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In Texas hanno inventato un'automobile in grado di scoprire dove nascondi la droga

I dipartimenti di polizia e gli agenti federali americani sono già fortemente interessati a un nuovo veicolo in grado di rilevare la presenza di droga nell'aria.
9.5.16
Foto via University of North Texas

In Texas, uno scienziato ha inventato la prima auto anti-droga. Si tratta di un mezzo in grado di rilevare la presenza nell'aria di tracce di sostanze illecite, e di localizzare la fonte su una mappa.

Il prototipo è stato realizzato dal dottor Guido Verbeck della University of North Texas, il quale ha equipaggiato una Ford Fusion Energi ibrida con uno spettrometro di massa. Per testare la sua invenzione il professore ha poi creato un finto laboratorio di metanfetamine dal quale ha rilasciato dei fumi tossici.

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A detta di Verbeck, l'auto è stata in grado di localizzare la fonte delle emissioni da una distanza di 400 metri.

"Quando vengono rilevati determinati elementi chimici, il computer si attiva e inizia a calcolare da dove essi provengono," dice Verbeck. "Nel giro di pochi minuti il luogo viene identificato, con un margine di errore del 4 per cento."

I sensori del dispositivo sarebbero inizialmente serviti a misurare l'inquinamento delle autostrade, e potrebbero in future avere altri impieghi di carattere ambientale, come controllare le società di fracking che immettono prodotti chimici pericolosi nel terreno.

Tuttavia, Verbeck e i suoi colleghi della Inficon, un gruppo tecnologico di East Syracuse, si sono resi conto che l'invenzione poteva essere usata per determinare l'origine di qualsiasi agente chimico presente nell'aria. Compresi quelli utilizzati nella produzione di molti tipi di droghe.

La macchina fa affidamento su uno spettrometro speciale, assai sensibile alle vibrazioni fisiche e agli shock. Il prototipo include un cuscinetto che levita su dei potenti magneti, in grado di preservare la stabilità del mezzo anche sulle strade più accidentate.

L'aria entra nell'unità attraverso un impianto di immissione presente sul finestrino. È essenziale che l'unità sia in grado di spostarsi affinché la fonte dell'agente chimico venga rilevata. In questo modo il sistema può misurare la diffusione in diversi punti e, dopo aver considerato la velocità del vento e la temperatura dell'aria, localizzare l'origine esatta.

Secondo il professore, i dipartimenti di polizia e gli agenti federali lo avrebbero già contattato per esprimere il loro interesse nel prototipo, che avere un costo tra gli 80.000 e i 100.000 dollari.

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"Sarebbe fantastico avere un dispositivo del genere," ha detto a VICE News l'agente speciale Melvin Patterson, portavoce della DEA a Washington D.C. "Potremmo essere interessati a qualcosa di simile? Assolutamente. Abbiamo già qualcosa così? No."

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Tuttavia, l'uso dell'auto per scovare laboratori di droghe sintetiche, coltivazioni domestiche di erba o piccoli spacciatori potrebbe essere incostituzionale, dando inizio a una lunga battaglia giudiziaria — almeno secondo Aaron Pelley, avvocato di Seattle specializzato in casi di droga.

Il Quarto Emendamento della Costituzione americana vieta "le perquisizioni e le confische non ragionevoli."

In un caso del 2011 la Corte Suprema ha stabilito che l'utilizzo di immagini termiche per rilevare il calore generato dalle luci per la coltivazione della marijuana in Oregon equivaleva a una "ricerca illecita".

Le autorità aveva sfruttato la scoperta per ottenere un mandato di perquisizione ed entrare nella casa, anche se le fotografie termiche della casa erano senza mandato.

La commissione giudicante presieduta da Antonin Scalia, giudice deceduto da poco, decretò che, secondo la Costituzione, una persona può aspettarsi che dentro le mura domestiche la sua privacy non venga violata.

"Se questo approccio venisse ribaltato i proprietari di casa diventerebbero vittime delle nuove tecnologie — comprese le immagini che permettono di distinguere cosa avviene all'interno di un'abitazione," scriveva Scalia. "Anche se il sistema impiegato in questo caso era abbastanza grezzo, la regola che adottiamo deve tener conto delle tecnologie più sofisticate giù in uso o in fase di sviluppo."

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Tuttavia, quattro dei giudici chiamati a esprimersi sul caso non erano d'accordo con l'opinione di Scalia.

"Questo caso comprende nient'altro che un particolare tipo di spionaggio utilizzato dagli agenti di polizia per raccogliere informazioni esposte al pubblico dall'esterno della casa del richiedente," scriveva il giudice John Paul Stevens in dissenso. "Quindi, la nozione che le emissioni di calore registrate all'esterno dell'abitazione siano una questione privata che comporti le protezioni del Quarto Emendamento… è difficile da prendere sul serio."

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Ci potrebbero volere alcuni anni prima che la Corte Suprema emetta una sentenza chiara riguardo all'uso di tecnologie in grado di "annusare" le droghe.

Il professor Charles Fried della Harvard Law School, esperto di diritto civile e Costituzione, sostiene che sia impossibile prevedere come i tribunali si muoveranno su questo versante.

"Sicuramente ci sono delle analogie con il caso degli infrarossi. Quella è la massima similitudine," dice Fried. "Ma non si tratta di un caso lampante. [La decisione dei giudici] potrebbe andare in entrambe le direzioni."

L'opinione personale di Fried è che la protezione della privacy sia eccessiva in America e che questo abbia limitato il lavoro delle forze dell'ordine.

"È diventato troppo comune lamentarsi che la nostra privacy sia violata in modo incostituzionale," sostiene Fried. "Si è andati oltre il buon senso danneggiando in modo considerevole la legislazione legittima."

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L'agente speciale Patterson non crede che l'uso delle auto anti-droga verrà bloccato da ostacoli legali. "Ciò che è nell'aria è come le onde radio," dice Patterson, "nessuno le possiede."

Patterson paragona questa nuova tecnologia alla consuetudine di ispezionare la spazzatura di un sospettato alla ricerca di prove.

"Quando metti la tua immondizia sul marciapiede, è come se la stessi abbandonando," aggiunge l'agente. "Chiunque può rovistarci dentro, non è illegale."

Il dottor Verbeck ammette di non aver ancora studiato a fondo le implicazioni legali della sua invenzione.

Oltre ad essere montato all'interno di un veicolo, lo spettrometro di massa mobile può essere anche messo in uno zaino o in una valigetta.

Per ora l'auto è troppo complicata da utilizzare per chiunque non abbia delle conoscenze scientifiche avanzate. Le nuove versioni, però, avranno un'interfaccia semplificata che può essere comprensibile anche ai poliziotti comuni con un piccolo addestramento.


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