Fotografia

In foto: i quartieri più difficili di Madrid visti dai bambini che li abitano

Orcasur e Las Torres sono due dei quartieri più poveri di Madrid, ma per i bambini che ci abitano sono casa.

di Ana Iris Simón; traduzione di Giacomo Stefanini
23 ottobre 2019, 10:30am

Tutte le foto di Barrios Project.

Orcasur e Las Torres sono due quartieri periferici di Madrid, quel tipo di posto dalla "parte sbagliata" del fiume Manzanarre di cui le guide e la TV parlano il meno possibile. Concepiti negli anni Ottanta per ospitare case popolari per famiglie a basso reddito, ora sono fra le aree più multietniche della città—ma anche quelle con più problematiche sociali.

L'aspettativa di vita media di un abitante di Orcasur è di sette anni inferiore rispetto a un abitante di Salamanca, che dista appena 15 chilometri, e il tasso di disoccupazione per entrambi i quartieri si aggira attorno al 25 percento. Non c'è bisogno di specificare che queste zone non godono di una buona reputazione sui media spagnoli, ma, per migliaia di giovani, questa è casa.

È questa la spinta che anima il Barrios Project, un'iniziativa culturale che, a febbraio del 2018, ha portato un gruppo di 12enni a ricevere 28 macchine fotografiche usa e getta per documentare le proprie esistenze. Il tutto è stato curato dal fotografo Javier Benedicto, che lo descrive come un progetto ibrido tra "sociale, culturale e artistico", e oggi è sfociato in un libro fotografico.

Per i bambini che ci vivono, Orcasur e Las Torres sono "il centro dell'universo, il nucleo dell'esistenza," come dice nell'epilogo del libro lo scrittore Sergio C. Fanjul. Per loro "esiste ben poco al di fuori del quartiere, e nulla importa granché al di là dei suoi confini."

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Le foto raccontano la vita dei bambini a 360 gradi. Come dice Benedicto: "Ci sono campi da pallacanestro, bar, nonni, graffiti, peluche, corridoi scolastici, giochi di strada, recinzioni e tante, tante amicizie."

I giovani fotografi non si sono limitati a scattare, ma hanno anche partecipato in corsi di scrittura creativa e fotografia analogica. Hanno scritto canzoni e le hanno interpretate dal vivo e in video musicali. Il libro fotografico è soltanto il culmine di un progetto molto più ampio. "L'idea è di metterli in condizione di fotografare il loro ambiente e rappresentare come si muovono al suo interno," mi dice Benedicto.

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I partecipanti hanno fatto circa 500 foto, e il processo di selezione è stato difficile. Chiedo a Paula, una delle ragazze che vi hanno preso parte, come si è trovata a usare una macchina fotografica analogica. "È difficile perché non sai bene dove mettere a fuoco, né dove sia la persona o la cosa che vuoi fotografare, perché non c'è lo schermo," mi risponde.

Javi dice di preferire questo vecchio metodo. "È una sensazione diversa, ti intriga perché non sai come verranno le foto. E se ne fai una brutta... devi farci i conti, non la puoi cancellare."

Nel libro è incluso un biglietto, un frammento di canzone scritto a mano da uno dei ragazzi del Barrio in mezzo alle foto. "Questo quartiere è stato costruito dal niente, è fatto di sudore, amore e lavoro. Cadiamo per imparare a volare e teniamo duro per imparare ad aiutarci da soli."

Scorri per vedere altre foto del Barrios Project.

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La versione originale di questo articolo è stata pubblicata su VICE Spagna.

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