crimine

La gente sta portando via i soldi da Andorra mettendoli nelle mutande

Abbiamo passato una giornata alla dogana fra Andorra e Spagna, dalla quale passano sigarette, alcool e molto altro — ora che non è più un paradiso fiscale.
25.5.16
Un uomo nasconde del denaro nei suoi pantaloni. (Foto via Guardia Civil)

Quando un cittadino spagnolo decide di fare un viaggio ad Andorra, un minuscolo stato con meno di 80mila abitanti nel bel mezzo della catena dei Pirenei, viene quasi automatico dirgli: "Compra un bel po' di sigarette da portarti via."

Acquistare una stecca nel 'paese dei Pirenei', infatti, può arrivare a costare fino a 20 euro in meno che in Spagna, a causa della bassa tassazione a cui tradizionalmente erano soggetti i suoi cittadini. Tradizionalmente.

Pubblicità

Andorra è - o meglio, era - uno dei cosiddetti "paradiso fiscale," termine usato per indicare quegli stati che non ostacolano l'evasione fiscale di paesi terzi. Ma nel tentativo di ridurre gradualmente l'opacità dei conti bancari - attraverso un accordo formalizzato nel 2010, che prevede uno scambio di informazioni in materia fiscale con la Spagna - è stata in qualche modo estinta la principale attività finanziaria di Andorra: quella del segreto bancario.

Leggi anche: Mazzette nella Nutella e cani anti-cash: come Malpensa combatte il traffico di contanti in aereo

Nel 2011 l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCDE) tolse Andorra dalla lista dei paradisi fiscali. Da allora è iniziato il conto alla rovescia per eliminare dal Principato depositi e proprietà non dichiarati, dato che entro il 2018 le autorità fiscali francesi e spagnole avranno a disposizione i dati bancari dei loro cittadini, nei minimi dettagli.

Negli ultimi cinque anni sono successe molte cose, nel piccolo stato. Il cosiddetto 'caso Pujol', che ha coinvolto l'ex-presidente della comunità autonoma della Catalogna, ha stabilito un importante precedente nella rivelazione dei segreti bancari - generando così grande preoccupazione nel governo di Andorra.

Nel 2015, poi, la denuncia da parte del Tesoro degli Stati Uniti nel 2015 ha portato all'intervento dell'esecutivo del paese nei confronti di un'importante banca locale, accusata di riciclare il denaro della criminalità organizzata.

Pubblicità

Fine della festa, insomma: Andorra ha smesso di essere un paradiso per diventare una sorta 'trappola fiscale'. E nel frattempo le tasse sono aumentate: per questo adesso gli spagnoli, al posto delle stecche di sigarette e dell'alcol, hanno iniziato a portarsi via da Andorra il proprio denaro in contanti.

3V3A0052.JPG

Secondo un comunicato stampa del corpo di Gendarmeria spagnolo, nel 2015, quasi 1,4 milioni di euro nella valuta di Andorra sono stati intercettati dalla Guardia Civil e dall'Agenzia Statale dell'Amministrazione Tributaria (AEAT), con un aumento del 7,6 per cento rispetto all'anno prima. Nello stesso anno, secondo la stessa fonte, sarebbero stati distrutti oltre 236mila pacchetti di sigarette, per un valore pari a più di un milione di euro.

Gli arresti connessi al traffico di sigarette sono ormai numerosi, spiega a VICE News Carlos Gavilanes, capo della Vigilanza Doganale della AEAT in Catalogna. Eppure, un agente della Guardia Civil ha sottolineato come la novità per il futuro prossimo riguarderà soprattutto i reati di riciclaggio o di ricettazione di denaro, che già stanno superando quelli relativi al contrabbando di sigarette.

20141028_113144.jpg

Mentre parliamo con Gavilanes, una donna - visibilmente irritata dalla presenza della stampa - dichiara una consistente somma di denaro alle autorità doganali. Il capo della Vigilanza Doganale illustra il modus operandi attraverso il quale viene sottratto denaro dal piccolo stato dei Pirenei: un sistema comune, per esempio, consiste nell'inviare somme di meno di 10mila euro - la cifra massima che si può portarsi in Spagna legalmente - a varie persone che non si conoscono fra di loro.

"Una condotta del genere non può essere sanzionata, ma può diventare oggetto di indagine," spiega a VICE News Gavilanes, il quale assicura che queste persone non sono ritenute colpevoli di alcuna infrazione, ma che comunque vengono aperte indagini per capire la provenienza di tali somme di denaro. Altri invece preferiscono utilizzare il metodo tradizionale e nascondere i soldi in automobile.

3V3A0038.JPG

La settimana precedente all visita di VICE News, il noto giornalista spagnolo e corrispondente dal Medio Oriente Henrique Cymerma è stato fermato con oltre 40mila euro in contanti. Ne teneva 10mila nel portafoglio e il resto in una Mercedes a noleggio — guidare un veicolo noleggiato è uno dei principali indizi che porta la Guardia Civil a sospettare che ci sia un'infrazione in corso.

VICE News ha parlato con un giovane agente della Guardia Civil che detiene il record di 70 sequestri in sei anni. "Alla fine li riconosci già da lontano," assicura il ragazzo.

3V3A0065.JPG

Siamo andati con lui nel deposito dove tengono i veicoli usati per nascondere parte della mercanzia sequestrata negli ultimi mesi. I sistemi per occultare la merce sono veri e propri esercizi di ingegno: si va dal tradizionale doppio fondo nel pavimento, a complessi meccanismi di immagazzinamento con corde per tirare fuori i pacchetti di sigarette.

Il prodotto principale è il tabacco. Ma vengono sequestrate anche bottiglie di alcol, farmaci senza ricetta e munizioni per cacciare. L'agente di polizia con cui ha parlato VICE News assicura che una volta in uno di quei doppi fondi hanno trovato persino un'arma da guerra.

La Guardia Civil sequestra un camion pieno di confezioni di sigarette.

C'è un tetto massimo per ogni prodotto: 300 sigarette, 16 litri di birra, 1,5 litri di bevande con un grado alcolico superiore ai 22 gradi, 900 euro di scarpe, vestiti o elettrodomestici — 450 euro se sono per minori di 15 anni.

Pubblicità

Il capo della Vigilanza Doganale ha spiegato a VICE News il procedimento adottato generalmente dopo il sequestro: prodotti come tabacco, alcol, farmaci o munizioni vengono distrutti, elettrodomestici o oggetti di un valore superiore vengono messi all'asta. Non ci sono offerte: si tratta di un'asta in busta chiusa. Gli interessati dicono quanto sono disposti a pagare e chi propone la cifra maggiore si aggiudica il prodotto in vendita.

Alcuni membri della Guardia Civil pensano che non si fa tutto il possibile per bloccare il contrabbando. Assicurano che l'installazione di scanner e la chiusura della montagna lo debellerebbe in un attimo. Segnalano inoltre la mancanza d'azione da parte delle autorità di Andorra: "La gente paga poche tasse per il tabacco, ma qualcosa ci guadagnano," ricordano.

Quel che è certo è che il paese vive di questo, e trovare un'alternativa a questo "mercato" sarà difficile. Nel frattempo, chi lavora alla dogana cerca di darsi da fare.


_Segui VICE News Italia su Twitter, su Telegram e su Facebook_

Segui Quique Badia su Twitter: @qbadiamasoni