Droga

Com'è passare le feste con i tuoi quando hai un problema con le droghe

"La mia famiglia non sospettava nulla. Bevevo un sacco di Coca Cola e loro pensavano solo che mi avesse tirato su."
31.12.18
vacanze di natale
Foto via VICE.

Per molti, una bottiglia di vino è sinonimo di feste tanto quanto i pasti infiniti, Mariah Carey e le discussioni in famiglia. Alcuni, però, fanno uso di sostanze ben più pesanti del vino per affrontare il periodo festivo coi parenti.

D'altronde, questo è il periodo dell'anno in cui tutti ci vogliono felici e sereni, anche se siamo costretti a passare un sacco di tempo con gente di cui magari non ci frega assolutamente nulla. Per chi fa uso di sostanze stupefacenti, anzi, le feste sono il periodo peggiore: la droga può sembrare l'unica via d'uscita.

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Queste sono le storie di cinque persone che ci sono passate o ci stanno passando, e hanno voluto condividere la loro esperienza con noi.

Claire Truman, 26 anni

A 17 anni potevo arrivare a sniffare anche 10 grammi di ketamina in un giorno. Quando ho iniziato ad avere i primi problemi, principalmente forti crampi allo stomaco, l'unico modo per farmeli passare era prendere altra ketamina. Alcune sostanze fanno passare l'appetito, ma la ketamina no. Così potevo tranquillamente sniffare prima di sedermi alla cena di Natale, e poi farmi un'altra striscia prima del dolce. Un anno, però, ho iniziato ad avere crampi terribili durante un pranzo. Ho cercato di resistere stando a tavola, ma a un certo punto il dolore è diventato così intenso che ho dovuto assolutamente sdraiarmi a letto e respirare profondamente. Sono riuscita a far credere ai miei che i crampi fossero dovuti a un'influenza intestinale. Ricordo che mi sentivo in colpa, ma durava poco perché la cosa più urgente su cui dovevo concentrarmi era come farli smettere. Stavo lì aggrappata alla borsa dell'acqua calda e già pensavo alla prossima striscia. Anche se sapevo che il dolore sarebbe tornato, pur di godere di un'ora di sollievo avrei fatto qualsiasi cosa.

Karen Bright, 29 anni

Quando facevo uso di eroina odiavo le feste. Affrontare il giudizio dei miei non faceva che peggiorare lo stress e la vergogna che provavo. L'invidia che nutrivo per le persone "normali" era il sentimento più forte di tutti. Tutt'intorno, le persone sembravano vivere il momento più felice della loro vita, mentre a me interessava solo l'eroina. Di solito andavamo a casa di mio zio per la vigilia di Natale. Mi fumavo una stagnola quando portavo fuori il cane la mattina. Bevevo un po' di vino e altri alcolici durante il giorno, poi uscivo e fumavo ancora, e poi di nuovo una volta o due la sera. Non riuscivo a uscirne, dovevo assolutamente farmi. Un anno non ce l'ho fatta e ho detto ai miei che quell'anno avrei festeggiato a casa di amici. Sono stata da sola, mi sono fatta e ho guardato la TV. Anche se non stavo bene, mi sono goduta quel Natale più di tanti altri, perché ero molto meno stressata. Ora sono sobria, e ho una bellissima figlia. Mi piace il Natale e mi sento davvero fortunata ad avere trovato l'amore e la felicità.

David Johnson, 32 anni

Di solito la Vigilia di Natale bevevo con gli amici. L’ultima cosa che facevo prima di andare a letto era preparare una raglia di “Calvin Klein” [cocaina e ketamina] per il risveglio. La mattina dopo la sniffavo e ricominciavo a bere. Come niente sono in grado di mandare giù una ciotola di sidro e un paio di bottiglie di whisky e rum, e poi per tutto il giorno faccio dei refill. Sono in grado di far fuori tre grammi di ciascuna sostanza, e di solito spegnevo il telefono—o deviavo le chiamate, almeno—e lo prendevo come un giorno di isolamento, soprattutto perché non volevo coinvolgere altre persone nelle mie montagne russe emotive. Di giorno durante le vacanze lavoro a progetti personali—sono un software developer. Ascoltavo una playlist di Spotify strappalacrime e questo mi aiutava a ripensare a tutte le cose che erano successe durante l’anno: quelle buone, quelle cattive, le delusioni sentimentali, etc. Il 26 dicembre di solito facevo after, finivo la mattina del 27. Quest’anno avevo deciso di disintossicarmi, ma vediamo come finirà dopo Capodanno.

Nikki Mattocks, 21

Il periodo festivo è molto difficile per chi ha una dipendenza e una famiglia. Siamo pieni di aspettative, vogliamo essere felici e vivere giorni perfetti, ma quando lotti con una dipendenza non esistono giorni perfetti. Ogni giorno è una guerra. Io a Natale mi facevo di cocaina in bagno o in camera mia, e la mia famiglia non sospettava nulla. Bevevo un sacco di Coca Cola e loro pensavano solo che mi avesse tirato su, e poi quando finivo in down credevano che fosse un brutto momento e che sarebbe passato, dato che sanno che soffro di depressione. Non avevo mai fame, ma mi costringevo a mangiare e poi vomitavo praticamente subito.

Dato che stare in famiglia mi mette ansia mi drogavo di più, finché l’ansia passava. Un Natale ricordo di aver mandato un messaggio al mio ex chiedendogli di vendermi altra droga, quindi sono ‘uscita a fare un giro’ per recuperarla. Un’ora dopo ero seduta in soggiorno, nascosta sotto una coperta, che piangevo istericamente. Era un circolo. È stato un periodo molto buio, orrendo.

Darren Turner, 27

Prendo un Etizolam [una sostanza benzodiazepino-simile] appena mi sveglio, poi ancora un paio nel pomeriggio e poi uno la sera. Mi mette molta ansia vedere persone tutto il giorno e bevo molto: credo di arrivare a otto birre al giorno, un paio di bottiglie di vino e qualsiasi altro alcolico che gira. Nella mia famiglia bevono tutti tanto, quindi anche se magari ricevo commenti su quanto stia bevendo io, non penso che nessuno lo noti davvero. Anche se da fuori sono amichevole e su di giri, sono contento quando se ne vanno tutti. A quel punto io, mio padre e mio zio apriamo una bottiglia di whisky e la finiamo. Ovviamente sono consapevole che per gli standard comuni è un sacco di alcol, ma per me non è così inusuale. A Natale si fa così.

Grazie a Sesh Safety per l'aiuto per questo articolo.

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