Salviatek è il suono della resistenza nera e indigena latino-americana

Oggi è il giorno in cui si celebra la "scoperta dell'America" da parte di Cristoforo Colombo, cioè l'inizio del colonialismo europeo sul continente: abbiamo intervistato chi fa musica per la decolonializzazione.
Sonia Garcia
Milan, IT
12.10.18
loka dj salviatek
Loka. Stylist: Yazmine; foto di Helen Peña.

Il 12 ottobre 1492 fu il giorno in cui Cristoforo Colombo approdò a San Salvador, nei Caraibi, dando così inizio alla colonizzazione del continente, al genocidio delle sue popolazioni native e alla tratta degli schiavi dal continente africano. Nonostante dal 1992 le Nazioni Unite abbiano dichiarato ufficialmente per quel giorno la giornata della Resistenza Indigena, la festività è ancora conosciuta come Columbus Day, o, per buona parte della comunità latina a nord, centro e sud del continente, “Día de la Raza”, Giorno della Razza, in cui si commemora l’incontro tra il popolo nativo americano e quello europeo. L’Occidente deve gran parte della sua esistenza e prosperità a quel 12 ottobre, e non è un caso se tende a occultare/dimenticare le conseguenze della violenza coloniale in America come in tutti i continenti in cui è stata esportata. Decolonizzare significa agire in modo tale da impedire quell’oblio, e curare, per quanto possibile, le ferite sociali, politiche e culturali che il fenomeno ha causato a popoli e terre colonizzate, mettendo in discussione la storia scritta dai coloni.

In occasione di questa giornata di celebrazione della resistenza indigena e nera in America Latina, scegliamo di amplificare le voci di chi ne è discendente e/o appartiene alle rispettive diaspore, e da anni opera nell’industria del clubbing indipendente latina, sempre secondo una prospettiva decoloniale. “È più che appropriato far coincidere l’uscita di questo articolo con il cosiddetto Día de la Raza", mi spiega Pobvio, alias di Felipe Lobato, co-fondatore della label e clubnight uruguaiana Salviatek. “Sono discendente Charrúa, il popolo nativo, in costante lotta per il suo riconoscimento contro lo stato uruguaiano, e proprio oggi facciamo uscire un mix di Loka (Yesenia Rojas), DJ e producer caraibica-americana, discendente Taína [popolazione precolombiana risiedente nei Caraibi, ndr]. Lei vive a Miami, ed è militante come tutti noi, per la decolonizzazione dei nostri popoli. Sia il nostro operato come Salviatek, che il suo mix, in questo caso, operano in resistenza al sistema coloniale che ci hanno imposto, e all’ipocrisia del Día de la Raza”.

“Per questo mix, ho pensato a quanto è difficile, per una giovane donna di colore, crescere ed esistere negli Stati Uniti di oggi. Sempre arrabbiate, spesso senza speranze. Non solo, ho anche pensato a come sopportare tutto senza perdere la voce, rimanendo focalizzate, forti e chiare nei nostri intenti. Così ho preso ispirazione da ritmi tribali e canti ancestrali. Volevo renderla una specie di maratona di percussioni, come se stessi correndo da molto tempo, ma non sentissi mai fatica o paura di andare avanti.” (Loka)

Fondata a Montevideo dai DJ e producer Lechuga Zafiro (Pablo de Vargas) e Pobvio, dal 2013 Salviatek incanala e accresce l’energia che ha da sempre irrorato le strade della capitale uruguaiana, come di quelle di molte altre metropoli latinoamericane. In questi 3 anni di attività, assieme all’argentina HiedraH Club de Baile, o ai messicani NAAFI—per i quali Lechuga Zafiro ha recentemente debuttato con lo splendido EP Testigo—Salviatek ha ridefinito la sperimentazione nell’elettronica latina, dimostrando al contempo come la sua decolonizzazione possa e debba passare anche dal dancefloor.

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“Riunirsi per ballare liberamente è un rituale,” continua Pobvio “ed è una delle poche cose che ci sono rimaste, a tanti come noi, che provengono da culture non-occidentali. È anche uno strumento di guarigione molto potente.” Salviatek, oltre che etichetta e festa, è piattaforma di condivisione e accrescimento di idee, ma anche ecosistema distopico in cui celebrare la natura ritualistica del clubbing di gran parte del sud globale, cui l’America Latina appartiene.

Gli input stilistici che emergono nelle feste Salviatek, nelle produzioni e nei DJ set dei membri affiliati, e nelle loro release, sono perlopiù collegati alla storia coloniale dell’Uruguay, e al suo essere un importante crocevia di culture all’interno del continente. La diaspora africana—attraverso il candombe, genere e danza afro-uruguaiana originata dai discendenti degli schiavi africani—e tutta l’eredità indigena, in particolare quella Charrúa, sono una costante nel discorso politico portato avanti da Salviatek. “È passata dall’essere la label/festa dove editavamo e suonavamo la nostra musica, secondo le nostre regole,” precisava Lechuga Zafiro in questa intervista, “all’infrastruttura che aiuta altri artisti a credere nella crescita”.

Con sei release ufficiali, tra cui Hélices del brasiliano Superficie, Casi di CSom, e Syndombe Club di Pobvio, Aequs Nyama di Lechuga Zafiro, e Aequs Nyama Remixed, che vede i contributi di DJ Lag, Pavigo, TAYHANA, 700 Bliss e DJ Haram, Salviatek è un organismo in costante evoluzione. “Nel futuro più immediato avremo la release di Privacidad”, precisa Pobvio, “EP di debutto di FUNERAL, producer e DJ boliviano. Si tratta di un’opera di rottura e di investigazione sonora, ritmica e concettuale. Il risultato di questo processo di produzione che lo ha coinvolto per la gran parte del 2018, è musica al 100 percento da club, con spiccata identità andina. Come Salviatek, lo riteniamo un contenuto essenziale sia a noi come etichetta, sia alla scena locale e globale. L’anno che verrà, uscirà con l’uscita di un EP di remix di Privacidad, che vedrà la partecipazione di producer come Zutzut (NAAFI).”

L’ultima novità è, come dicevamo, una serie di mix con protagonisti i “DJ emergenti della scena di musica elettronica da club con identità latina, appartenenti a una qualche ‘minoranza”, dovuta alla sua condizione ‘razzializzata’, di genere e/o origine. “L’idea è nata come modo per mantenerci attivi, coerentemente con le nostre visioni, aprire le porte a nuovi talenti, e mostrare lo sviluppo della nostra proposta in tre anni di attività. Ne fanno parte DJ e produttori come Perigo (Brasile), Loka (Miami), e Driado (Colombia), e mano a mano che artisti si avvicinano—ispirati ai lavori di artisti come TAYHANA, e collettivi come Hiedrah Club de Baile, NAAFI—la scena cresce. Stiamo lentamente riuscendo a tessere contatti più autentici con l’essenza da cui proveniamo. Siamo consapevoli che per ragioni logico-sistematiche non esiste mercato per i nostri “prodotti” nella nostra regione, e che l’industria dell’arte e dell’intrattenimento esiste in forma praticabile solo da parte di una società che è in grado di consumarla, perciò vogliamo tentare con un passo più grande. Vogliamo portare il progetto a un livello ulteriore, creando i nostri stessi paradigmi e utilizzando la nostra situazione marginale come cavallo di battaglia”.

Buona giornata della resistenza indigena.

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