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Un gruppo di migranti si è cucito le labbra per protestare contro la gestione delle frontiere nei Balcani

La scorsa settimana alcuni paesi dei balcani hanno dichiarato che garantiranno il passaggio sul loro territorio solo a chi scappa dalla guerra in Siria, Iraq e Afghanistan. Tutti coloro identificati come "migranti economici" saranno respinti.

di Reuters e VICE News
24 novembre 2015, 10:35am

Foto di Robert Atanasovski/AFP/Getty

Un gruppo di migranti bloccati ai confini dell'Unione Europea si è cucito le labbra per protestare contro la gestione delle frontiere da parte dei paesi balcanici, che stanno bloccando migliaia di persone mentre le temperature scendono sotto lo zero.

Lunedì al confine tra Grecia e Macedonia un gruppo di marocchini, iraniani e pachistani ha bloccato il traffico ferroviario e ha chiesto di poter transitare verso l'Europa occidentale. Secondo quanto riportato dall'agenzia AFP, almeno sei iraniani si sono tolti le magliette e hanno usato ago e filo di nylon per cucirsi le labbra, mentre altri hanno usato del nastro adesivo per chiudersi le bocche.

Uno degli uomini, un ingegnere elettrico 34enne di nome Hamid, ha detto all'agenzia Reuters di voler arrivare "in qualsiasi paese libero nel mondo."

"Non posso tornare indietro," ha detto. "Verrei impiccato."

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Centinaia di migliaia di migranti, molti dei quali siriani fuggiti dalla guerra, sono arrivati in Grecia con i gommoni, poi hanno attraversato a piedi la penisola balcanica per cercare di raggiungere i paesi ricchi dell'Europa nord-occidentale, principalmente la Germania e la Svezia.

Tuttavia la scorsa settimana la Slovenia, membro dell'area Schengen, ha dichiarato che garantirà il passaggio sul suo territorio solo a chi scappa dalla guerra in Siria, Iraq e Afghanistan, mentre tutti coloro identificati come "migranti economici" saranno respinti.

Questa decisione ha portato all'apertura di nuove rotte - attraverso Croazia, Serbia e Macedonia - ma molti migranti sono bloccati ai confini dei paesi balcanici, costretti a vivere in tendopoli improvvisate mentre arriva l'inverno.

La misura adottata dalla Slovenia ha bloccato un numero crescente di iraniani, pachistani, bengalesi e cittadini di altri paesi asiatici e africani.

Un uomo cuce le labbra di un migrante iraniano, mentre aspettano di attraversare il confine tra Grecia e Macedonia vicino Gevgelija. Foto di Robert Atanasovski/AFP/Getty

Domenica alcuni rifugiati hanno deciso di protestare contro la decisione slovena annunciando uno sciopero della fame e bloccando la linea ferroviaria che collega Grecia e Macedonia.

Un uomo ha scritto su un pezzo di cartone "Non torneremo in Iran." È iniziata a cadere una pioggia leggera, mentre più a nord lungo la rotta dei migranti la prima neve ha segnato l'inizio dell'inverno. 

"Siamo persone anche noi," ha detto un iraniano che ha dichiarato di chiamarsi Ahmed. "Non siamo terroristi, solo persone normali in cerca di una vita migliore. Abbiamo fatto un viaggio di migliaia di chilometri. Per cosa? Per rimanere bloccati qui?"

La nuova misura è coincisa con le crescenti preoccupazioni riguardo ai rischi per la sicurezza portati dal flusso caotico e spesso incontrollato di migranti, soprattutto dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre scorso.

È emerso che due degli attentatori suicidi coinvolti negli attacchi hanno seguito la stessa rotta, arrivando in Grecia via mare e attraversando a piedi i Balcani. Tuttavia, gran parte degli attentatori erano cittadini francesi o belgi.  

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Le associazioni per i diritti umani hanno espresso dei dubbi riguardo alla decisione slovena, e hanno ricordato che l'asilo politico deve essere assegnato in base al merito e non alla nazionalità.

"La classificazione di un'intera nazionalità come migranti economici non è un principio riconosciuto dal diritto internazionale," ha detto Rados Djurovic, direttore dell'Asylum Protection Center con sede a Belgrado. "Si rischia di violare i diritti umani e le leggi sull'asilo," ha dichiarato alla tv di stato serba.

Sul confine tra Grecia e Macedonia, un uomo a cui è stato rifiutato l'ingresso si è tolto la maglia e si è scritto sul petto "Sparateci o salvateci."

Su un pezzo di cartone era scritto "Non siamo terroristi. Vogliamo solo avere una vita migliore. Per favore lasciateci passare." 

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