Not for Us e NVRMORE hanno fatto scendere la Luna sulla Terra

Il video di "EYEZ", a cura di Mattia Benetti e OK Rocco, accompagna la nuova uscita di Not For Us su Avantguardia, il collettivo di DJ e producer italiani fondato da Shablo.
9.3.18

Avantguardia, il collettivo di DJ e producer italiani capitanato fondato da Pepsy Romanoff, OK Rocco e Shablo, sta costruendo mattone dopo mattone il muro di suono che sarà la sua nuova compilation, Takeoff, a cui ne seguirà una seconda, Landing. La data d'uscita non è ancora confermata, ma mentre aspettiamo possiamo consolarci con una delle bombe più fragorose che conterrà: "EYEZ" di Not for Us e NVRMORE, un brano lacerante con un video che sembra girato nel momento in cui gli infiniti universi paralleli che compongono il tessuto della realtà si sono infragnati l'uno sull'altro creando un gran pastrocchio in cui i pianeti fluttuano in mezzo ai paesaggi e l'aria si riempie di glitch e strane geometrie in 3D. Un esempio? Eccovelo.

Il video è opera di Mattia Benetti e Ok Rocco: il primo si è occupato delle riprese, mentre il secondo di montaggio e post-produzione. I due si sono conosciuti anni fa durante le riprese di un video di Tormento, e questa è la loro seconda collaborazione per Avantguardia dopo "Midnight Rain" di Themis. "Ero ad Amsterdam da Rocco per sviluppare un progetto assieme e avevo con me questo girato che avevo pensato per uno shoot per Vogue Italia", racconta Mattia, "e abbiamo pensato di fondere fashion e visual art in questo viaggio sia interiore che cosmico".

"Il video è un lavoro a quattro mani o, come preferisco dire, di due sensibilità", racconta invece Rocco. "Sono intervenuto sulle immagini di Mattia con l’intenzione di prendere il sasso da lui lanciato per scagliarlo oltre. Avuta la sua totale disponibilità a poter violentare le immagini, ho agito nel rispetto dell’unica legge possibile della sperimentazione: la totale libertà espressiva, senza limitazioni di regole e tecniche, senza i paletti di uno storyboard o storytelling predeterminati; e cosi, giocando, anch’io sono entrato in un mondo parallelo da cui hanno preso origini le mie visioni".

E ancora: "Il video è un breve viaggio, un flusso nell’irrazionale, nell’onirico, che si muove attorno alla femminilità. Corpi, sguardi fragili ed enigmatici che si mescolano armoniosamente a un ambiente surreale dove vivono paesaggi lunari, geometrie astratte e forme 3D. Rotoscoping e tracking sono stati realizzati volutamente lo-fi per accentuare il contrasto tra le dimensioni geometrie e l’organicità dei corpi e degli elementi naturali. Il tentativo è stato quello di creare una poetica visiva priva di condizionamenti giocando fino a far scendere la luna sulla terra".

L'atmosfera irreale del video, però, non esisterebbe senza il brano che la suggerisce: la produzione di Alberto aka Not for Us è unisce vocine modificate e giochi di pieno e vuoto spiazzando continuamente l'orecchio dell'ascoltatore, quasi rifiutandosi di interpretare il mood come un oggetto statico. Dietro ai saliscendi del brano, però, c'è un vissuto ben definito.

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"Il pezzo è nato essenzialmente perché ero una fase in cui ero abbastanza giù", racconta Alberto, "Non avevo molta voglia di parlare, non uscivo tanto. Questa cosa si rifletteva nella mia musica, e questa produzione è venuta fuori abbastanza ermetica. Il tema principale della canzone è il silenzio: ci sono questi grandi vuoti in cui sale la voce completamente modificata che dice Look into my eyes, e spesso quando guardi negli occhi una persona non devi dire niente".

Essendo Not For Us uno dei producer italiani che sembrano trovarsi più a loro agio in una zona interstiziale tra elettronica pura e produzione di beat hip-hop, abbiamo pensato che fosse sensato chiedergli che cosa ne pensava del rapporto che questi due mondi hanno stretto nella scena italian contemporanea. "Penso che con l'arrivo della trap ci sia stata un'accelerazione che ha portato alla scoperta di suoni molto più affini all'elettronica rispetto a quelli con cui si faceva tradizionalmente hip-hop", spiega lui. "Adesso ci si è un po' standardizzati, ma non è una colpa: è un business, e se resti nel mainstream una volta che trovi la formula la sperimentazione lascia un po' il tempo che trova".

"A parte questo, secondo me si poteva spingere ancora un po' sull'acceleratore per provare a raggiungere una convivenza migliore tra questi mondi, conclude Alberto. "Diciamo che però, al momento, secondo me i nomi che stanno portando più innovazione e elettronica nei loro pezzi sono Tha Supreme e Low Kidd".

Ci sentiamo presto con un nuovo tassello del mosaico di Avantguardia, e avremo presto informazioni sulla data d'uscita della loro nuova compilation. Intanto, seguiteli su Facebook.

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