I punti più ridicoli della bozza del ‘contratto di governo’ tra M5S e Lega

Per esempio: la richiesta di cancellare 250 miliardi di euro di debito pubblico e soldi da Bruxelles per il reddito di cittadinanza.
Leonardo Bianchi
Rome, Italy
16.5.18

Tra dichiarazioni roboanti del tipo “stiamo scrivendo la Storia,” la struggente parabola dell’economista Giulio Sapelli (indicato come possibile, poi forse, poi NO per colpa dei Poteri Forti), le frenate e i dubbi di Matteo Salvini, la riabilitazione giudiziaria di Silvio Berlusconi e le bordate contro le “interferenze” degli “eurocrati” di Bruxelles, sembra che stiamo entrando nelle fasi finale della travolgente soap opera chiamata “governo del cambiamento.”

Come noto, dallo scorso weekend esponenti di Lega e MoVimento 5 Stelle—tra cui, giusto per fare qualche nome, Roberto Calderoli e l’ex concorrente del Grande Fratello Rocco Casalino—si stanno confrontando sul testo di un "contratto di governo", ma trovare una sintesi è tutt’altro che automatico. Tant’è che il leader leghista l’ha detto chiaro e tondo: “O c'è l'accordo o si torna al voto.”

Ma su che testo si stanno confrontando, esattamente, le due parti? Ieri sera, grazie a uno scoop dell’ Huffington Post, l’abbiamo saputo per la prima volta. Il documento consta di 39 pagine, risale al 14 maggio, ed è pieno di aspetti davveri succosi—anche se, sempre ieri, Lega e M5S si sono affrettati a dire che quella versione è vecchia, e che hanno rimosso cosucce come il meccanismo per uscire dall’Euro in caso di “chiara volontà popolare.”

Nonostante ciò, e considerata la rilevanza del documento, ho pensato di condensare i punti più assurdi della bozza, esprimendo per ognuno un comodo voto da uno a cinque (come le Stelle!1!).

1 - IL “COMITATO DI CONCILIAZIONE”

La previsione che sta facendo più discutere è contenuta a pagina 4, sotto la dicitura “Funzionamento del governo e dei gruppi parlamentari.” In esso è contenuto il cosiddetto “Comitato di Conciliazione,” ossia un organismo non formalizzato che—scrive l’ HuffPo—“stabilisce il funzionamento della cooperazione tra le due forze politiche nel caso che questa cooperazione si inceppi.”

Oltre a sedare i conflitti interni, il Comitato serve anche a prendere decisioni in materie rilevanti quali “crisi internazionali, calamità naturali, problemi di ordine e di salute pubblici.” L’organismo dovrebbe essere composto dal presidente del Consiglio dei Ministri (di cui non c’è ancora un nome), il capo politico del M5S e il segretario della Lega, i capigruppo di Camera e Senato e il ministro competente per materia.

Secondo le critiche, questo Comitato sarebbe una specie di Consiglio dei Ministri parallelo—o addirittura, come ha detto Graziano Delrio del Partito Democratico, una riedizione del “Gran Consiglio del fascismo” che dimostra una “cultura costituzionale preoccupante.” Per il professore Giacinto Della Cananea, incaricato da Luigi Di Maio di guidare il “comitato scientifico di analisi dei programmi”, “non c’è nulla di eversivo: il Comitato di conciliazione è simile al Consiglio di gabinetto previsto dal regolamento di Governo.” Su Twitter, inoltre, è stato fatto notare che un organo simile c’è nell’ultimo contratto che regola la coalizione di governo in Germania.

VOTO DI ASSURDITÀ: 3/5

2 - PIÙ POPULISMO PENALE PER TUTTI

Sulla giustizia, l’impianto delle riforme pare essere ispirato al più netto populismo penale; ovvero: pene più aspre, più carcere, meno misure alternative, più “pan-penalizzazione.” Al di là della “riforma ed estensione” della legittima difesa (su cui la Lega punta ossessivamente da anni), gli altri punti cardine sono la riforma della prescrizione, l’aumento delle pene per i reati contro la pubblica amministrazione, l’emanazione del “Daspo per i corrotti e i corruttori” e l’introduzione dell’“agente provocatore” a livello investigativo. Infine, si prevede anche il “potenziamento” delle intercettazioni.

Le critiche più dure su questi punti sono arrivate da Forza Italia, che formalmente è ancora alleata della Lega. "Particolarmente assurdi," ha detto Maria Stella Gelmini, "intrisi del peggior giustizialismo grillino e nel solco dei precetti di Di Matteo e di Davigo, sono i capitoli 'conflitto di interessi' e 'giustizia'."

VOTO DI ASSURDITÀ: 2/5

3 - LA REVISIONE DEI TRATTATI EUROPEI

Dire che l’euroscetticismo è un cavallo di battaglia per entrambi i partiti, pur con differenti gradazioni, è tautologico. E infatti, nella bozza si mette nero su bianco che è “necessaria una ridiscussione dei trattati dell’UE.” In particolare, va “modificato radicalmente”—senza però spiegare come—il Patto di Stabilità e di Crescita a partire “dai vincoli stringenti, infondanti e insostenibili dal punto di vista economico e sociale.”

VOTO DI ASSURDITÀ: 2/5

4 - LA CANCELLAZIONE DI 250 MILIARDI (MILIARDI, AVETE CAPITO BENE) DI DEBITO

A proposito di economia: la vera bomba di questa bozza è contenuta a pagina 38, alla fine del documento. Qui si affronta l’annoso tema dell’enorme debito pubblico italiano, che a oggi si attesta a 2.302 miliardi di euro—circa il 132 percento del Pil.

Come ridurlo, quindi? Semplice: Lega e M5S—calandosi un po’ nei panni de “Il Professore” della Casa di Carta—chiederanno alla BCE guidata da Mario Draghi di “cancellare ben 250 miliardi di titoli di stato che l'istituto di Francoforte avrà in pancia alla fine del quantitative easing.” Questa cancellazione, dice il documento, “vale circa 10 punti percentuali.” Non conosciamo la reazione di Draghi, che nell’immaginario leghista e grillino è tendenzialmente un affamatore di popoli, ma mi immagino una cosa di questo genere:

VOTO DI ASSURDITÀ: 5/5

5 - TOGLIERE LE SANZIONI ALLA RUSSIA

Anche qui, viste le posizioni pubbliche dei due partiti, non c’è molto di cui sorprendersi. Pur ribadendo la fedeltà alla Nato e agli Stati Uniti come “alleato privilegiato,” la bozza sancisce l’“apertura alla Russia, da percepirsi non come una minaccia, ma quale partner economiche e commerciale.” Il testo, poi, definisce “opportuno il ritiro immediato delle sanzioni imposte alla Russia” ed eleva Mosca a “interlocutore strategico” in aree di crisi come Siria e Libia.

VOTO DI ASSURDITÀ: 1/5

6 - I SOLDI DA BRUXELLES PER FINANZIARE IL REDDITO DI CITTADINANZA

A parte la previsione della famigerata flat tax (che in realtà, a giudicare da quanto scritto, non sarà più così tanto flat), nel testo c’è anche il reddito di cittadinanza, fiore all’occhiello della propaganda grillina. Le cifre sono poche: si parla di 780 euro mensili, per uno stanziamento di 17 miliardi annui. Subito dopo arriva il colpo di scena: altre risorse dovrebbero arrivare da Bruxelles.

In che modo? Così: “Andrà avviato un dialogo nelle sedi comunitarie al fine di applicare il provvedimento A80292/2017 del parlamento europeo, che garantirebbe l'utilizzo del 20 percento della dotazione complessiva del Fondo Sociale Europeo per istituire un reddito di cittadinanza anche in Italia.”

Detto in altre parole, insomma: l’Unione Europea fa cagare, però allo stesso tempo ci deve tagliare 250 miliardi di debito pubblico e scucire i soldi per mantenere le nostre promesse elettorali. Ora, ancora non si sa se finalizzeranno il “contratto di governo” o se l’alleanza reggerà fino in fondo; ma di sicuro, se queste sono le premesse, ci sarà da divertirsi.

VOTO DI ASSURDITÀ: 4/5

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