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elezioni usa 2016

È finita: Trump punta dritto alla nomination repubblicana dopo il ritiro di Cruz

Con la vittoria delle primarie in Indiana, Trump ha sferrato il colpo di grazia al rivale Ted Cruz — ponendo fine alla sua corsa alla nomination e rendendo Trump il probabile candidato alla presidenza del partito repubblicano.
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Donald Trump devant ses partisans lors d'un meeting à South Bend dans l'Indiana, le 2 mai 2016. Photo de Tannen Maury/EPA

Sembra ormai spianata la strada per la nomination di Donald Trump a candidato del partito repubblicano per la presidenza degli Stati Uniti.

Dopo la vittoria di Trump nelle primarie in Indiana martedì sera, il suo unico vero rivale - Ted Cruz - ha annunciato il ritiro dalla corsa, consegnando in pratica la nomination a "The Donald."

L'unico teorico oppositore ancora in gara contro la nomination di Trump rimane dunque John Kasich, governatore dell'Ohio, che ha però in Indiana ha ottenuto soltanto l'otto per cento dei voti.

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Cruz aveva puntato gran parte della sua campagna elettorale, che negli ultimi tempi si era mostrata in difficoltà, su una vittoria nello stato del Midwest.

"Fin dall'inizio ho affermato che avrei continuato fino a quando sarebbe rimasta aperta una strada percorribile per la vittoria," ha detto Cruz in un discorso rivolto a una folla di sostenitori sconvolti a Indianapolis, in Indiana. "Stanotte, mi dispiace dover dire che quella strada sembra essersi chiusa."

Qualche minuto dopo la fine del discorso di Cruz, il Presidente del Republican National Committee (il comitato centrale che guida il partito repubblicano) Reince Priebus ha riconosciuto che Trump è ora il 'portabandiera' del partito.

.@realDonaldTrump will be presumptive @GOP nominee, we all need to unite and focus on defeating @HillaryClinton #NeverClinton
— Reince Priebus (@Reince) May 4, 2016

Parlando dalla sua Trump Tower a Manhattan dopo l'annuncio di Cruz, Trump ha affermato: "Questi sono stati una sera, un giorno e un anno incredibili. Non mi è mai capitato nulla del genere, ma è bellissimo essere testimone di una cosa simile."

La giornata era iniziata con attacchi reciproci di una ferocia inedita tra i due candidati: Cruz ha definito Trump un "narcisista," "completamente amorale," e "bugiardo patologico," mentre il rivale ha risposto dicendo che Cruz è "pazzo." Dopo il ritiro dalla corsa di Cruz, tuttavia, Trump ha mostrato un raro momento di umiltà durante il suo discorso della vittoria, definendolo "un ottimo sfidante" e un "tipo tosto e intelligente con un futuro meraviglioso davanti a sé." Solo dodici ore prima Trump aveva accusato il padre di Cruz di aver partecipato all'omicidio di John F. Kennedy.

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Trump ha promesso che continuerà a fare campagna elettorale nel West Virginia e in Nebraska, nonostante abbia lui stesso ammesso di avere essenzialmente in pugno la nomination. Ora, ha detto chiaramente, si sta concentrando sulle elezioni presidenziali: "Il nostro obiettivo è sconfiggere Hilary Clinton. Lei non sarebbe un gran presidente."

Prima del voto in Indiana, con 957 delegati già vinti, a Trump ne mancavano 280 per ottenere la nomination; martedì sera ne ha aggiunti almeno 51.

Questo significa che dovrà vincere solo poco più di metà dei delegati rimasti per evitare una 'contested convention,' cioè una convention in cui nessuno dei candidati raggiunge la soglia del 1.237 delegati necessari per assicurarsi la nomination. L'unica speranza per John Kasich, l'ultimo rivale rimasto che al momento ha ottenuto 154 delegati, è che Trump non raggiunga quella soglia.

"I risultati di questa sera non cambieranno i piani del governatore Kasich," ha detto in un comunicato il manager della sua campagna elettorale dopo l'annuncio della vittoria di Trump. "La nostra strategia continuerà a puntare alla conquista della nomination in una convention aperta."

Le primarie repubblicane si chiuderanno il sette giugno, quando tra gli altri voteranno anche gli elettori della California, uno degli stati più grandi e più importanti. Con i suoi 172 delegati, Trump spera di ottenere la nomination proprio grazie a una vittoria nello stato più popoloso degli Stati Uniti.


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