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'Ti preferivo quando eri grassa'

Conduco Strafactor, non sono stata scelta per il mio aspetto e apparire goffa per me non è un dramma. Ma per Instagram sì.

di Daniela Collu
15 dicembre 2017, 9:35am

Mi chiamo Daniela Collu e ho 35 anni. Né bella né brutta, di origini sarde—quindi non particolarmente alta—recentemente dimagrita ma comunque mai filiforme, una quarta di reggiseno, segni particolari quasi nessuno.

Vado in TV da quattro anni e conduco Strafactor, l’appendice comica di X Factor. Prima ho fatto radio, ho fatto l’autrice e lavorato moltissimo online. In pratica, ho assistito e partecipato a quella rivoluzione social che ha concesso a ognuno di noi uno spazio libero di autorappresentazione, e che ha ribaltato i piani tra pubblico e privato affiancando a personaggi famosi perfetti sconosciuti dalla personalità più o meno esuberante.

Sui social non ho mai avuto numeri eccezionali, soprattutto se ci riferiamo ai criteri attuali che definiscono tweetstar e influencer. Ma nel mio piccolo ho potuto sperimentare un po’ di popolarità virtuale che porta con sé—inevitabilmente—un’invasione dello spazio personale abbastanza destabilizzante. Commenti maliziosi, foto di genitali, pareri estetici espressi ferocemente.

Ho aperto il mio blog nel 2004, quando non c’erano i social e non esistevano parametri espliciti che raccontassero il successo di un profilo—e a dire la verità nemmeno ci interessava.
Data la sincera ingenuità che caratterizzava l’epoca pre-Facebook, ho scoperto e realizzato molto tardi che il mio pubblico era reale. I lettori non erano semplicemente una massa indistinta di visualizzazioni sulle statistiche del blog, anzi: erano persone in carne e ossa, colleghi e conoscenti che potevano utilizzare i dettagli personali della mia vita come oggetto di risatine durante gli aperitivi. Così con il tempo ho imparato a tenere per me la parte più intima e a lasciare un resto più o meno selezionato, per i miei follower.

Mi capita sempre più spesso di chiedermi se sia invadente quello che ho da dire, o se commentare una foto con la mia opinione sia appropriato. Insomma, la vecchia me che sui social criticava spietatamente le finaliste di Miss Italia oggi non mi sarebbe affatto simpatica.

D’altro canto la situazione in cui sono io l’oggetto del following è più difficile da gestire. È un contesto in cui si è messi faccia a faccia con il modo con cui le persone si relazionano alla nostra figura pubblica, figura che spesso non corrisponde a ciò che speravamo di proiettare.
Non importa se non ci siamo mai incontrati, se è la terza volta che mi vede in tv e non sa bene che lavoro faccio: un certo tipo di follower deve comunicarmi le sue imprescindibili opinioni su di me. E se sei una donna, e se non rispetti i canoni televisivi, queste opinioni il più delle volte hanno a che fare con l’aspetto fisico.

Per esempio:

“Dovresti valorizzarti di più

L’invito a valorizzarsi di solito si declina in più suggerimenti il cui contenuto spazia dallo scoprire le gambe e mostrare il seno, all’indossare abiti aderenti e tacchi più alti. Il fil rouge che lega questi commenti è l’onnipresente aspirazione a essere il più belle possibile. Sfruttare ogni striminzita occasione di sembrare più slanciata, più magra, più seducente, più elegante. Essere, insomma, sempre la versione migliore possibile di se stesse. Ma questa versione non è quella scelta da ognuna di noi, anzi. Direi piuttosto che assomiglia alla versione migliore secondo lo standard Victoria’s Secret.

Anche se conduco Strafactor (che è un programma comico), anche se è evidente che non sono stata scelta per il mio aspetto (o almeno non in prima battuta), anche se sostengo esplicitamente un modello di donna non convenzionale, anche se apparire goffa o buffa per me non è un dramma, comunque con un tubino elasticizzato starei meglio.

daniela collu instagram
Tutti gli screengrab dai commenti su Instagram alle foto dell'autrice.

“Indossa le gonne corte, puoi permettertelo!

Permettersi un indumento per me ha sempre avuto a che fare con i soldi, cioè con il poter pagare quella gonna o quella maglietta. Invece Instagram mi ricorda che dipende dal corpo. Le mie cosce non solo possono, ma meritano di essere mostrate! Sono uno spettacolo piacevole per il pubblico, quindi vai di mini inguinale anche se poi sono a disagio, anche se devo sedermi su uno sgabello per venti minuti inquadrata frontalmente e non so bene come accavallare, anche se mi è venuto il ciclo quel giorno e non ho voglia di mettere nulla che non sia un pigiama.

daniela collu instagram

“Te lo dico da amica, cambia stylist”

La confidenza virtuale è un’illusione degli ultimi anni, e nessuno sa davvero gestire la linea di confine tra cosa ci interessa e cosa ci riguarda nel nostro ruolo di follower. Questo fenomeno si manifesta con la frase: "Eh, ma sei un personaggio pubblico, ti esponi al giudizio."

Intanto la prima cosa da fare è riconoscere che a un certo tipo di valutazione sono sottoposte quasi solo le donne. Vi sfido ad andare sui profili di Fiorello o Jovanotti e trovare la stessa quantità di commenti su vestiti, capelli, trucco e puttanate che trovate sui profili delle donne, espressi con la stessa veemenza e spesso cattiveria. In secondo luogo, forse allenarsi a non esprimere la propria opinione su ogni cosa è la promessa che possiamo fare all’umanità per il 2018. Diamo agli altri il beneficio della certezza, non più del dubbio, su loro stessi.

daniela collu instagram

“#Escile”

Molto gettonato è anche il commento porno soft, che spazia dal "Che ti farei" alle foto di peni sconosciuti che ricevo nella posta privata di Instagram. Di solito rispondo con delle parolacce e la loro obiezione è che scherzavano.

Evidentemente il problema ce l’ho io che nel viscidume di un estraneo che ti dedica le sue masturbazioni non rintraccio la lusinga suprema. Fammi vedere le tette, mostrati, tira fuori la mercanzia, non sei qui per questo? Parentesi: la mercanzia spesso è rappresentata dai miei piedi, che mi piace ricordare da giovani, inconsapevoli del loro potere attrattivo.

“Ti preferivo quando eri grassa”

Il mio commento preferito. In Italia se sei donna e lavori in TV hai due scelte: essere bona o essere simpatica. Le due cose non sono contemplate contemporaneamente, o perché non ti prendono sul serio o perché disorienti il pubblico che non sa bene in quale casella inserirti.
Le donne che fanno ridere o hanno un grande impatto in TV spesso sono poco attraenti o rinunciano al corpo come parte della loro identità.

Io ho iniziato a lavorare che ero grassottella e poi sono un po’ dimagrita. Il dimagrimento—esperienza neutra che tutti attraversano almeno una volta nella vita—mi ha fatto capire una cosa: secondo molti dei miei commentatori devo stare a attenta a non diventare grassa inguardabile ma neanche magra e in forma.

Dovrei continuare a incarnare una via di mezzo rassicurante e accessibile, che possa far pensare a chi è dall’altra parte dello schermo che se ce l’ho fatta io, ce la possono fare anche loro. Un peso che mi consenta di stare nella categoria una di noi. Quindi non troppe foto di sport sennò sembro una che si è bevuta il cervello e ora è ossessionata dalla linea, non troppe foto di cibo che poi sennò i vestiti mi stanno male e chi li sente!

Ricordo con amarezza quella volta in cui mi dissero: "Non dimagrire di più, o diventi come Geppi Cucciari che non fa più ridere." Ora immaginate la mia faccia che si liquefà davanti a questa stronzata.

daniela collu instagram

Nel passaggio da "famosina" della rete all’avere la mia faccia associata al nickname, in sostanza, ho avuto modo di sperimentare molto da vicino la confusissima dimensione della conoscenza virtuale.

È un terreno scivoloso: cosa di quello che vedo online su un personaggio racconta davvero di lui e cosa invece fa parte dell’autopromozione? Cos’è appropriato condividere della propria vita? Cosa è opportuno commentare delle vite degli altri? Ma soprattutto ha senso pensare di essere davvero "vicini" a qualcuno solo perché guardiamo le sue giornate da uno schermo?

Narra la leggenda che alla fine degli anni Settanta Mina abbia abbandonato le scene nel momento di maggior successo, dichiarando: "Da domani mangio quello che mi va." Ditemi voi se vi pare normale. Ditemi voi se Mina non vi manca terribilmente.

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