romano.
Leonardo Bianchi
Rome, Italy
11.10.18
Stefano Cucchi.

Questa mattina, nell’udienza al processo-bis che vede imputati cinque carabinieri per il caso Cucchi, è venuto fuori quello che si è sempre saputo, sin dall’inizio: Stefano è stato massacrato di botte dai carabinieri.

La novità è che—questa volta—a dirlo è direttamente uno degli imputati, Francesco Tedesco. Il militare ha infatti “chiamato in causa” i colleghi Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro quali autori materiali del pestaggio.

A renderlo noto oggi è stato il pubblico ministero Giovanni Musarò, che ha presentato un’attività integrativa d’indagine dopo che Tedesco ha ricostruito la notte del 15 ottobre 2009 in una denuncia. Quest’ultima è risalente al 20 giugno 2018 e, oltre a D’Alessandro e Di Bernardo, il carabiniere tira in ballo anche Roberto Mandolini (accusato di calunnia e falso) e Vincenzo Nicolardi (calunnia). Il magistrato ha inoltre spiegato che Tedesco avrebbe redatto “una notazione di servizio” subito dopo il pestaggio di Cucchi, ma che questa “è stata sottratta, e il comandante di stazione dell’epoca non ha saputo spiegare la mancanza.”

In un post su Facebook, Ilaria Cucchi ha scritto che “il muro è stato abbattuto. Ora sappiamo e saranno in tanti a dover chiedere scusa a Stefano e alla famiglia Cucchi.”

Per leggere una ricostruzione del caso:

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