I tributi di Kendrick Lamar e Barack Obama a Nipsey Hussle, tradotti

Sono stati scritti per ricordare il rapper, ucciso in una sparatoria a Los Angeles, durante una commemorazione pubblica in suo onore.

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12 aprile 2019, 9:17am

Collage: fotografia promozionale (Nipsey Hussle), Wikimedia Commons (Barack Obama), artwork di DAMN. (Kendrick Lamar)

Ieri a Los Angeles si è tenuta una cerimonia in ricordo di Nipsey Hussle, ucciso in una sparatoria lo scorso 1 aprile. Sul palco si è esibita Jhene Aikò ed è stata letta una lettera scritta dall'ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Nel programma cartaceo dell'evento distribuito agli spettatori c'erano inoltre molti altri tributi di amici e ammiratori di Hussle, tra cui Kendrick Lamar, The Game, JAY-Z, YG e gli atleti James Harden e Russell Westbrook.

Vi traduciamo qua sotto il testo integrale del ricordo di Kendrick Lamar.

Ricordo che nel 2009 sono andato in tour con Nipsey e la nostra famiglia. Sia io che lui aprivamo a The Game, era il tour di LAX. Lui aveva un bus che sembrava una casa, noi un furgone, e lo seguivamo di stato in stato.

Io ero lì a supportare mio fratello Jay Rock, ma Nipsey mi accolse come se fossi stato uno dei suoi. Lo ammirai molto per questo. Mi capitava di mettermi in mezzo al pubblico e ascoltare la sostanza delle cose che sputava sul palco. E pensavo che quello era il tipo di talenti di cui volevo fare parte. Il suo carisma e la sua abilità con le parole erano potenti. Ma mi entusiasmavo ancora di più per la sua integrità in quanto individuo.

Guardavo questo ragazzo nero, giovane e ambizioso, orchestrare un senso di compagnia tra gli uomini che erano partiti insieme per quel tour. Era determinato a ottenere una cosa—la grandezza. Una grande conoscenza, una grande ricchezza, una grande consapevolezza. Fu lì che cominciai a chiedermi, curioso, chi fosse veramente. Era un prodotto di Crenshaw e Slauson? Era un radicale? O era un pensatore? Questo alone di mistero mi ha affascinato lungo l'intero corso della sua vita e della sua carriera. Con il passare degli anni la mia ammirazione nei suoi confronti cresceva, sia da vicino che da lontano. Guardavo le sue interviste, mi interessavo alla sua filosofia e al suo lavoro nella comunità nera.

C'è da dire che il tempo ha fatto il suo lavoro. Mi sono reso conto che Nipsey era la stessa persona, da tutte le prospettive da cui lo guardavo. Ma soprattutto, tramite la sua persona abbiamo conosciuto Dio. Mi fa male il cuore per lui e per la sua famiglia, ma mi rendo conto che l'Onnipotente non fa errori. Prego che la Ermias Foundation continui a fiorire. Prego per chi dovesse trasgredire e farle del male.

Sono le avversità a mettere alla prova i veri Re. Senza paura e a testa alta, sono loro che impattano il cielo e la terra con ciò in cui credono. E allora grazie Nipsey, il radicale. Nipsey il pensatore. Nipsey il padre. Nipsey il fratello. Nipsey il marito. Nipsey l'amico. Nipsey il grande. E d'ora in poi, Nipsey il messaggero…...Shalom.

Qua sotto invece, dopo l'originale, il testo della lettera di Barack Obama tradotto in italiano.

Cari amici e familiari di Nipsey,

Non ho mai conosciuto Nipsey, ma ho ascoltato un po' delle sue cose grazie alle mie figlie e, dopo la sua scomparsa, ho avuto modo di informarmi sulla sua trasformazione e sul suo contributo alla sua comunità.

La maggior parte della gente pensa al quartiere dove Nipsey è cresciuto, Crenshaw, e vede solo gang, proiettili e disperazione. Lui ci vedeva un potenziale. Ci vedeva una speranza. Ci vedeva una comunità che, nonostante i suoi difetti, gli ha insegnato di continuare ad andare avanti per la sua strada. La sua scelta di investire nella sua comunità e di non ignorarla - la costruzione di un centro per lo sviluppo delle competenze e spazio di coworking a Crenshaw; il supporto della comunità eritrea-americana; il suo comportamento esemplare per i giovani - sono un'eredità degna di essere celebrata. Spero che il suo ricordo ispiri altre buone azioni a Crenshaw e in altre comunità che le assomigliano.

La commemorazione di Nipsey Hussle si è svolta senza problemi, sebbene ci sia stata una sparatoria con un morto nei pressi della processione, come riporta l'LA Times ("In questo momento non ci sono indicazioni che la sparatoria fosse connessa alla commemorazione). Il 2 aprile un uomo, Eric Holder, era stato arrestato e poi accusato dell'omicidio di Nipsey. Al momento si sta dichiarando innocente.

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