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I concerti che vi consigliamo di non perdervi al Primavera Sound 2017

Come ingannare il tempo mentre si aspetta che inizi Frank Ocean.

Mancano due settimane al Primavera Sound, festival che a noi italiani piace un sacco per diversi motivi. C'è Barcellona che è bella e calda e vicina! Ci suonano quelli che in Italia non vengono manco col lanternino! Possiamo illuderci di vedere tutti i nostri artisti preferiti quando in realtà ci sveglieremo alle 18 e saremo al Parc del Forum alle 20 squamati a schifo e passeremo tutta la serata stesi su dei gradini scomodi! Ma stiamo divagando: noi siamo qua per consigliarvi che cosa andremmo a vedere fossimo noi lì al posto vostro, districandoci tra i vari palchi e cercando di sciogliere i vostri terribili dubbi su chi sia meglio vedersi e chi sia meglio perdersi che tanto poi insomma ecco. Pronti? Via!

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GIOVEDI 1 MAGGIO

Se volete fare quelli che arrivano belli carichi subito il primo giorno, vi segnaliamo il DJ set dei Kiasmos sul palchetto della spiaggia, quello che dall'anno scorso vi ha dato un motivo in meno per spendere soldi inutili per andare alle Baleari e/o sulle isole croate. Alle 18 resterei in tema nordico andando a fare due saltelli con Jens Lekman, che in un contesto tutto palme e champagne come quello della Catalogna non può che darvi una gioia passeggera. Poi avete 45 simpatici minuti di pausa prima di beccarvi i This Is Not This Heat, dato che probabilmente in Italia non passeranno mai. In semi-contemporanea c'è Romare, ma probabilmente dovrete perdervelo dato che a metà del suo set dovrete decidere se esser vecchi scoreggioni ma con classe (aka andare dagli Zombies, che faranno tutto Odessey and Oracle) o giovani empowered contemporanei (aka andare da Solange). Alle 22 c'è Bon Iver, che insomma a me piace, e soprattutto il nuovo disco a me piace—quindi comunque me lo sparerei. Appena finito si aprono tre strade: potete fare gli artsy pretenziosi coi Death Grips, andare ad aspettare gli Slayer facciano qualcosa dai dischi pre-"Diablous in Musica" o beccarvi dal vivo la spoken word artist più figa del mondo, cioè Kate Tempest. Io andrei su quest'ultima opzione, ma solo perché ho già visto gli Slayer tipo quattro volte. All'una fate un saltino da zio Aphex Twin, ma poi a metà rompetevi i coglioni e andate a spaccarvi la faccia coi King Gizzard & The Lizard Wizard. Concludete la vostra giornata con un set dei Pinegrove alle quattro del mattino, e piangete pensando a tutte le vostre ex e agli amici che ormai vivono lontani. EA

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Ingresso ore 17:30, giusto il tempo per prendere confidenza con il luogo e magari procurarsi qualche ticket-bevanda (non so bene come funzioni quest'anno ma una volta c'erano i ticket), ed è già ora (le 18:25) di andare a vedere le Nots per una sana mezz'oretta di punk rock un po' wave e un po' garage come lo fanno così bene a Memphis. Ci restano venti minuti per prendere in giro i vestiti dei presenti prima di recarci tassativamente a vedere i This Is Not This Heat suonare la musica più bella dell'universo (ok, esagero, comunque siamo lì). A quel punto per me è pausa cena (gli Zombies erano già zombie nel '68, figuriamoci ora) finché non è ora di andare prima a vedere i BADBADNOTGOOD, rompersi le palle dopo un po' e rendersi conto che forse non siamo fatti per quella roba—e procedere mestamente verso gli Afghan Whigs, dove invece ci divertiremo un casino con le nostre amate chitarrone. Poi ovviamente si staglierà nel cielo la parola Slayer e noi dovremo seguirla come i re magi, ma abbandoneremo la stalla dopo una mezz'ora (che è la durata che dovrebbero avere tutti i concerti) per dare un'occhiata ai S U R V I V E sperando ingiustamente e senza alcun rispetto per la loro produzione artistica che non suonino altro che la colonna sonora di Stranger Things. A quel punto probabilmente andrei da Aphex Twin, ma pensando con la coda del cervello al fatto che mi sto perdendo i Damned. Ma una vocina dentro di me mi direbbe "dai, che cazzo, i Damned nel 2017 sono troppo anche per un vecchio come te". A seconda della quantità e del tipo di droghe assunte, si può anche concludere la nottata nel dungeon degli Skinny Puppy, una di quelle ottime pessime idee che tutti abbiamo al primo giorno di un festival. GS

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VENERDI 2 GIUGNO

Io qua arriverei tranquillo alle 19:30 per beccarmi Mitski che tira le chitarrate di "Your Best American Girl." Poi potete scegliere tra Shellac, Mac DeMarco e Sampha: se vi piace l'R&B e non volete per forza ballare ma solo farvi venire i brividoni andate da zio Sampha, se vi fate le canne andate da Mac, altrimenti via di Stefano Albini. Frank Ocean si mangia Descendents e Swans, ma di questi ultimi potete pure beccarvi la fine del concerto senza troppi patemi. Mentre suonano gli xx andate a prendere dell'ottimo pad thai, che sopra dove ci sono tutti i food trucks sotto al coso coperto lo fanno molto buono, e riprendetevi per gli Sleaford Mods a venti all'una. Appena finiti loro, dritti dai Run the Jewels a sanguinare per terra, da Flying Lotus a cercare di capire che cosa sta succedendo e poi a letto, che il giorno dopo dovete andare a pranzo alla Barceloneta e non siete riusciti a prenotare quindi col cazzo che vi magnate il pesce se non alzate quel culo. EA

Tanto per cominciare non c'è nulla di conosciuto fino alle 18 ma io consiglio di andarsi a sentire anche i gruppi locali che aprono la giornata, diciamo alle 17, perché in un breve test su YouTube ho già trovato un paio di cose che potrebbero essere interessanti (tipo il folk da sfigatoni sentimentali di El Petit de Cal Eril). Poi suonano i Phurpa, il collettivo russo dedito a sperimentazioni vocali da rituale religioso, ma dipende dal contesto: se siamo in grado di sdraiarci e chiudere gli occhi senza venire disturbati per goderci cinquanta minuti di drone vocale, diamoci dentro; altrimenti si resta in giro. Magari andiamo a vedere Mitski, oppure Sinkane per una botta di vita afrobeat. A quel punto, dando per scontato che gli Shellac li abbiamo già visti 24 volte a tutti i Primavera precedenti e che i Growlers sono robaccia per poser, possiamo andare da Mac DeMarco per vedere quel che è rimasto dell'indierock anni Duemila. Oppure cenare. Una volta che ci siamo rotti le palle di Mac ci sono i Descendents lì vicino, mi dicono che dal vivo siano ancora fighi, ma dipende da quanto ci interessa fare punkaraoke. A quel punto è ora di Frank Ocean, che se lo salti non si capisce cosa sia andato a Barcellona a fare, e subito dopo dei Make-Up che sono sempre una gran botta di energia, seguiti in rapida successione dagli strepitosi Sleaford Mods che non mi perderei per nessun motivo, pur tenendo presente che li vedremo questo weekend in Italia. A quel punto la notte è nostra: Run The Jewels, Flying Lotus e, da non sottovalutare se in vena di danze, il punk funk degli ottimi Priests alle 4 di mattina. GS

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SABATO 3 GIUGNO

Se volete alle 18:30 c'è Junun, quella mega jam indiana di Jonny Greenwood e Shye Ben Tzur, ma fino alle 19:30—cioè quando si paleserà Thurston Moore—potete anche star comodi e tranquilli a bervi i birrini sovrapprezzo. Mentre Van Morrison fa limonare i cinquantenni presenti, voi andate senza troppe paranoie da Joey Purp a cantare "Girls @" e limonate con gioia pure voi persone anagraficamente meno impegnative. Ripigliatevi un pochettino e poi alle 22:35 via da Hamilton Leithauser, che ha scritto un disco di cristo che non si è cacato nessuno e in Italia suonerà a Prato, e chi ci andrà a vederlo a Prato? In tanti spero, ma non è affatto detto. :'-( A metà Hamilton, se la vostra tazza di tè è l'ambient, potete andare da zio Huerco S. a beccarvi uno dei migliori interpreti della quiete in forma elettronica. Poi salterei a piè pari gli Arcade Fire, che tanto il singolo nuovo è una loffia, per andare in fila da King Krule aka The Return of Pimp Shrimp e dagli Against Me!, concludendo con un bel live glorioso di Skepta la vostra tre giorni. EA

Che ridere, un DJ set dei !!! alle 16. Piuttosto andiamo a mangiare il gelato sulla spiaggia. Se arriviamo presto, facciamo un salto dai Pond in attesa di scoprire se Jennifer Herrema dei Royal Trux porta la pelliccia anche sotto i 40 gradi di Barcellona. A quel punto, se i Royal Trux non ci hanno trasformati in tossicodipendenti all'ultimo stadio, possiamo goderci Angel Olsen. Poi dipende: io non sono molto un tipo da Teenage Fanclub e probabilmente preferirei tentare l'avventura con l'elettronica scura di Kelly Lee Owens. La sera arriva l'imperdibile Grace Jones, anche se un po' mi mangerei le mani per dover rinunciare a Seu Jorge che suona la colonna sonora di The Life Aquatic. A mezzanotte meno dieci iniziano gli Sleep per chi tra di noi si è portato i tappi per le orecchie; peccato che il live di Gas cominci proprio a metà del loro concerto, e lì bisogna scegliere tra il mejo doom metal e la mejo ambient—sempre di roba lenta e intrippante si tratta. Gli Against Me! sono una garanzia, e mi aspetto che Skepta metta il palco Heineken a ferro e fuoco. A quel punto saremo completamente rincoglioniti da tutta la musica sentita in questi tre giorni che nulla avrà più importanza. GS

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